La nuova Woodstock? Più fitness che musica

Il fitness sta sostituendo la musica come elemento protagonista di grandi eventi e festival: perché l'attività sportiva è sempre più vissuta come esperienza di divertimento e socializzazione.
Sempre più connessi, sempre più isolati. Col rischio di essere scambiati per un servizio della rubrica “Società” di un TG della notte, lo ripetiamo anche noi: (molto più che) complice la rivoluzione digitale, mai come ora le possibilità di comunicazione e connessione tra individui anche lontanissimi sono numerose.  Eppure, ci sentiamo sempre più isolati.
Non alzare gli occhi al cielo, una scusa almeno parziale per soccombere a questo messaggio trito e ritrito c’è: ci sono numerose statistiche a dare man forte. In un sondaggio condotto dalla Mental Health Foundation, le persone riportano interazioni personali sempre meno soddisfacenti, e i sentimenti di solitudine risultano in aumento. Se per caso fossi un appassionato di numeri: solo il 22% dei rispondenti al questionario della fondazione inglese ha affermato di non sentirsi mai solo. Di conseguenza (e a ulteriore dimostrazione), il valore che attribuiamo alle esperienze relazionali dal vivo e di gruppo sembra essere in crescita: secondo una ricerca firmata Eventbrite, il 69% dei Millennials ritiene che prendere parte a eventi di gruppo sia un modo efficace per sentire una connessione più forte con le altre persone e la propria comunità, e il 79% pensa che farlo con famiglia e amici renda queste relazioni più profonde.

E lo sport? Nulla di diverso: alla domanda “Come dovrebbe essere l’esercizio fisico per te ideale?”, una ricerca Nielsen ha rilevato che l’elemento di gruppo è il più importante di tutti.

Divertirsi o stare bene? Il dilemma che non c’è

Scontata la pena per abuso di luoghi comuni, possiamo lasciarci i numeri alle spalle, e affermare senza esitazioni una realtà: la necessità di sentirsi parte di una comunità è forte come mai prima. Le persone vogliono uscire, stare insieme e divertirsi. Eppure, i tempi di alcol e perdizione sembrano lontani. C’è infatti un altro trend che, è il caso di dirlo, è venuto per rovinare la festa, un trend nel quale lo sport gioca un ruolo fondamentale: quello del lifestyle healthy. Già ti immagini persone consumate dal dilemma “Bere o non bere?”, traduzione prosaica e  brutale del più solenne “Divertirsi o non divertirsi?”? A dire il vero, le cose non stanno esattamente così. Che tu voglia crederci o no, sembra che sia il modo stesso di intendere il divertimento a essere cambiato: siamo sempre più convinti che (consiglio della nonna alert!) divertirsi non sia sinonimo di bere, fumare e punire il proprio corpo in ogni modo possibile.
Sì, è esattamente come stai immaginando: numeri impressionanti di persone che si riuniscono per fare sport, meditare, prendere lezioni di yoga, mangiare sano, riunite dall’entusiasmo per il proprio stile di vita così come i partecipanti dei festival musicali lo sono dalla passione per la loro musica.
Pensandoci un attimo, questi eventi hanno tutta l’aria di essere il compromesso perfetto, quello in cui non rinunci a niente. Un festival all’insegna del wellness ti permette di percepire il senso di comunità tipico di ogni festival, dedicare tempo a te stesso, disintossicarti dalla routine, senza però dover abbandonare lo stile di vita che hai scelto. Non solo, un festival di questo tipo ti permette di condividere questa stessa scelta con altre persone, trovando supporto e occasioni di conoscenza, insieme a tutti i benefici della relazione. Col senno di poi, un successo assicurato.

A ognuno il proprio festival

Non possiamo nasconderlo, un certo sentore di raduno yoga, falò e bandane colorate si avverte. Anche in questo caso, tuttavia, le cose non stanno così. Almeno, non sempre.
Dei festival non proprio per il palato comune ci sono, ma ce ne sono anche di inaspettatamente accessibili.
fitness woodstok
Partiamo dai primi: tre volte all’anno, due in California e una a Northlake, Illinois, si tiene il Bhakti Festival, un festival a tema yoga, danza e musica sacra. Fondato da Sridhar Silberfein, allora coinvolto nell’organizzazione di Woodstock, il Bhakti è progettato per offrire ai partecipanti un’esperienza profonda di  trasformazione. Non c’è traccia di alcol o droghe, ma vengono proposte lezioni di yoga tenute da insegnanti famosi in tutto il mondo, esibizioni di maestri della musica sacra, sessioni di meditazione e preghiera, workshop di autoconsapevolezza e un Santuario di guarigione, dove è possibile sottoporsi a massaggi e cure sciamaniche.
Sempre in California, a Squaw Valley, è nato Wanderlust. Inaugurato nel 2009 con un evento partecipato da 2500 persone, oggi si organizzano 45 raduni all’anno in tutto il mondo, tutti con lo stesso nome e lo stesso concept, ognuno partecipato da circa 120.000 persone. Lo yoga come principio di vita è il focus del festival, che coinvolge istruttori di yoga e meditazione, chef e musicisti. Più in generale, quindi, si tratta di una celebrazione del lifestyle consapevole, e non è necessario essere particolarmente spirituale per trovarsi in sintonia con l’anima dell’evento, né essere esperti di yoga.
Wanderlust fitness
Ancora più aperto e rivolto a un pubblico eterogeneo è il britannico Morning Gloryville, un evento che definisce se stesso come “rave analcolico”. Vi si possono incontrare persone di ogni tipo: yuppie, teenager patiti di Instagram, giovani famiglie. Nelle intenzioni della fondatrice, Samantha Moyo, il Morning Gloriville doveva essere un luogo che riproducesse le emozioni dei rave, senza gli elementi estremi che alla parola “rave” generalmente si associano. Oggi è un  festival accogliente e originale, dove la musica accompagna i massaggi e le sessioni di yoga improvvisate, attrae DJ anche noti che hanno scelto di abbandonare lo stile di vita eccessivo e richiama moltissime persone che si riconoscono nel motto che campeggia sui poster dell’evento:“I am in charge of how I feel and today I’m choosing happiness”.
Tale è la portata del fenomeno che anche i festival di musica si stanno attrezzando per integrare la propria offerta con elementi di wellbeing: è il caso del Wilderness Festival di Oxford e del Citadel di Londra, che dedicano al benessere un’intera sezione del loro programma: si possono trovare aree spa, luoghi riservati alla meditazione, proposte di cicli di massaggi e aromaterapia, oltre a lezioni di yoga di ogni tipo e per tutti i livelli d’esperienza: dallo yoga per il rilassamento all’hot yoga, dall’acroyoga fino allo yoga sulle tavole da SUP.
Wilderness Festival fitness

Il Wellness cambia (la) musica

L’abbiamo detto, le persone vogliono sentirsi parte di una comunità. E quello che prima dava la musica, ora lo dà (anche) il Wellness. Alcune realtà fanno pensare che il secondo abbia sostituito la prima, ma la verità è che le due cose vanno sempre più spesso insieme, tanto che la musica stessa sembra esserne influenzata: le compilation pensate per l’allenamento hanno sempre più successo e anche la musica per il rilassamento sta diventando un fenomeno di massa.
Che ci aspetti un futuro in cui faremo yoga sul tram nel tragitto verso l’ufficio?

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