Wellness digitale: come usare al meglio la tecnologia

Il wellness è anche digitale: usare al meglio la tecnologia per il proprio benessere diventa essenziale per il ritorno ad uno stile di vita sano. Sono numerosi gli studi internazionali dai quali emerge che l’ossessione da smartphone (meglio conosciuta come nomofobia), il desiderio di restare costantemente in contatto con ciò che fanno gli altri (la paura di rimanere disconnessi) ed il terrore di essere esclusi da un evento o da un contesto sociale (“fomo”, ovvero “fear of missing out”: la dipendenza dai social network) risultano vere e proprie forme di ossessione e compulsione digitale.

Il benessere digitale prima di tutto

Il futuro è ciò che costruiamo

Parola di Tim Berners-Lee, il creatore del World Wide Web. Un’ammissione che, pur indirettamente, Google ha sposato, affermando – per voce del suo CEO Sundar Pichai – che “è ovvio considerare la tecnologia una forza potente, ma è altrettanto chiaro che non possiamo essere ingenui in questo campo”.

Avvertendo “un profondo senso di responsabilità nel fare tutto al meglio”, Google ha lanciato Digital Wellbeing, un’iniziativa di ampio respiro strutturata in una serie di app e strumenti per arginare la dipendenza dalla tecnologia, riducendo il tempo che si trascorre con lo smartphone in mano (il pericolo è di incorrere in una vera e propria dipendenza da smartphone) e facendo in modo che, questo tempo, sia ben speso; in altre parole, promuovendo una vera rivoluzione di wellness digitale.

Digital Wellbeing, il wellness digitale di Google

Aiutare gli utenti a trovare un equilibrio tra vita reale e digitale. Raggiungere il wellness digitale è l’obiettivo con il quale è stato programmato il set di feature Digital Wellbeing, che include Google Digital Wellbeing Shush (Zitto), funzione attraverso la quale Android P – la nuova versione del sistema operativo Android – silenzia in modo automatico sia le chiamate sia le notifiche, capovolgendo il telefono, con il lato dello schermo rivolto verso il basso; in questo modo, non sarà necessario “attivarsi” (stressarsi) premendo alcun pulsante né scorrendo i menu impostazioni.
Sappiamo che bisognerebbe evitare tablet e smartphone prima di dormire. Ecco venire in soccorso la funzione Google Digital Wellbeing Wind Down (Rilassarsi) che, ad un determinato orario, vira in modo progressivo lo schermo verso la scala di grigio, agevolando il sonno; come impostazione, più evoluta, ricorda la classica modalità notte su Android.

Quante volte al giorno controlliamo lo smartphone? La risposta arriva dalla funzione Google Digital Wellbeing Dashboard Data View, che permette di ottenere una visualizzazione personalizzata dei dati sull'uso effettivo del telefono: dal numero di volte in cui è stato controllato durante la giornata a quello delle notifiche push ricevute.

Dipendenza da iPhone, Apple offre nuove soluzioni

Trascorriamo troppo tempo con lo smartphone in mano. Non avremmo mai desiderato che le persone abusassero dei nostri prodotti. Volevamo che la gente – per merito dei dispositivi – facesse cose altrimenti impossibili”. Così sostiene Tim Cook, CEO di Apple, convinto sostenitore dell’equazione secondo cui “se si passa tutto il tempo sullo smartphone, significa che si sta sprecando tempo”. Sono nate così nel nuovo sistema operativo iOS 12 nuove funzioni per il wellness digitale e la consapevolezza nell'uso dell'iPhone.

Trascorriamo troppo tempo con lo smartphone in mano. Non avremmo mai desiderato che le persone abusassero dei nostri prodotti.

Non solo Digital Wellbeing. L’azienda di Cupertino mette in campo una serie di strumenti per limitare il fenomeno della dipendenza da telefonino (a maggior ragione quando si parla di dipendenza da smartphone per i più piccoli). Come Screen Time su iOS 12, che fornisce informazioni utili sul tempo trascorso nelle app e sui portali. La funzione Screen Time risulta decisamente utile per le famiglie con i bambini.
E ancora, la modalità “Non disturbare quando sono a letto”, che riduce la luminosità del display, non rivelando le notifiche sulla schermata di blocco fin quando non viene richiesto dallo stesso utente. Senza tralasciare il fatto che, per aiutare l’utente a ridurre ogni distrazione, iOS 12 offre una serie di opzioni per governare la ricezione delle notifiche: dalla gestione all’istante, alla possibilità di disattivarle in toto, oppure di optare per girarle direttamente in centro notifiche.

Quanto tempo passiamo sui social? Facebook risponde

Come utilizzare al meglio la tecnologia? Il progetto Digital Wellbeing di Google, gli strumenti e le app di Apple su iOS 12 per ridurre la dipendenza da smartphone non sono le uniche iniziative sul tema. Anche i social network, infatti, si stanno attivando per limitare la dipendenza da tecnologia. È il caso di Facebook, che ha deciso di introdurre la funzione Your Time on Facebook, così da calcolare il tempo speso dagli utenti sul popolare social. In fase di sperimentazione, Your Time on Facebook è una feature celata all’interno dell’app Android di Facebook, ed è in grado di calcolare il tempo totale trascorso dagli utenti sul social network più famoso al mondo, nel corso degli ultimi sette giorni, fornendone anche una media settimanale.

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