Misurare le prestazioni del cuore sotto sforzo: l’utilizzo del test ergometrico massimale

Il test ergometrico massimale (TEM) è un test da sforzo inserito tra gli esami di “secondo livello” per la concessione dell’idoneità agonistica e non agonistica, sia per i giovani atleti giovani che per i master (over 40).

Il test ergometrico è utile per la classificazione del rischio cardiovascolare, la prescrizione dell’esercizio fisico e per la valutazione funzionale della persona che vi si sottopone.

Il test ergometrico massimalepermette di monitorare la funzione del cuore durante un esercizio fisico. Il sistema prevede l’elettrocardiogramma per monitorare il cuore e l’utilizzo di un attrezzo con il quale eseguire un esercizio fisico, generalmente rappresentato dalla camminata, dalla corsa o dalla pedalata.  A chi si sottopone a questo test viene dunque richiesto di utilizzare la bike da indoor o il tapis roulant.

Questa prova, anche detta test massimale sotto sforzo, è in grado di esaminare le reazioni dell’apparato cardiocircolatorio durante l’esercizio fisico e di evidenziare eventuali alterazioni che non sono riscontrabili a riposo.

Il test ergometrico massimale condotto su un atleta
Per garantire all'operatore ed al paziente un TEM efficiente, Technogym propone Run e Bike Med, attrezzi della linea Medical. Sia Run che Bike Med possono interagire con gli elettrocardiogrammi più diffusi in commercio attraverso i seguenti protocolli di comunicazione: Trackmaster, Ergoline e C-Safe. Dopo la connessione con il dispositivo medico, l’operatore può controllare i due equipment attraverso il programma di lettura dell’elettrocardiogramma, regolando velocità ed inclinazione nel caso del tapis roulant, e resistenza per la bike.

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Inoltre, entrambi gli equipment offrono la possibilità all'operatore di creare protocolli preimpostati, in cui i parametri di resistenza, velocità ed inclinazione vengono incrementati ad intervalli di tempo stabiliti dall’operatore.

Perchè effettuare il test ergometrico massimale

Come già detto, Il test ergometrico massimale è un esame frequentemente effettuato nella medicina dello sport come esame di “secondo livello”, eseguito utilizzando la bike o il tapis roulant.  Un normale test da sforzo, eseguito su uno step o a riposo, non è il sistema ideale per rilevare eventuali coronaropatie o cardiopatie ischemiche latenti e neppure evidenti o latenti aritmie, che potrebbero comportare rischi anche importanti per gli sportivi.

Durante il test ergometrico, invece, il paziente viene sottoposto a incrementi di carico di lavoro di intensità graduale, che si susseguono a intervalli di tempo fissi.

Le prove sotto sforzo vengono ripetute fino ad arrivare alla massima frequenza cardiaca teorica, ed oltre all'elettrocardiogramma - svolto con elettrodi adesivi posti sul torace - si registra, a determinati intervalli, anche la pressione arteriosa.

Grazie il test ergometrico massimale, lo sforzo richiesto al paziente determina un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa e di conseguenza comporta una maggiore richiesta di sangue da parte del cuore.

La presenza di elettrodi è fondamentale per determinare il battito e la pressione arteriosa

Come viene svolto il test ergometrico massimale

Esistono due protocolli di test ergometrico massimale: protocollo incrementale a gradini e protocollo a rampa. Nel protocollo incrementale “a gradini” o a step l’incremento di carico di lavoro viene erogato ad intervalli brevi, in genere ad ogni minuto. Nel protocollo incrementale “a rampa” l’entità di incremento di carico di lavoro stabilito per minuto viene “diluito” in maniera graduale, Watt per Watt nel caso della indoor bike, nel corso del minuto.

In entrambi i protocolli,  ad una fase di riscaldamento segue la fase d’allenamento vera e propria, in cui la resistenza (nel caso della bike) o l’inclinazione e la velocità (nel caso del tapis roulant), viene aumentata ad intervalli di tempo regolari. Il protocollo termina una volta raggiunta una determinata frequenza cardiaca o  quando il paziente è inabile a proseguire nell'esercizio.

Il TEM svolto su una indoor bike
In entrambi i casi, nella fase di allenamento ed in quella di cool down vengono raccolti dati biometrici come battito e pressione arteriosa. Vengono inoltre analizzate le variazioni sull’elettrocardiogramma. Il test termina con un fase di recupero, in cui il paziente termina l’esercizio con attività a carico basso o nullo. I dati biometrici vengono associati ai sintomi accusati dal paziente durante l’esercizio, per determinare la presenza o meno di rischi e malattie cardiovascolari.

A cosa serve il test ergometrico massimale?

Il test è consigliato a tutti gli sportivi, con particolare riferimento agli atleti over 40 che non presentino fattori di rischio o con rischio basso e , indipendentemente dal sesso e dall'età, agli agonisti con un fattore di rischio intermedio o elevato. Il test ergometrico massimale consente di svolgere una valutazione sugli eventuali disturbi, oltre che sulle modificazioni dell’elettrocardiogramma eseguito sotto sforzo.

Questo esame è anche indicato per i soggetti potenzialmente affetti da cardiopatia ischemica, fornendo informazioni sul flusso del sangue attraverso le coronarie e riducendo il rischio di aterosclerosi coronarica.

Il test ergometrico massimale è fondamentale sia nella prevenzione che nel monitoraggio di malattie cardiovascolari
In particolare, l’aterosclerosi coronarica comporta l’accumulo di placche all'interno delle pareti delle arterie. Non si tratta di una patologia da prendere sottogamba, perché rappresenta la principale causa della cardiopatia ischemica e può addirittura causare ictus e infarti.

In pratica, questa malattia del cuore riduce l’apporto di sangue in un distretto corporeo, causando la diminuzione di apporto di ossigeno e di altre sostanze nutritive e una scarsa capacità di eliminare le sostanze di rifiuto.

L'aterosclerosi è una malattia seria, molto seria, da non prendere sottogamba
Per questo il test ergometrico massimale ha un’importanza fondamentale: in primo luogo per scoprire la presenza di eventuali patologie aterosclerotiche, ed in secondo luogo per monitorare le condizioni fisiche di soggetti interessati da tali patologie.

Quando usare e non usare il test ergometrico massimale

Durante la sua attività sportiva un atleta può andare incontro a rischi cardiologici diversi in funzione dell’età. Generalmente infatti, dopo i 40 anni aumenta il rischio di malattie aterosclerotiche coronariche e cardiopatie ischemiche. Pertanto, eseguire il test ergometrico massimale risulta estremamente efficace per l’individuazione di patologie a rischio, che non risulterebbero evidenti con normali test a riposo.

Il test ergometrico massimale non è indicato in tutte le condizioni,  nel caso in cui il paziente mostri gravi instabilità cardiovascolari, insufficienze respiratorie o episodi di embolie o infarti recenti, è sconsigliato l’uso del test ergometrico a favore di altri test, come ECG a riposo.

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