Tutto quello che serve nel momento decisivo di una partita di tennis

"Nessuna palla è uguale a quella che la precede. Nessun colpo è identico a un altro. Ogni volta che ti prepari a riceverne uno devi quindi valutare, in una frazione di secondo, la traiettoria e la velocità della palla e decidere come, con quanta potenza e dove cercare di ribattere". Rafael Nadal
Le componenti per eccellere in uno sport complesso come il tennis sono diverse. L’allenamento è importante per prevenire gli infortuni e per garantire una performance all’altezza su tutte le superfici (terra rossa, erba o cemento). Ogni gara può essere diversa dall'altra per intensità e durata, ma senza preparazione è difficile pensare di concludere un match portando a casa la vittoria. La preparazione fisica è quindi parte integrante dell'allenamento specifico per migliorare abilità essenziali nel tennis come velocità, agilità, forza e coordinamento.
Tuttavia la chiave del successo è data anche da come ci si approccia al gioco, dall'atteggiamento mentale. Molti hanno tentato di spiegare cosa sia la mentalità nel tennis: secondo il web magazine Tennisworld, è l’espressione di una fiducia estrema in se stessi, oppure c’è a chi ritiene che la condizione sociale determini quella volontà di affermazione che mostrano i campioni, la famosa “fame di vincere”.
In questo articolo racconteremo di come il tennis non sia fatto soltanto di allenamento e fatica, ma anche di mentalità vincente, costruita con fatica e impegno. Due dimensioni che concorrono alla realizzazione del sogno di una carriera da protagonista in questo sport, come quella di Alice Savoretti. La giovane tennista italiana ci ha spiegato come il tennis per lei sia anche una questione di sforzo, tensione e sacrificio: elementi che caratterizzano le partite più lunghe, quelle in cui il punto finale sembra non arrivare mai.

30 minuti di allenamento per il tennis

L’allenamento nel tennis è composto da diverse attività, come esercizi e allenamenti che sviluppano le principali abilità nel tennis di esercizi funzionali alla tecnica e al gioco in campo. Kinesis permette di allenare la tecnica grazie ad una totale libertà di movimento grazie alla tecnologia brevettata FullGravity, che consente a chi si allena di muoversi nelle tre dimensioni dello spazio, mettendo in movimento tutte le catene cinetiche del corpo. Ma l’equipment Technogym è funzionale sia alla preparazione atletica del tennista che all’allenamento specifico nel tennis.
Oltre all’allenamento cardio - essenziale per la tenuta atletica in partita – nell’allenamento per il tennis è importante lavorare sui muscoli coinvolti nell’esecuzione dei colpi come ad esempio la cuffia dei rotatori, i trapezi ma anche pettorali e tricipiti, utili per dare maggiore potenza nell’esecuzione del colpo.
  • un ottimo riscaldamento di corsa per evitare infortuni su un tapis roulant adatto al monitoraggio delle principali metriche come Skillrun 7000. 5 minuti al 60% della propria soglia.
  • Intrarotazioni del braccio da distesi. Disteso su un fianco con le ginocchia una sull'altra, braccio a terra davanti al petto col gomito flesso a 90 gradi; l'altro braccio è disteso lungo il fianco, testa sollevata da terra. Ruotare la spalla e portare il manubrio verso la spalla opposta senza spostare il gomito. Ruotare lentamente la spalla in senso inverso e abbassare il manubrio in posizione di partenza. 3 serie da 10 ripetute x 75% 1RM x 30 secondi.
  • Extrarotazioni del braccio da distesi: col manubrio davanti al busto, gomito flesso a 90 gradi, palmo verso di sé. Ruotare la spalla e portare il manubrio verso il soffitto senza spostare il gomito. Ruotare lentamente la spalla in senso inverso e abbassare il manubrio in posizione di partenza. 3 serie da 10 ripetute x 75% 1 RM per 30 secondi
  • Trazioni: 2 serie da 12 ripetute al 70% del proprio 1RM per 30 secondi su Low Row Artis, per lavorare su muscoli dorsali e tricipiti.
  • Flessioni del busto in tuttasicurezza su Abdominal Crunch Selection, l’equimpent Technogym per lavorare sugli addominali. Selection è la nuova linea di attrezzi isotonici con pacco pesi, creata per l’allenamento di tutto il corpo, consente di alleare in maniera mirata specifiche fasce muscolari. 2 serie da 12 ripetute al 70% del proprio 1RM.
  • Stretching, in chiusura di allenamento, per sollecitare i muscoli femorali, molto utilizzati nei cambi di direzione nel tennis.
L’allenamento fisico però non è tutto. Anche la fame di vittorie – la mentalità vincente - è essenziale per migliorare giorno dopo giorno. Alice Savoretti ci ha  spiegato che per costruirla serve tempo. Oltre che tanto sacrificio. Se è vero che servono le vittorie – ci spiega – anche le sconfitte sono essenziali al raggiungimento del successo. Ci sono molte partite in cui si perde, come ovvio che sia, ma si esce comunque a testa alta, perché si è dato il massimo. Anche quello è un momento importante per un atleta.

