“Immune” all’allenamento? È tutta una questione genetica

I cambiamenti apportati dall’allenamento variano da persona a persona e le caratteristiche genetiche influenzano tali modificazioni

È evidente che alcuni individui riescono ad ottenere risultati più significativi dai loro allenamenti rispetto ad altri, pur eseguendo le stesse attività. Più sorprendete, è il fatto che alcuni raggiungono l’obiettivo più velocemente di altri.
Come afferma il professor Clude Bouchard, se bene eseguito un allenamento in un modo o nell’altro apporterà dei benefici a chiunque lo esegua, anche se una minoranza della popolazione non otterrà alcun effetto estetico o di diminuzione del rischio di sviluppare alcune malattie, come il diabete.

Lo studio genetico

Fitness interface against view of dnaIl gruppo di ricerca del professor Bouchard della Luisiana State Univeristy in America ha studiato il ruolo del corredo genetico di alcune persone che sono più resistenti alle malattie quando sono attive. 742 persone di 213 differenti famiglie hanno svolto un programma di esercizio di 20 settimane per migliorare la resistenza. Sono stati misurati: il consumo di ossigeno, la pressione e la circolazione sanguigna, la frequenza cardiaca e l’insulino resistenza. In alcuni di questi parametri dopo il periodo di allenamento sono stati trovati dei notevoli miglioramenti mentre in altri non è stato osservato alcun cambiamento. Nessun partecipante allo studio aveva svolto attività fisica regolare durante i sei mesi precedenti alla sperimentazione. Il consumo di ossigeno che è correlato alla capacità di eseguire un lavoro, dopo l’intervento, è aumentato in media del 17%. Nei soggetti più allenabili questo miglioramento arrivava quasi al 40%, mentre in quelli meno predisposti all’esercizio non si riscontrava alcun progresso. Differenze marcate tra i soggetti sono state riscontrate non solo in questo parametro ma anche nella pressione sanguigna, nella frequenza cardiaca e in altri indicatori del livello di fitness. Il professor Bouchard ha inoltre riscontrato un miglioramento nel 58% dei partecipanti che eseguiva il programma di attività fisica per quanto riguarda l’insulino resistenza, mentre nel restante 42% non vi era alcun miglioramento. Nei partecipanti allo studio in cui la sensibilità all’insulina migliorava di più, 51 geni erano espressi nel muscolo, il doppio del livello trovato nei soggetti in cui la sensibilità insulinica migliorava poco.
Molti di questi geni erano una scoperta per i ricercatori in quanto non erano mai stati correlati all’esercizio. Kathryn North dell’Institute of Neuromuscular Research at Children's Hospital di Westmead a Sydney, ha affermato che molte persone fanno fatica a seguire un regolare programma di allenamento ma raggiungono risultati per quanto minimi. Inoltre, ulteriori ricerche hanno rivelato che alcuni diabetici di tipo 2 o pre-diabetici che camminavano o pedalavano ad un’intensità moderata da 4 a 5 volte a settimana per 12 settimane avevano perso una media di 4,5 kg di peso corporeo e molti avevano ridotto i livelli di glicemia. Tuttavia, non è così semplice per tutti, infatti quelli con i livelli di glicemia più alti facevano fatica a regolarla attraverso l’allenamento anche se perdevano comunque peso. Alla luce di tutto ciò, è doveroso sottolineare quanto sia importante personalizzare l’esercizio per ottenere i benefici e raggiungere gli obiettivi sperati.

Referenze

  • Bouchard C1, Blair SN, Church TS, Earnest CP, Hagberg JM, Häkkinen K, Jenkins NT, Karavirta L, Kraus WE, Leon AS, Rao DC, Sarzynski MA, Skinner JS,Slentz CA, Rankinen T., Adverse metabolic response to regular exercise: is it a rare or common occurrence? PLoS One. 2012;7(5):e37887.
  • Rankinen T, Fuku N, Wolfarth B,Wang G, Sarzynski MA, Alexeev DG, Ahmetov II, Boulay MR, Cieszczyk P, Eynon N,Filipenko ML,Garton FC, Generozov EV, Govorun VM, Houweling PJ, Kawahara T, Kostryukova ES, Kulemin NA, Larin AK, Maciejewska-Karłowska A, Miyachi M, Muniesa CA, Murakami H,Ospanova EA, Padmanabhan S,Pavlenko AV6,Pyankova ON,Santiago C,Sawczuk M,Scott RA,Uyba VV,Yvert T18, Perusse L, Ghosh S, Rauramaa R, North KN, Lucia A , Pitsiladis Y, Bouchard C, No Evidence of a Common DNA Variant Profile Specific to World Class Endurance Athletes, PLoS One. 2016 Jan 29;11(1):e0147330.