Trail Running: correre in natura senza limiti

Technogym ha deciso di addentrarsi nel mondo del trail running. Un nuovo fenomeno sportivo in grado di combinare aspetti fisici e psicologici. Un vero tuffo nella natura.
Il trail running è uno sport estremo che ti porta ad esplorare la natura che ti chiede di lasciare la paura per i propri limiti altrove. Uno sport che richiede un'altissima concentrazione e una sviluppata visione frontale e laterale. Correre su un terreno non asfaltato significa comprendere ogni passo e ogni limite. Insieme si affronta epicamente la propria forza mentale.

Michele Evangelisti racconterà il suo Trail Running, le sue prime vittorie e il suo fantastico viaggio in Australia. Qui Michele ha scoperto un paese amico.
I suoi allenamenti straordinari sono diventati una routine quotidiana, tolgono il sonno, ma portano alle soddisfazioni più grandi.

Ma cos'è, in particolare nel Trail Running che fa appassionare così tante persone, saremo in grado di capirlo a fondo anche noi?

Quella del Trail è una storia antica, è una filosofia di vita.

Allora addentriamoci in questo argomento e scopriamo come si diventa trail runner attraverso cinque semplici regole. Impariamo a superare i nostri limiti raggiungendo mete lontane.
Tendere al miglioramento continuo è una priorità, scoprire sempre nuove tecniche di corsa in salita e discesa oppure come correre più velocemente in discesa. In questo articolo troveremo molti consigli utili per iniziare o per perfezionarsi.
Ma pensiamo anche alla parte tecnica di questa disciplina, se è vero che corsa è libertà, per correre in montagna, nel deserto o ovunque nel modo non bisogna dimenticare di portare con sé il giusto equipaggiamento. Allora ecco in tre punti i fattori determinanti per la nostra sicurezza.
Un focus particolare sarà dedicato alla scarpa, l'unico punto di contatto tra noi e il terreno.
Che duri quattro o cinque ore, un giorno o un mese sarà sempre utile portare uno zaino ben equipaggiato per affrontare la natura selvaggia, essere pronti a qualsiasi condizione meteo senza sottovalutare alcun dettaglio.

Leggi anche le simpatiche curiosità di questo mondo, sarà divertente!

Lo stadio è per gli spettatori. Noi runner abbiamo la natura, ed è molto meglio. - Juha Väätäinen

Michele Evangelisti è uomo che ha fatto del trail running una ragione e spirito per vivere. Recentemente ha attraversato l’Australia di corsa. Michele ha toccato la natura nelle sue diverse forme. Ha deciso di stare lontano dall'asfalto per parecchio tempo. Il tutto con il giusto equipaggiamento e con il corretto allenamento, senza limiti.

TRAIL RUNNING E MICHELE EVANGELISTI

Ogni viaggio, che sia la gita della domenica, un Challenge o un record da raggiungere, devo viverlo con intensità. Ciò che mi appassiona e cerco di trasmettere è la scoperta di nuovi sentieri. Territori impervi e inesplorati, battuti poco. Ciò che rende la mia passione ancor più speciale è la voglia costante di scoprire nuovi sentieri, anche nuovi popoli e culture. - Michele Evangelisti

Michele Evangelisti è un uomo che ha iniziato a tirare colpi di karate. A crescere i muscoli con il rugby. A dare di remi nel canottaggio e poi, ha deciso di iniziare correre. Ha iniziato quando aveva 5 anni senza mai fermarsi. Sempre e comunque movimenti estremi.

Non gli sono di certo mancate disciplina, determinazione e forza di volontà. Michele ha provato piacere a saper resistere, a cercare di spingersi oltre costantemente.
Ha avuto di fronte le Olimpiadi, sognate e agognate per una vita intera. Purtroppo però la famiglia ha chiamato Michele al suo capezzale per superare insieme un momento difficile. Per questo la sua vita ha cambiato direzione, e così anche le sfide che aveva deciso di intraprendere.

 

LE PRIME VITTORIE

Michele decide allora di dedicarsi alle corse endurance. Presto arrivano le prime soddisfazioni estreme. Prima tocca i 100 km, e poi nel 2011 vive il suo sogno mondiale, in Olanda. Si ripete negli Europei del 2013 in Francia. Tanti chilometri macinati così come tanto l’amore e lo spirito cresciuti per le lunghe distanze.