Sforzo, tensione e sacrificio: la partita di Alice Savoretti

Di Egle Damini / LUZ
Nata a Loreto nel 1992, Alice Savoretti gioca a tennis da quando è piccola, dopo una breve parentesi non troppo felice con il nuoto: “A circa dieci anni mia madre mi ha portato - anzi costretto! - a praticare nuoto, ma non mi piaceva per niente. Proprio per niente. Poi è successo che un giorno con mio nonno sono andata per caso su un campo da tennis ed è stato amore a prima vista. Da lì ho iniziato a giocare, prima una volta a settimana, poi due, poi sempre di più, sempre di più… finché non è diventato il mio lavoro”.

A circa dieci anni mia madre mi ha portato - anzi costretto! - a praticare nuoto, ma non mi piaceva per niente. Proprio per niente.

Vincitrice nel 2012 e nel 2014 di due titoli nel singolo nel circuito della Federazione Italiana di Tennis, Alice Savoretti ha raggiunto nel 2015 il suo best ranking piazzandosi al 405° posto nel singolo e nel 2016 al 319° nel doppio.
All’inizio è stato molto impegnativo - racconta - ci sono da fare dei sacrifici, soprattutto quando si è piccoli, perché c’è di mezzo la scuola, ci sono le amicizie e non è facile incastrare tutto, qualcosa va messo da parte. Quando gli altri uscivano io mi allenavo o ero lontana per i tornei e non potevo fare le cose che facevano tutti, come andare al cinema o alle feste di compleanno. Tutte cose che se proiettate sulla vita di un bambino si possono definire sacrifici. 

Quando gli altri uscivano io mi allenavo o ero lontana per i tornei e non potevo fare le cose che facevano tutti, come andare al cinema o alle feste di compleanno.

Per Alice trovare un attimo fondamentale che riassuma il suo sport è difficile: Penso che il momento che riassume tutto sia la vittoria in sé. Quando dai la mano all’avversaria e hai vinto, o comunque hai fatto una buona prestazione e quindi sei soddisfatta degli obiettivi raggiunti durante il match. Poi non è solo la vittoria a essere soddisfacente: ci sono molte partite in cui si perde, come ovvio che sia, ma si esce comunque a testa alta, perché si è dato il massimo. Anche quello è un momento importante per un atleta, almeno per me. Non saprei indicarti poi un momento preciso all’interno di un incontro, se penso al tennis penso soprattutto allo sforzo, alla tensione e al sacrificio per riuscire a fare una buona partita.
Sforzo, tensione e sacrificio sono i principali elementi che caratterizzano quelle partite lunghissime, in cui il punto finale sembra non arrivare mai. Alice ne ha molte alle spalle, ma ce n’è una in particolare che ricorda con piacere e anche un po’ di nostalgia, perché è stato il suo primo torneo professionale vinto. “Era una finale da diecimila [dollari, ndr], avevo giocato per tre ore, dopo sei match point. Mi ricordo benissimo che ero stravolta e che praticamente andavo avanti per inerzia. Poi mi è arrivata una palla che sono riuscita a chiudere con uno smash in rete, cioè un colpo simile alla schiacciata, che si compie intercettando la palla sopra la testa. Mi ricordo ancora che quando ho realizzato di aver vinto ho tirato un urlo incredibile, penso di non averne mai fatti più così. Mi ricorderò per sempre di questo peso che mi sono tolta e della sensazione di liberazione e gioia che ho provato al termine di tutto”.

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