Tra Wellness e status symbol, l’acqua come bene di lusso

È vero, in Italia l’acqua non è mai stata soltanto acqua. Uno sguardo ai dati di consumo è sufficiente per dare ragione a quella che alcuni hanno opportunamente definito "un’anomalia tutta italiana": l’Italia, infatti, è il paese europeo dove si consuma più acqua in bottiglia e a livello globale, siamo secondi soltanto al Messico.

Parlare dell’acqua minerale come di una commodity è sempre stato improprio in riferimento al contesto italiano. Ma ora sembra che si stia riproducendo su scala molto più ampia, e con le dovute differenze, il modello tipico del nostro paese: l’acqua come prodotto.

Se fino ad oggi la situazione peculiare dell'Italia veniva evidenziata quasi esclusivamente dai soggetti più sensibili alle tematiche ambientali, che evocavano i rischi di un utilizzo tanto massiccio della plastica, da qualche tempo a questa parte l’acqua minerale sta suscitando un interesse molto più diffuso, soprattutto all'estero.

Benché ancora circoscritto a certi segmenti, per definizione esclusivi ed elitari, siamo di fronte a un mutamento di paradigma da non sottovalutare: non solo l’acqua sta diventando, anche all'estero, un prodotto, ma tra Wellness, rappresentazioni di status ed esaltazione del "naturale", l'acqua si sta sempre più trasformando in un bene di lusso.

Acqua di design e acqua healthy

No, non si tratta di bottiglie di nuova concezione, né di tappi intelligenti o di particolari attenzioni estetiche: il packaging ha sicuramente un ruolo, ma marginale. Quando si dice "acqua di design", si intende proprio acqua di design: una bevanda progettata per essere in un modo e non in un altro. Un'acqua fatta per distinguersi: per sapore, per componenti, per valori nutrizionali. E per prezzo.

La più nota è forse la Beverly Hillds90H2O, acqua delle montagne californiane “progettata da un team di esperti di livello mondiale per essere il massimo che si possa desiderare da un’acqua”, che ha vinto il World’s Best Water Award e si distingue per “un profilo eccezionalmente healthy, alcalino e ricco di minerali salutari”, tra le altre cose.

E tra acque che trovano la ragione del loro costo elevatissimo (fino a 400 euro a bottiglia) nella propria origine, come la giapponese Fillico, o in un processo di raccolta straordinariamente impegnativo, come la Svalbardi Polar Iceberg Water, sempre maggiore rilevanza rivestono gli aspetti nutrizionali, e dunque salutari, dei diversi brand (non si può che chiamarli così) di acqua. Tanto che Martin Riese, il più noto e stimato sommelier dell’acqua (sì, esistono) degli Stati Uniti, è arrivato a sostenere: "Direi che tutto, dalla carenza di minerali alla sovralimentazione al mal di testa, può essere legato alla disidratazione o a cattive scelte nel consumo di acqua".

Scelta di salute o status symbol?

Per quanto lo possa sembrare, quella di Riese è tutt’altro che un’opinione stravagante: sono in molti a consigliare diverse tipologie di acqua in relazione a diverse esigenze di salute e di stile di vita. Così, per esempio, l’acqua ad alto contenuto di minerali viene indicata come particolarmente adatta per chi pratica sport. E se a questo si aggiungono alti livelli di magnesio, ecco che quello che sembrava un comunissimo bicchiere d’acqua diviene un toccasana per cuore, muscoli e cervello.

Va detto comunque che sul fatto che l’acqua minerale "di lusso" abbia un impatto positivo sulla salute, molto più della semplice acqua di rubinetto, il dibattito è aperto. Nessuno ha ancora dimostrato questa tesi in maniera convincente, e spesso chi preferisce questo tipo di acqua riconosce di farlo per ragioni di gusto, quando non per affermare uno status.

In una posizione laterale si collocano invece i cultori della cosiddetta "raw water": l'acqua non filtrata e non trattata in (quasi) nessuna maniera. A spingere alla scelta di questo particolare prodotto sono ragioni legate alla salute: la raw water sarebbe più salutare grazie al suo alto contenuto di probiotici e minerali. I detrattori, tuttavia, sottolineano che quelli che vengono indicati come probiotici sono in realtà spesso batteri che si possono rivelare pericolosi e che esistono in commercio acque molto più ricche in minerali rispetto a quella "allo stato naturale".

In definitiva, quella che si sta affermando è una tendenza di consumo legata a molteplici fattori, alcuni razionali, altri più culturali o emotivi. D’altro canto, il consumo è per sua stessa definizione non sempre e non esclusivamente razionale. Il caso del lusso emblematico: oggi la componente healthy gioca un ruolo di primo piano nel definire gli orientamenti delle fasce più alte del mercato, ma non è certo sempre stato così, e chissà per quanto ancora lo sarà.

Comunque, se questo inedito interesse per l’acqua porterà le persone a bere di più (e magari a preferire l’acqua ad altri tipi di soft drink) non si potrà dire che, almeno dal punto di vista della salute, l’acqua di lusso non abbia avuto un impatto positivo.

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