Si all’attività fisica, ma attenzione a non esagerare

Molte persone praticano l’attività fisica come strumento di evasione. Dopo una giornata di lavoro stressante, indossare le scarpe da corsa e correre fa sentire meglio e fa perdere il senso dello spazio e del tempo. Tuttavia, non tutti gli esercizi sono salutari né sono forme per evadere dalla realtà. Infilare la testa sotto la sabbia e sentirsi liberi dai propri problemi, sollevando pesi o correndo per ore sul tapis roulant può determinare ripercussioni negative.

Frode Stenseng, professore alla Norwegina University of Science and Technology, NTNU, ha intervistato 207 soggetti attivi tramite un questionario che misura le diverse motivazioni per cui questi soggetti svolgevano attività fisica. Stenseng ha trovato tra i partecipanti allo studio delle somiglianze tali da poter dividere il campione in due gruppi. Alcuni avevano motivazioni salutari altri però erano spinti da motivi non positivi. Quelli che usavano l’esercizio fisico come attività per evadere dalla realtà in modo salutare individuavano l’esercizio come un modo per pianificare e controllare le proprie emozioni e si dimostravano in seguito meno impulsivi. Inoltre, questi soggetti generalmente raggiungevano punteggi maggiori nei questionari per la valutazione della qualità della vita. Mentre, i soggetti che usavano l’allenamento per nascondere a sé stessi la realtà, indicavano l’esercizio come un modo per cancellare alcuni sensazioni, dimenticare influenze negative e problemi della vita di tutti i giorni. Inoltre, in questi individui al contrario degli altri non si registrava un miglioramento nel controllo e nella pianificazione delle proprie emozioni, ma anzi risultavano più impulsivi.

Spesso quando si è assorbiti da un’attività si cade in una sorta di trance che normalmente è positiva, anche se poi il percepito emotivo post attività fisica è diverso tra le due tipologie di persone. Infatti dall’essere attivi il primo gruppo di soggetti percepiva uno sviluppo positivo nella capacità di relazionarsi. Mentre al contrario il secondo gruppo riferiva un percepito emotivo negativo post attività. I ricercatori hanno indicato che la percezione di sentimenti negativi deriva dal provare vergogna e dal sentirsi in colpa poiché queste persone pensavano di spendere troppo tempo ad allenarsi e non a risolvere i problemi. Lo stesso Stenseng paragona questa situazione ad un’intossicazione da allenamento, dove non è l’allenamento in sé il problema, ma quanto si è dipendenti da esso. Semplicemente, essendo le persone vulnerabili a diversi tipi di dipendenze, una di queste può essere l’esercizio fisico utilizzato come fuga dalla realtà. Per Stenseng gli allenatori potrebbero usare queste informazioni. Infatti, potrebbe essere un vantaggio conoscere cosa spinge una persona ad allenarsi.

Infine, altre ricerche scientifiche hanno individuato che molte persone che hanno un rapporto non salutare con l’esercizio fisico, hanno anche una relazione negativa con altri tipi di dipendenze come il gioco, lo shopping e la dieta.

L’esercizio è un farmaco e quindi come tale bisogna trattarlo scegliendo il più appropriato e la giusta dose!

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Stenseng, F., & Phelps, J. M. Passion for a sport activity, escapism, and affective outcomes: Exploring a mediation model. Scandinavian Psychologist, 3, e2, 2016