Il 2015 è l’anno della prima sfida impossibile: 735 km e conquista il record.

Segna la storia e segna il passo di questa nuova disciplina.

Viaggio perché non posso farne a meno. Cerco il contatto umano, voglio conoscere, incontrare, sapere di più. Con un balzo mi tuffo in tutto ciò che il territorio e i suoi abitanti possono offrirmi, per dare un senso ed un valore al mio esplorare correndo.

L’AUSTRALIA, UNITA DA PARTE A PARTE, ACROSS THE OUTBACK

Tremilacentotredici chilometri: Michele ha impiegato 45 giorni della sua vita per coprire questa distanza. Ha dato al trail running completezza nel significato. Terreni, condizioni, temperature, habitat, animali, persone, paesaggi, tutti differenti l’uno dall’altro.

Across the Outback, il nome dell’impresa a favore di coloro che non possono correre. Un viaggio in solitaria per aiutare l'Unità Spinale Unipolare dell'Ospedale Niguarda di Milano.

 

AUTRALIA PAESE AMICO

L’Australia perché in principio è sempre stato il suo amore, vista per la prima volta nel 2014. Un territorio difficile per distanze e natura. Un viaggio meraviglioso attraverso il cordone che unisce il popolo di quest’isola alla terra. L’Australia è anche un posto molto lontano, difficile da raggiungere. Esprime il massimo dell’esotismo e dello spirito. L'Australia rappresenta una solitudine necessaria. Insieme il giusto contesto per affrontare una sfida di questo tipo.

L’Australia nasconde un nucleo primordiale e questo cammino doveva essere il tracciato che Michele si era prefissato di superare e scoprire insieme. Alle gambe l’arduo compito di colmare le distanze tra una costa e l’altra. Vento, umidità, acqua e acquazzoni estremi, un orizzonte che si sposta lentamente davanti alla corsa. Difficoltà che Michele ha affrontato con il cuore e con la mente. Si è lasciato trascinare dall'obiettivo più che dal corpo. Un intruso in una terra lontana, che passo dopo passo si è integrato con la terra che provava a respingerlo. Alla fine ha avuto la cura di portarlo fino in fondo, sulla costa opposta. Ha consumato 8 paia di scarpe. Ha lasciato chilometri di suola sul terreno a ricordo del suo solitario passaggio.

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Michele_Evangelisti

MICHELE VIVE GIORNATE NORMALI PER ALLENARSI ALLO STRAORDINARIO

Michele è un agente di polizia giudiziaria di Torino, e vive di corsa e per la corsa. Si alza spesso alle 5 del mattino, per allenarsi con una lampada frontale e ciò che serve per iniziare un percorso di trail running. Con lui spesso si uniscono persone che sembrano volerlo scortare. Loro sono il primo di due gruppi. Il secondo lo raggiunge alle 6:15, prendendo il posto del primo.
Alle 8 invece è al lavoro, al Palagiustizia; rimane di fronte alla scrivania per otto ore. Il secondo allenamento inizia dopo le 5 del pomeriggio, 20 chilometri come minimo, spesso molti di più. Finisce di correre quando è buio.Quindi doccia, cena, lettura e poi a letto. Il resto è come prima, la sveglia suona sempre a quell'ora. Quattro ore a notte sono più che sufficienti, se si prende solo un caffè al giorno.

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Il bioritmo è alimentato con cereali, pasta e proteine, verdure, frutta. Tutto insomma normalmente prescritto dal buon senso. Il ritmo invece è regolato dal suo passo.

