Ultracycling: sfida Omar Di Felice su Strava

Quando si tratta di ciclismo, soprattutto nel caso di specialità come la cronometro, siamo tutti portati a considerare elementi come il tempo, il rigore, e la precisione. Proviamo a pensare se a tutto questo aggiungessimo la componente emotiva, se fare ciclismo volesse dire andare oltre i propri limiti, non solo fisici ma atmosferici e geografici. Tutto questo può essere racchiuso in una solo parola: ultracycling.

Questa specialità ciclistica potrebbe rientrare tra gli sport estremi ma soprattutto rappresenta una diversa forma di ciclismo dove si corre per sé stessi ma soprattutto per l’esperienza e per il paesaggio che offre il percorso di gara. Ciò che realmente caratterizza questa specialità, infatti, è l'impatto emozionale delle gare e correre diventa quasi un'avventura.

Rispetto alla tradizionale forma di ciclismo le distanze sono più lunghe, la durata minima di una gara di ultracycling è di 12 ore ma possono esserci anche gare di 24 e 48 ore. Nell’ultracycling si gareggia con bici da strada, mountain bike e handbike sia su strade che su circuito chiuso e ci sono differenti categorie:

  • Solitario (può essere con auto di supporto o senza): l’auto, detta anche ammiraglia, ha il compito di rifocillare l’atleta ed assisterlo ma anche quello di dettare i tempi delle pause;
  • Teams (con auto di supporto): sono composti dai 2 agli 8 atleti in base al chilometraggio di gara. Sono delle squadre staffette con strategia di gara libera ovvero non ci sono limiti minimi o massimi di cambi.
Dal 2015 nasce in Italia il primo Campionato Nazionale di Ultracycling, formato dall'unione di due gare già presenti in calendario ovvero la Race across Italy e D+ Ultracycling Dolomitica. A livello europeo troviamo la Race across the Alps, la Race Around Slovenia, la Race Around Austria e il TorTour de Suisse. La più importante prova di ultracycling è la RAAM – Race across America una prova di 5000 km che attraversa lo stato partendo dalla costa atlantica arrivando fino all’Oceano Pacifico.

Ultracycling come stile di vita

Tra i campioni nazionali di ultracycling il più avventuroso e vincente è sicuramente Omar Di Felice, romano appassionato di ciclismo sin da bambino. Partendo da un piccolo team amatoriale della zona, nel quale si mette in mostra sin dall'inizio, arrivando nel 2005 ad ottenere numerosi piazzamenti di prestigio nelle principali granfondo nazionali e internazionali come la Granfondo Internazionale Alpen Brevet in Svizzera, e dando inizio alla sua carriera. Ha sempre avuto dentro di sé la passione per l'ultracycling e le lunghe distanze.

Anche quando ho corso nelle categorie convenzionali del ciclismo cercavo il chilometro più, la salita in più, il percorso che mi consentisse quasi di “perdermi” nei meandri di questa mia passione sconfinata.

Qual'è il tipo di allenamento ideale per chi pratica ultracycling?

Alla base deve esserci la capacità di rimanere in sella molte ore, per questo è ideale iniziare ad allungare le proprie uscite per capire, quanto meno, se è nelle proprie corde la lunga distanza. Ovviamente il resto lo fa l’attitudine di ognuno di noi. Dal punto di vista più qualitativo, invece, i lavori specifici per allenare la forza e le altre qualità, sono grosso modo gli stessi di quelli che si svolgono nel ciclismo tradizionale.
Reduce dalla vittoria della Dolomitics24, la 24 ore su strada in ambiente montano in Italia, nelle prossime settimane si metterà alla prova "sfidando" tutti gli iscritti al Technogym Cycling Club su Strava.

Technogym Cycling Club su Strava

Strava è il social network per gli sportivi, nello specifico ciclisti e runner. È disponibile in versione desktop e mobile con un app scaricabile sul proprio smartphone. Con Strava è possibile monitorare la propria attività atletica, elaborando nel dettaglio l’allenamento.  L’app permette di tenere traccia dei propri percorsi in bici o di corsa, tracciare la velocità e la durata, e condividerli con i contatti personali.

Dall’incontro tra Strava e MyCycling nasce il Technogym Cycling Club il primo gruppo su Strava dedicato al ciclismo. I possessori di MyCycling potranno condividere gli allenamenti realizzati che mostreranno i kpi di riferimento caratteristici (potenza, oltre che km e durata) e tutto il look and feel Technogym.

Come partecipare alle sfide su Strava?

  • Avere un account Strava;
  • Iscriversi al Technogym Cycling Club (il gruppo ufficiale si riconosce grazie alla spunta arancione nelle preview di profilo) cercando nell'area "Search Club" dell'app;
  • Accedere all'area "eventi" del gruppo
  • Scegliere quello creato relativo alla sfida e aderire;
  • Step finale: postare commenti sulle proprie imprese nell'area commenti per condividere le proprie esperienze con gli altri utenti.

A spasso per l’Italia: inizia la sfida “Italy Unlimited 3500 km”

Tutti pronti per la sfida su Strava, l’Italia è la location scelta per la prima challenge dal titolo "Italy Unlimited". Sarà una sfida digitale di un mese in cui sarà dato un tetto minimo di km da affrontare per superare le varie tappe. In questa avventura Omar ha attraversato il Bel Paese, passando per tutte le regioni d’Italia ed i luoghi simbolo di cultura, arte e storia e pedalando ininterrottamente per 3500 km in 9 giorni no-stop e con oltre 50.000 metri di dislivello.

Volevo qualcosa che celebrasse l’Italia, il mio Paese, nell’anno del centesimo Giro d’Italia. Per questo mi sono detto: “Perché non cimentarmi sulla stessa distanza del Giro ma in modalità nostop?”

La sfida è iniziata a Roma, sua città natale, scendendo verso il Sud Italia fino a Reggio Calabria, punto in cui Omar Di Felice si è imbarcato per la Sicilia e poi la Sardegna proseguendo la sua avventura sulle isole. Tornato sulla penisola ha attraversato il Nord Italia fino al ritorno a Roma, punto di arrivo della sua avventura.
Il percorso è stato studiato con una particolarità: quello di toccare ogni regione, facendo almeno un passaggio in ognuna di esse. Ovviamente è stato necessario sacrificare alcuni luoghi per non rischiare di allungare di troppo la sfida rispetto ai 3380 km previsti. Il punto più difficile è stato sull’Etna, ad un terzo dell’avventura. La soluzione Omar l'ha trovata concentrandosi molto sull’ importanza di quello che stavo facendo, riuscendo così a trovare la forza dentro di sé per andare oltre. Ha proposto questa in particolare agli utenti di Strava perché una sfida che contempli il raggiungimento di un dato dislivello è un po’ il simbolo della sua attività che comprende sempre molte montagne da scalare.

Consiglio per la sfida: sempre testa sulle spalle e prepararsi gradualmente. L’estremo va affrontato con il giusto entusiasmo ma anche con la giusta coscienza.

In che modo MYCYCLING aiuta la preparazione?
MYCYCLING  e, più in generale, l’indoor training, aiutano molto da un lato a effettuare esercizi specifici quando non si ha il tempo o le condizioni climatiche non permettono di uscire in strada. Dall'altro la ripetitività del gesto mette di fronte alla capacità del singolo di affrontare la fatica concentrandosi su di essa. È questo forse l’aspetto più allenante per chi, come me, si trova ad affrontare lunghe sfide solo con se stesso.

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