Stop al grasso addominale

Uno studio di ricerca condotto dal Duke University Medical Center ha dimostrato che anche un'attività fisica moderata regolare (ad es. camminare a passo spedito per 3 ore alla settimana) aiuta a prevenire l'accumulo di grasso addominale profondo. La notizia è stata riportata nel numero di ottobre del Journal of Applied Physiology.

I pigri sono soggetti all'accumulo rapido di un tipo di grasso addominale profondo che contribuisce all'insorgenza del diabete e di altri problemi del metabolismo. Ma, secondo i ricercatori, un'attività fisica regolare può prevenire o addirittura invertire questa tendenza.

Uno studio di soggetti adulti sovrappreso e sedentari ha evidenziato che coloro che iniziano ad allenarsi su tapis roulant e cyclette tendono a ridurre o perlomeno a non aumentare le proprie riserve di grasso viscerale, vale a dire il grasso che si accumula attorno agli organi addominali.

Al contrario, i soggetti che rimangono sedentari mostrano un aumento sostanziale del grasso viscerale nell'arco di soli 6 mesi. Questi risultati sono stati pubblicati nel numero di ottobre del Journal of Applied Physiology.

Anche se tale grasso addominale profondo può non manifestarsi sotto forma di "pneumatico del punto vita", esso viene associato a diversi effetti indesiderati, tra cui un maggior rischio d'insorgenza del diabete di tipo 2, del colesterolo alto e delle cardiopatie.

Questa nuova scoperta mostra che anche un'attività fisica moderata, come una passeggiata a passo spedito, può mettere un freno all'accumulo di grasso viscerale. Lo conferma il fisiologo sportivo del Duke University Medical Center di Durham in Nord Carolina nonché principale autore dello studio in questione, Dr. Cris Slentz.

Inoltre, i soggetti più attivi, cioè quelli che praticano un'attività fisica equivalente a circa 30 km di jogging alla settimana, riducono sia il grasso viscerale che gli strati di grasso addominale più superficiali, cioè le maniglie dell'amore.

L'intensità dell'esercizio non sembra essere tanto importante quanto la quantità, come ha dichiarato Slentz per Reuters Health. I soggetti che praticano un'attività fisica moderata, l'equivalente di circa 3 ore di cammino a passo spedito alla settimana, hanno evidenziato risultati tanto soddisfacenti quanto quelli dei soggetti che praticano attività fisiche più vigorose per 2 ore alla settimana. Nel complesso nessuno dei due gruppi ha mostrato un aumento significativo del grasso addominale.

Il gruppo che ha praticato l'attività fisica più intensa, cioè pari a 3 ore di jogging alla settimana, ha visto una riduzione media del 7% sia del grasso viscerale che, e soprattutto, del grasso addominale superficiale. Al contrario, i soggetti del quarto gruppo, cioè coloro che hanno mantenuto il proprio stile di vita sedentario, hanno visto un aumento del grasso viscerale di quasi 9% nell'arco di 6 mesi.

In genere, i soggetti che praticavano attività fisica si allenavano con attrezzature da palestra quali tapis roulant e cyclette.

La conclusione, secondo Slentz, è che l'inattività si paga con l'accumulo rapido di grasso, mentre l'esercizio regolare aiuta quantomeno a prevenire tale accumulo. In una cultura che dà valore ai risultati veloci, ha dichiarato, l'idea di mantenere il proprio peso è difficile da "vendere".

Ma il mantenimento del peso nel lungo termine, contrapposto a ripetute diete che portano a perdere peso ma a riacquistarlo subito dopo, è per Slentz un obiettivo valido. Fare attività fisica ora, ha dichiarato Slentz, significa pesare 10 chili di meno tra cinque anni.

Tuttavia, ha precisato, "La domanda da un milione di dollari è come indurre le persone a fare attività fisica a lungo termine."

L'esercizio moderato preso in esame in questo studio, cioè l'equivalente di 3 ore di cammino alla settimana, è stato sufficiente per prevenire l'aumento di grasso ed è in linea con le raccomandazioni sanitarie ufficiali valide per gli adulti di praticare 30 minuti di attività moderata possibilmente tutti i giorni. Questo è un livello di attività fisica che quasi tutti possono raggiungere, ha affermato Slentz.

"Mangiamo tutti i giorni," ha concluso Slentz, "quindi dobbiamo camminare tutti i giorni."

Fonte:
IHRSA Newsletter - Journal of Applied Physiology, ottobre 2005

Articolo redatto da Amy Norton – Reuters Health