 

RISULTATI IN CARRIERA DI MICHELE

2016
24h in Reggio Emilia, 169,762km - 4th place
83,760km/6700d+ Bione 12h trail - 5th place (2nd place Absolute Italian Championship IUTA)
12h trail - 1st place Category Italian Championship IUTA)
196km/6000D+ 3 days Alba Finale Ligure

2015
EcoMaratona di Alba (CN) - 1st place
Ultramaratona città di Fano, 24h - 202,662Km - 1st place
ElbaMan Maratona - 1st place
46Km 2600D+ Valle Maira Sky Marathon - 3rd place
Doppia mezza Maratona Make It Double (CN) - 1st place
Campionato Europeo di 100Km Belves - Francia - 45th placee lon

2014
50Km/2570D+ Trail del Moscato - 4h38'05" - 1st place
46Km 3600D+ Ultraks Matterhorn - 6h21'19" - 36th place
50Km 1700D+ Barbaresco/Barolo Trail - 4h05'56" - 2nd place
71Km 4000D+ Porte di pietra - 8h26'19" - 5th place
24h di Torino, 193,120Km - 5th place
6h di Torino, 78,912Km - 1st place

2013
EcoMaratona di Alba (CN) - 1st place
Ultramaratona città di Fano, 24h - 202,662Km - 1st place
ElbaMan Maratona - 1st place
46Km 2600D+ Valle Maira Sky Marathon - 3rd place
Doppia mezza maratona Make It Double (CN) - 1st place
Campionato Europeo di 100Km Belves - Francia - 45th place

2012
EcoMaratona di Alba (CN) - 2nd place
50Km Pistoia-Abetone - 10th place
Maratona di Vercelli - 2nd place

2011
Maratona di Torino, 2h34'37" - Best Time
World and European Championship 100Km Winshoten-Olanda - 44th place
50Km di Romagna - 1st place Italian Championship UISP
58Km Strasimeno - 2nd place

TRAIL RUNNING, CORRERE NELLA NATURA

L’anima del trail running è già contenuta tutta nel suo nome: running rimanda alla corsa, il termine trail al sentiero, alla pista. Rimanda alla capacità innata dell’uomo di correre in spazi naturali ed estremi, non domati dall’asfalto o dal tartan delle piste di atletica.

Che sia un bosco, una montagna o perfino il deserto, la cosa importante per un trail runner è immergersi nella natura. Correre attraverso un sentiero e sbucare da una mulattiera, correre lontano da un percorso asfaltato. E' proprio questo quello che deve fare un trail runner.

Il trail running è alla conquista di appassionati estremi, folli che desiderano sperimentare l’abbandono di un sentiero sicuro e certo, per immergersi nella natura. Di certo è necessaria una preparazione atletica che possa coniugare velocità e potenza, altri compromessi non esistono. La forza del trail running è proprio questa.

 

UNA STORIA ANTICA

Nonostante il trail running sia di fatto antichissimo, il termine ha fatto la sua prima comparsa nell'800: veniva utilizzato dagli emigranti americani per indicare i percorsi aperti nei nuovi territori in via di esplorazione, come per esempio l'Oregon Trail o il California Trail.

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Anche gli uomini preistorici in fondo erano trail runner. Ma è solo negli anni 2000 che si è cercato di dare una definizione più precisa di questa disciplina.

Si è cercato di mettere ordine tra le sue varie forme: trail running o ultra trail? Questo era il dilemma.

Il trail running è in relazione continua con la natura, un ambiente che avvolge e completa lo spirito dell’atleta. La natura è l’elemento sfidante ma che insieme accompagna.  Il contesto naturale porta il trail runner a sfidare con la propria potenza il dislivello e la pendenza. Allo stesso tempo il trail running è saggezza perché solo con l’equilibrio può arrivare all’arrivo.

Il trail running distrugge ogni relazione con la routine e l’abitudine.

Correre su un sentiero richiede concentrazione e visione, frontale e laterale. Inerpicarsi significa comprendere ogni passo e insieme darsi epicamente alla propria forza mentale.

Correre su un sentiero roccioso, all’interno di un bosco, prendere una strada sterrata, questo è trail running in sintesi. Quando si parte si è consci che la corsa è in semi-autosufficienza o autosufficienza idrica e alimentare completa. Quindi la prima regola è automunirsi, la seconda regola portare massimo rispetto per l’ambiente entro cui si corre.

MOLTO PIÙ CHE UNO SPORT, È UNA FILOSOFIA DI VITA

Il trail running ha recentemente ottenuto un riconoscimento Federale, quello internazionale dello IAFF. E' quindi uno sport riconosciuto, forse ancora poco frequentato per numero di iscritti, ma sicuramente ormai con un ruolo piuttosto definito.

