Ginnastica Artistica in Perfetto Equilibrio?

Un breve excursus tra le attività che migliorano l’equilibrio

Gymnast Chiara Ferlito standing on a technogym's Arke ball while improving her static balance L’equilibrio può essere descritto secondo due definizioni: la prima riguarda l’equilibrio statico, che non è altro che la capacità di mantenere il corpo all’interno della propria base di supporto, in altre parole il corpo non è soggetto a forze che ne modificano lo stato di quiete (un semplice esempio è il mantenimento della posizione eretta). La seconda, è l’equilibrio dinamico, che può essere definito come l’abilità di eseguire un movimento mantenendosi stabili, controllando la posizione e il movimento del proprio corpo (come può essere camminare senza cadere). L'equilibrio, inoltre, viene classificato come capacità coordinativa, ovvero in grado di controllare e modulare i movimenti tramite la forza e la flessibiità. Questo, permette di migliorare sia l'equilibrio statico che dinamico, attraverso esercizi specifici.
Tuttavia, anche la pratica di alcuni sport può influenzare l’equilibrio. Nel 2011, Con Hrysomallis, dell’Università Victoria di Melbourne, ha pubblicato una revisione della letteratura proprio su questo argomento. Dagli studi analizzati, è emerso innanzitutto che, in generale, gli atleti presentano un miglior equilibrio rispetto ai non atleti. Questo a dimostrazione del fatto che l’allenamento fisico migliora, a prescindere, la capacità di stabilità. Nello specifico, sembrerebbe che i ginnasti possiedano, un miglior equilibrio statico mono-podalico (una sola base d'appoggio) e un miglior equilibrio dinamico bi-podalico (doppia base di appoggio). Seguono nella classifica i calciatori, i quali non si discostano di molto dai ginnasti, poi i nuotatori e i giocatori di basket.

Quali sono i fattori che favoriscono un maggior controllo posturale nei ginnasti?

Gymnast Chiara Ferlito standing on a technogym's Arke while improving her static balance In primis, la ripetizione di un gesto tecnico stimola fortemente l’equilibrio; infatti questi atleti si sono distinti soprattutto in quelle discipline nelle quali hanno esercitato ripetutamente le medesime azioni per un periodo prolungato di tempo. In secondo luogo, si è notato che i ginnasti tendono ad essere più piccoli di statura e più leggeri rispetto ai loro colleghi di altri sport e, sapendo che la statura è un determinante dell’equilibrio, questo fattore potrebbe aver influenzato il risultato.

Oltre al gesto specifico, le metodiche consigliate per allenare al meglio l’equilibrio

Un programma mirato potrebbe prevedere semplici esercizi su un piano d’appoggio stabile, e progressivamente introdurre esercizi su superfici instabili, come tappetini morbidi, tavolette propriocettive, e semi-sfere gonfiabili, su cui poter stazionare ad occhi aperti o chiusi. Infatti, un'altra componente che gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio, è proprio la vista, in quanto allenarsi ad occhi chiusi, stimola una maggiore percezione delle sensazioni derivanti, ad esempio, dai propri piedi. Per rendere poi più difficili gli allenamenti, si possono includere via via movimenti più complessi quali torsioni, salti, balzi, squat, lanci di un pallone, il tutto dovendo vincere le continue destabilizzazioni create da superfici instabili.

A tal proposito,Technogym ha ideato la linea  “ARKE” ,  una soluzione per esercizi core training a corpo libero, studiata per  migliorare le proprie abilità motorie e il proprio livello di forma fisica con un allenamento di difficoltà progressiva.

Fonti

ARTICOLI:

Con Hrysomallis. Balance Ability and Athletic Performance. Sports Med. 2011; 41(3):221-232. doi: 10.2165/11538560-000000000-00000.

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GIORNALI SCIENTIFICI :

Sports Medicine