Spazio virtuale, Wellness autentico

Per molto tempo lo sviluppo tecnologico è stato inteso come un crescente pericolo per il benessere delle persone: più tecnologia significava meno necessità di movimento e di attività in generale, e quindi uno stile di vita più sedentario. Ma gli ultimi anni ci hanno dimostrato che le cose non stanno esattamente così, e sembra che anche la tanto temuta realtà virtuale possa rivelarsi un supporto importante per il workout, e persino per la meditazione.

Hi tech + fitness + Wellness = Future

Dai videogiochi che avrebbero sostituito il gioco all’aperto allo stress che invariabilmente procurano i device tecnologici, healthy lifestyle e tecnologia sembrano due concetti tanto distanti e incompatibili da essere spesso trattati come alternative che impongono una scelta.

Wearable, app per l’allenamento e attrezzi sempre più tecnologicamente avanzati e digitalmente equipaggiati stanno invece smentendo le nostre convinzioni e placando i nostri timori: oggi sappiamo che tecnologia, fitness e wellness non solo possono convivere, ma anche collaborare.

Spazi per il VR Wellness

Con sempre più tecnologie ed esperienze che offrono un’integrazione tra movimento e digitale, infatti, la grande popolarità che l’idea di welless sta vivendo in questo periodo ha contagiato anche ambienti che prima, quando lo sviluppo tecnologico ancora non lo permetteva, semplicemente non esistevano: quelli virtuali.

Il numero di spazi virtuali dedicati alla cura del corpo (ma anche della mente) sta aumentando a vista d’occhio. Allenarsi in palestra o persino nella propria casa vivendo contemporaneamente l’esperienza di trovarsi su una spiaggia caraibica o immerso nella natura incontaminata di una foresta nordica non è più, ormai, fantascienza.

Gaming e fitness: mai così vicini

I tempi del trinomio videogiochi-divano-junk food sembrano essere agli sgoccioli.

A Singapore ad esempio, città simbolo della rivoluzione high tech a livello mondiale, una delle palestre della famiglia Pure Fitness offre l’opportunità di allenarsi e giocare a un videogioco nello stesso momento. Letteralmente: giocare a un videogioco, allenandosi.

Si chiama VirZOOM Virtual Reality Bike ed è la prima bicicletta statica che dispone di tecnologia VR. Attraverso un headset per la realtà virtuale, VirZOOM permette ai ciclisti di scegliere tra sei giochi diversi, tutti capaci di integrare l’esercizio sulla bicicletta a vari scenari e obiettivi di gioco. Un’esperienza immersiva nel vero senso del termine, che coinvolge tutto il corpo in un allenamento mai stato tanto divertente.

Un buon posto (virtuale) per meditare

Le pratiche legate al rilassamento, il benessere psicologico e l’autoconsapevolezza, perlopiù originarie dell’oriente, sono un’altra tendenza ormai consolidatasi nel panorama del wellness globale.

E il tentativo di farle vivere nel mondo digitale ha portato a una ridefinizione del ruolo della tecnologia piuttosto imprevedibile, che l’ha trasformata in un mezzo capace di favorire la nascita di sensazioni ed atmosfere di pace e relax.

La casa produttrice di New York m ss ng p eces (il nome può testimoniarne la propensione alle scelte originali) ha per esempio lanciato già dal 2016 una serie di esperienze di meditazione che trovano casa proprio in ambienti virtuali. Tra queste, si possono scegliere anche sessioni di meditazione guidate, oltre a diverse “Meditation talks”, una walking meditation e una seduta di meditazione nelle colline della Marion County, in Florida.
Anche Guided Meditation VR, un’app mobile dedicata alla meditazione in spazi virtuali, permette di scegliere numerosi ambienti come setting della propria attività meditativa: dalle spiagge ai panorami desertici, fino ai boschi innevati e alle foreste tropicali.

Gli scettici non mancano, ma John Farkas, CEO di Cubicle Ninjas, la digital agency che ha sviluppato Guided Meditation VR, ne è convinto: “La realtà virtuale ha l’abilità emotivamente molto potente di portare le persone in un altro luogo, nel momento in cui stanno vivendo il peso emotivo che proprio dal sentirsi in un altro luogo deriva”.

A questo punto, non resta che provare: appuntamento sulla spiaggia tra mezz’ora?

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