Ci sono tre distanze che segmentano le corse estreme e ne circoscrivono anche il naming: sotto i 42 km si parla di Trail, oltre i 42 ma sotto i 69km si usa definire Ultra Trail Medium [Gran Trail Orobie], sotto i 99km si definisce Ultra Trail Long [Le Porte di Pietra] e oltre i 100km si aggiunge XLong [Tor des Géants, Ultra Trail du Mont-Blanc].

A queste tre prime modalità di segmentazione si aggiungono, anche altri coefficienti: endurance, montagna e finisher. I primi due calcolati sulla relazione della distanza e del dislivello, il terzo restituisce la possibilità di partecipare o meno alla competizione in base ad un index di riferimento rilasciato dal tracciato combinato con il proprio personale.

 

TRAIL RUNNER, COME SI DIVENTA

Per diventare un trail runner bisogna aver corso da tempo su strada o su pista, bisogna in poche parole aver provato a correre per distanze piuttosto lunghe. Oppure, bisogna aver una capacità aerobica importante e soprattutto, cosa da non sottovalutare, essere dotati di un’efficienza muscolare che venga in aiuto per ridurre lo stress muscolare sollecitato dal terreno nelle giunture.

Gradualmente chi si avvicina a questa disciplina dovrà essere già pronto per correre almeno 90 minuti di corsa, possibilmente già sperimentati anche su percorsi più tecnici e impegnativi.

Pertanto informarsi sempre sul percorso che si andrà ad affrontare è basilare per affrontare anche mentalmente la corsa in maniera meno stressante.

5 REGOLE IMPRENSCINDIBILI

A prescindere dalla lunghezza o dagli altri parametri estremi, ogni atleta o amatore che decide di diventare un trail runner ha 5 regole d’oro da rispettare.

5 regole che sono parte integrante di qualsiasi paese in cui viene praticato e sono iscritte su tutte le carte etiche

• Autenticità
Il percorso nasce dalla motivazione che hanno avuto i corridori per praticare il loro sport a contatto con la natura incontaminata, per sperimentare il bellissimo paesaggio e imparare ad evolversi senza artifici in un ambiente esigente per il corpo e la mente.

• Umiltà
Ci si deve basare sulla considerazione dei rischi naturali esistenti, qualunque sia la pertinenza e la qualità delle misure adottate dall'organizzazione di una gara per garantire la sicurezza dei suoi partecipanti. L'umiltà di fronte alla natura significa essere in grado di usare cautela.

• Fair play
Incarnare nel proprio comportamento i valori umani: l'aiuto reciproco e la solidarietà con gli altri corridori.

• Equità
Le regole sono progettate per tutti e si applicano allo stesso modo per tutti. Tutti gli atleti sono messi nelle stesse condizioni e hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.

• Rispetto
Il principio del rispetto per gli altri, il rispetto di sé e il rispetto per l'ambiente.

 

SUPERARE UN LIMITE RICHIEDE ALLENAMENTO

La disciplina del trail running riflette lo spirito dell’uomo che non vuole porre limiti ai propri obiettivi e alle proprie sfide. L’ultra training si trasforma in attività sportiva caratterizzata da un’estremizzazione delle distanze, della difficoltà e delle condizioni estreme.

Solo coloro che rischiano di spingersi troppo lontano possono al limite scoprire quanto lontano si possa andare - T.S Eliot

LE DISTANZE PIÙ LUNGHE E LONTANE

Endurance trail: competizioni che si svolgono su lunghezze vicine o superiori ai 320 km circa con dislivelli superiori ai 10 mila metri;

Skyrace: gara di almeno 20 km con un minimo di 1200 mt D+ il primo concorrente dovrà stare entro le 3h di percorrenza;

Skymarathon: il percorso non deve essere inferiore ai 30 km e con almeno di 2000 mt D+ ed il primo concorrente deve rientrare nelle 5h;

Ultra Skymarathon: percorso di oltre 50 km con un D+ minimo di 2500 il primo concorrente entro le 5/12 h;

Ultra Skymarathon XL: oltre i parametri della Skymarathon e dell’Ultra Skymarathon, con un minimo D+ di 5000 mt;

Vertical Kilometer: percorso gara che deve avere nel limite dei 5 km almeno 1000 D+.

