Respira bene per vivere meglio

Devi farlo mentre mangi, cammini, parli e anche quando dormi, ma per lo più non ci pensi.
Respirare è un istinto naturale. Non solo una delle tante funzioni del tuo corpo, ma quella che ti permette di compiere tutte le altre.
Perché  puoi anche saltare un pasto, passare la notte in bianco o non bere per un giorno intero, ma sai già che trattenere troppo a lungo il respiro, a meno che non ti stia allenando per una gara di immersioni subacquee, non è mai una buona idea.

Il corpo è fatto per respirare, più ancora che per mangiare, bere e dormire, che sono le altre tre funzioni vitali per la sopravvivenza.
Oltre alla più evidente delle sue prerogative, e cioè mantenerti in vita, attraverso la respirazione espelli qualcosa come il 75% delle tossine del tuo corpo, porti il nutrimento (cioè l’ossigeno) alle cellule dell’organismo  e mantieni “accese” tutte le attività metaboliche.
Ma lo sapevi che, nonostante questa, la maggior parte di noi utilizza solo un terzo delle sue capacità respiratorie?

Ma perché respiriamo male?

La cattiva respirazione che non introduce nell’organismo una quantità ottimale di ossigeno (e cioè quella superficiale, che impegna solo la parte alta dei polmoni), è figlia diretta del modo di vivere all’occidentale. Tradotto, della mancanza di moto e di alcuni tipici condizionamenti sociali.

Dopo anni passati fra i banchi di scuola e dietro una scrivania, spostandoti in macchina o davanti alla televisione, forse stare seduto ti sembrerà la posizione più naturale del mondo, ma non è così.
Il corpo umano è fatto per  vivere in posizione verticale, possibilmente facendo qualcosa di più impegnativo che guidare, far scorrere le dita su una tastiera, cambiare canale o parlare al telefono.

E, soprattutto, quali sono le conseguenze?

Da seduto, riduci il volume della gabbia toracica e contrai l’addome; inoltre, la mamma prima e i comuni dettami estetici poi, ti hanno  forse convinto negli anni che la posizione migliore da tenere è quella con le spalle dritte e la pancia in dentro.
Ma così facendo, intralci involontariamente la respirazione diaframmatica: il povero diaframma, irrigidendosi, non impedisce solo ai polmoni di riempirsi completamente d’aria, ma non esercita più il suo essenziale e benefico massaggio su tutti gli organi interni, in grado di stimolare la circolazione sanguigna e linfatica, l’attività intestinale e l’assorbimento delle sostanze nutritive, giorno e notte.
Anche a questo serve respirare.

Ritorna alle origini, respira con la pancia

Se respirassimo bene staremmo molto meglio.
Vuoi sapere come si fa? Basta guardare un bambino: il respiro parte dal basso, sale nel plesso fino al petto, e viene rilasciato con un sospiro rilassato.

È quella che si definisce  “respirazione di pancia”. Vuoi provarla?

  • rilassa tutti i muscoli, soprattutto quelli delle spalle e del ventre;
  • fai scendere il diaframma e fai in modo che il rilassamento crei una depressione nei polmoni, che riempirai automaticamente d’aria nella parte bassa (come il meccanismo di stantuffo di una siringa). Così facendo, sentirai gli altri organi interni spostarsi nell’unico posto disponibile, cioè verso l’esterno, dandoti l’impressione di respirare con la pancia;
  • nel momento in cui i polmoni si riempiranno dal basso, incamera più aria espandendo la cassa toracica, che ti porterà a spostare leggermente le clavicole verso l’alto;
  • a questo punto espira. Farlo bene è facile, basta rilassare ogni singolo muscolo impiegato nell’inspirazione, e la forza di gravità sulla cassa toracica ti farà automaticamente espellere tutta l’aria incamerata nei polmoni.

Hai appena concluso un perfetto ciclo di respirazione.
Impara a respirare meglio: non solo le tue funzioni organiche miglioreranno ma contribuirai a diminuire anche gli stati d’ansia e arginare il logorio dello stress quotidiano.