 

Avere alle spalle chilometri di corsa, che siano stati praticati in pista o su asfalto, è la prima necessità per iniziare a praticare questa disciplina. Da qui in poi il passo breve.

La prima cosa da fare è mentale: è necessario abbandonare la comfort zone dell’asfalto e avventurarsi sullo sterrato: erba, terra battuta, strade bianche di campagna.

Anche in luoghi di pianura ogni percorso sterrato si caratterizza per salite o discese, raramente è del tutto pianeggiante. In questo modo si può prendere confidenza con le varie tipologie di superfici e con il cambio di passo tipici del trail running. Quindi se non ci sono montagne a portata di mano si può optare anche per i boschi vicino a casa, le rive di un fiume, le pinete o le spiagge più selvagge. Persino in campagna si possono trovare diversi percorsi adatti al trail running.

Quando si inizia il trail running la preparazione di base è fondamentale. Il trail running può essere per tutti ma con il dovuto allenamento.

 

MIGLIORARSI SEMPRE

Anche se siete già dei runner dovrete potenziare certe caratteristiche e abilità per svilupparne altre che sono proprie di questa disciplina:

sviluppare la resistenza aerobica: nel trail running il fondo sterrato con le sue irregolarità, le salite e le discese diminuiscono la velocità di corsa ma contribuiscono ad aumentare lo sforzo muscolare. Diventa quindi fondamentale migliorare la resistenza aerobica, sia in generale che in modo più specifico per il tipo di percorso del trail running. Occorreranno allenamenti lunghi e lenti, con alternanza tra corsa e camminata variando i dislivelli e le caratteristiche del terreno;

migliorare la forza muscolare: il trail running richiede molta forza muscolare. Quindi si all'allenamento specifico per i muscoli della parte inferiore del corpo, ma non solo;

aumentare la potenza aerobica: il miglioramento della soglia anaerobica ci consentirà di eseguire gli allenamenti di resistenza aerobica a un ritmo più veloce. Un buon sistema può essere qualche allenamento in cui si alternino anche salite e discese;

migliorare flessibilità ed equilibrio: esercizi di allungamento e flessibilità articolare ci aiuteranno ad adattarci più facilmente alle variazioni di terreno e di pendenza tipiche del trail running. In particolare, per l’equilibrio, occorre puntare su un tipo di allenamento: ricreando situazioni di instabilità tipiche del trail running il nostro corpo si allenerà a rispondere in maniera corretta agli stimoli sempre diversi dei percorsi naturali.

PERFEZIONARE LA TECNICA DI CORSA IN SALITA E IN DISCESA

È più complesso perché dobbiamo sollevare il corpo e lo spirito. Al tempo stesso spingerli in avanti con un impegno maggiore rispetto alla corsa in piano. Inoltre, nel trail running è necessario essere pronti ad alternare camminata alla corsa. Ovviamente solo quando correre diventa troppo impegnativo.

Quindi in salita è sicuramente meglio accorciare il passo. Quando si arriva da un tratto pianeggiante o in discesa è bene moderare l’andatura. Per questo motivo è meglio evitare di affrontare i metri di dislivello a tutta velocità.

È opportuno anche aumentare la frequenza. In salita è naturale ridurre l’ampiezza dei passi e aumentare la frequenza così si farà meno fatica. Tutto questo per disperdere meno energie.

Inclinare lievemente il busto in avanti. Una salita non è altro che un piano inclinato. La fisica indurrà naturalmente a spostare in avanti le spalle per gravare meno sui muscoli delle gambe.

Distribuire lo sforzo sempre. Se la salita è molto lunga o molto ripida, è buona cosa alternare l'andature. Inframezzare quindi fasi di corsa a brevi passi e fasi di camminata con falcata ampia. Nel primo caso lavoreranno particolarmente i polpacci nel secondo i quadricipiti e i glutei.

 

IMPARARE A CORRERE VELOCEMENTE IN DISCESA

Come tutti gli altri aspetti del trail running la parola d’ordine è sempre una: allenamento. Occorre allenarsi molto per far sì che il gesto tecnico diventi il più fluido e naturale possibile.

Quando si corre in discesa è necessario diventare come l’acqua di un ruscello. Si salta, rimbalza, ci si adatta alle rocce che si incontrano, senza mai fermarsi. Il timore non deve irrigidire. Anzi, se si oppone troppa resistenza al percorso, si rischia di compromettere la corsa. Quindi di incappare in infortuni.

Questo non significa che buttarsi a capofitto nelle discese estreme, è necessario avere sempre un approccio tecnico e ragionato.

In sintesi è necessario allenare la forza.

La forza delle gambe è fondamentale per una veloce corsa in discesa. lo squat è un esercizio ottimale. Si può provare con una gamba sola e iniziare a fare ripetizioni in discesa.

Trovare una graduale pendenza off-road in discesa e ripetere sprint verso il basso è importantissimo. Ci si deve accertare di utilizzare un passo lungo. Ogni ripetizione dovrebbe richiedere circa un minuto, un minuto e mezzo di sforzo. Si ritorna poi su per la collina dopo ogni ripetizione per recuperare. A seconda del livello di forma fisica in discesa, è bene iniziare con 4 o 6 ripetizioni e arrivate fino a 10.

Mantenere passi lunghi. L'errore più comune che i corridori estremi fanno è accorciare il proprio passo. Passi più lunghi equivalgono a una maggiore velocità di corsa in discesa. Servono tempo e coraggio per migliorare la corsa in discesa, ma i benefici finali sono enormi.

Piegarsi in avanti, verso la gravità ed evitare di appoggiarsi all'indietro. Questo per evitare di frenare la corsa e rischiare gravi danni ai muscoli. Si otterrà maggiore controllo nella corsa in discesa, a discapito della velocità.

 

ALTRI CONSIGLI

Guardare avanti, non in basso. Guardare leggermente in avanti, qualche passo più in là. Questo permetterà di fare delle scelte nelle quali l'opzione più breve non è sempre la più veloce. Esempio: evitare rocce bagnate in favore di un percorso alternativo erboso.

Mantenere le vostre gambe piegate, evitando di correre in discesa con le gambe dritte. Questo potrebbe causare dolore alle ginocchia o procurare lesioni. Al contrario le gambe leggermente piegate daranno più elasticità al vostro passo.

Muovere le braccia perché svolgono un ruolo fondamentale per aumentare la velocità in discesa. Per l'equilibrio, soprattutto in curva, allargare leggermente le braccia con una leggera azione a mulinello.

Perdere parte del controllo, perché solitamente ci si preoccupa di cadere, scivolare e farsi male, il che è comprensibile. Tuttavia, pensare a tutto questo porterà soltanto a rallentare. Quando si lascia andare un po’ il controllo, si costringe il cervello a pensare in modalità “overdrive” così da accelerare la capacità decisionale. Adattarsi al terreno ed essere pronti a tutto. Quando si corre verso il basso, è bene usare le braccia e le gambe. La roccia friabile si sposta in avanti proprio sotto ai piedi; così è meglio cercare di domarla anziché di combatterla. La roccia bagnata è la più difficile da gestire; minore è il tempo in cui i piedi sono a contatto con la roccia bagnata, meglio è.

Quindi riassumendo; fluidità, sensibilità, anticipo, gradualità, esercizio, queste sono le parole chiave per avere un approccio alla discesa senza troppe paure e con meno infortuni.

L’EQUIPAGGIAMENTO È LA PRIMA FORMA DI SICUREZZA

Il trail running è una disciplina relativamente nuova, in cerca di una sua definizione specifica.
La stessa differenza tra trail running, ultra running, sky running testimoniano la sua natura selvaggia, sempre alla ricerca di nuovi percorsi, panorami e limiti da superare.

Il trail running si pratica all’aperto, su sentieri non battuti, nelle più diverse condizioni ambientali.
Per questo motivo è indispensabile praticare questa attività in sicurezza.

Un trailer che pratica questo sport principalmente a livello agonistico, partecipando quindi a manifestazioni di trail running, avrà sempre un percorso tracciato e un’organizzazione al seguito che si occuperà per lui della sicurezza della corsa.

Tutte le manifestazioni infatti prevedono un regolamento ed un equipaggiamento obbligatorio.
La sicurezza nel trail running però è necessaria in allenamento, soprattutto nelle prime fasi d’allenamento. La cultura della sicurezza parte prima di tutto dal runner.

 

TRE FATTORI DETERMINANTI

Tipologie di percorso;
Aspetti meteorologici;
Equipaggiamento.

I percorsi per il trail sono i più diversi, l’importante è che non siano su strada asfaltata. Corsa nel deserto, in montagna, al mare, in collina, l’importante è correre e accettare sempre nuove sfide.

Cambiare percorsi è bello, ma prima di partire è fondamentale conoscere:
• lunghezza del trail;
• tipo di terreno su cui si andrà a correre;
• dislivello del percorso;
• presenza di luoghi di ristoro, bivacchi, ripari naturali, estremi o case abitate lungo il percorso;
• presenza di acqua potabile;
• vie di fuga.

Ognuno di questi punti porta con sé vari aspetti da analizzare. Ad esempio un trail caratterizzato da un grosso dislivello comporterà degli sbalzi di temperatura che se non gestiti potrebbero essere pericolosi.

Un trail runner dovrà sempre fare i conti con il ghiaccio lungo il percorso, principi di congelamento o al contrario colpi di calore.

Fondamentale per la sicurezza e la buona riuscita di un trail è l’equipaggiamento.
Sole, vento, pioggia, caldo, freddo, magari gelo, poi sudore. Lungo il percorso le condizioni variano in tempi brevissimi.

In ogni competizione trail o ultra trail, una parte del regolamento è sempre dedicata al materiale obbligatorio. Per sapere cosa portare l’idea principale è garantire l’autosufficienza. A partire dall'abbigliamento fino alla dotazione di sicurezza è bene essere preparati.

ABBIGLIAMENTO IDEALE

Giacca impermeabile antivento – per ogni eventualità è bene averla sempre con sé;
Cosciali – sono diventati indispensabili per più motivi estremi come ripararsi dal freddo o per agevolare i movimenti nelle le lunghe distanze;
Maglia tecnica – materiali di qualità evitano eventuali abrasioni da contatto con la pelle;
Guanti – non solo per il fretto, proteggo anche da eventuali cadute o prese di emergenza;
Calze – importantissima la scelta di materiali, lunghezza e giusta misura. Saranno a stretto contatto con la pelle per molte ore;
Scarpe – punto focale dell’esperienza di trail.

Mamma diceva sempre che dalle scarpe di una persona si capiscono tante cose: dove va, cosa fa, dov'è stata - Forrest Gump

 

La scarpa è l’elemento fondamentale anche per un trail runner.

Dietro ogni scarpa c’è una filosofia, un modo di vivere la propria corsa.

I piedi sono l’unica parte del corpo a contatto con il sentiero, sentono la consistenza e la resistenza del terreno. Per questo motivo avere una calzatura comoda e funzionale ai propri obiettivi può aiutare la corsa e fare la differenza.

 

LA SCARPA DEVE ESSERE UNA SODDISFAZIONE

La calzatura ideale deve soddisfare esigenze e abitudini del runner. C’è chi preferisce una corsa naturale e avere una maggiore sensibilità. Invece, c'è chi invece predilige un maggiore isolamento dal terreno. La scarpa da trail running si riconosce per alcune caratteristiche peculiari:

  • Ammortizzazione;
  • Elasticità;
  • Stabilità;
  • Flessibilità.

Le scarpe sono sempre più comode, resistente a ogni situazione. Caratteristiche derivate da nuove mescole, ricerca scientifica e tecnologie all'avanguardia. Tutte le parti della scarpa sono funzionali al movimento e alla prevenzione da infortuni.

Ogni componente ha una sua funzione ben precisa:

  • Allacciatura – la scarpa stringata allacciata nel modo corretto è ancora la soluzione migliore;
  • Tomaia – abbraccia la parte superiore del piede, meglio se traspirante, visto che va indossata per molte ore;
  • Suola – particolarmente protettiva, per via dell’uso a cui è destinata.

Nel trail running è la parte più importante della scarpa. A volte chiodata, sempre più spesso con una tacchettatura per garantire maggior aderenza sulle rocce bagnate.

LE SCARPE

Il mondo del running classifica le scarpe in diverse classi a seconda delle loro caratteristiche, alcune di queste vengono adottate anche nella disciplina del trail running.

Barfoot – questa tipologia di scarpa garantisce al piede la sua massima funzionalità e flessibilità. È molto leggera e permette al piede di sentire il terreno in tutte le sue asperità consentendo un’aderenza ottimale su suoli impervi.

Fuoristrada – è sicuramente la più diffusa, garantisce la protezione del piede, mira alla stabilità e restituisce un ottimo ammortizzamento del piede.

Oversize – è la categoria più innovativa, la scarpa isola il piede dal terreno non facendo sentire al piede le sconnessioni del terreno. Consigliata per le lunghe distanze, ha una suola leggermente arrotondata che facilità il movimento di piede e caviglia. Questo tipo di scarpa è particolarmente adatto a strade bianche o sentieri ampi.

 

Non esistono regole che indentifichino la scarpa da trail running. Sicuramente dovrà essere molto stabile e confortevole, perché verrà utilizzata per lungo tempo e spesso su terreni accidentati.
Oltre ad un abbigliamento adeguato, un trail runner deve sempre avere con sé una serie di accessori.

Sopra ogni cosa, uno zaino va considerato come un indumento aggiuntivo, parte integrante dell’equipaggiamento. Soprattutto se la corsa durerà diverse ore.

COSA METTERE DENTRO LO ZAINO PER AFFRONTARE LA NATURA

All’interno è bene assicurarsi di avere sempre:
• Riserva d’acqua;
• Riserva alimentare;
• Indumenti caldi/asciutti.

Oltre a questi è consigliato pensare al materiale tecnico, qualcosa che potrebbe sempre servire.
• Telo termico;
• Lampada frontale;
• Fischietto;
• Banda Elastica;
• Cellulare;
• GPS.

Tutti questi materiali estremi sono utili per la sicurezza personale. In particolare, fischietto e telo termico rientrano negli accessori di sicurezza. Sono utilizzati dagli atleti in caso di smarrimento. Sono un pratico strumento per essere rapidamente individuati e come protezione dal freddo. Anche la lampada frontale può rivelarsi utile, magari in un bosco anche in pieno giorno.

Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento - Baden Powell

 

SAI CHE TRAIL?

- Lo zaino dai trail running è anche chiamato Camel Bag?
Al suo interno c’è una sacca per il trasporto dell’acqua.

- Nelle gare di trail running vengono effettuati i controlli sull'equipaggiamento?
Si rischiano penalità o esclusione dalla gara.

- Le ghette sono un’ottima soluzione per proteggere i piedi da umidità, fango, sabbia e sassolini?

- In alcune competizioni è obbligatorio avere sempre almeno 1.5l d’acqua di riserva?

- E' sempre bene rendersi visibili durante le sessioni di trail?
Soprattutto in stagione di caccia.

 

CIELI E METEO

È sempre utile verificare preventivamente le condizioni meteo della zona che ospiterà il nostro trail che sia un allenamento o una gara. Soprattutto in caso di ultra trail, in cui i chilometri da percorrere e le tempistiche si allungano notevolmente.

Ogni area geografica ha caratteristiche meteo tipiche. Ad esempio il clima caldo e secco per le corse nel deserto, oppure umido nelle foreste.

Comunque, sicuramente un contesto molto variabile è quello di montagna, in cui si passa da condizioni calde e soleggiate a fredde e nevose.

COSA NON SOTTOVALUTARE IN NATURA

nuvole basse e nebbia, possono farci perdere l’orientamento e ridurre la visibilità. In questi casi occorrerà tenere a mente qualche trucchetto:
i. osservare sempre il terreno;
ii. tenere a mente il tragitto studiato sulla carta;
iii. approfittare di ogni diradamento della nebbia per controllare la posizione.

pioggia e fulmini, in caso di temporale improvviso è utile evitare di correre sui crinali per cercare riparo più a valle.

Conoscere le previsioni meteo ci permetterà di pensare all'equipaggiamento trail più idoneo, in questo modo la concentrazione sarà dedicata esclusivamente alla nostra corsa.

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