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In forma e snelli, due armi potenti contro il virus

Da quando la pandemia ha colpito gran parte dei paesi del mondo, la salute è sicuramente in cima alla lista delle priorità personali di ciascuno di noi, a maggior ragione dopo le lunghe settimane di lockdown. Fra le strategie primarie per il mantenimento di un buono stato di salute, uno di stile di vita wellness basato su esercizio fisico, nutrizione bilanciata e approccio positivo alla vita gioca un ruolo fondamentale.

Nel corso di questi mesi di permanenza forzata a casa, Technogym si è mossa per supportare i propri clienti e la wellness community. Tra le tante attività ha organizzato i ‘Technogym Talks’, una serie di webinar esclusivi condotti dai massimi esperti del mondo health, fitness e sport, pronti a condividere le loro conoscenze ed esperienze. Uno dei più partecipati è stato quello tenuto dal Prof. David Niemann del Dipartimento di Biologia della Appalachian State University, dal titolo Being fit and lean: the two most powerful weapons against Covid-19.

Il professore, pioniere della ricerca nel campo dell’esercizio fisico applicato all’immunologia, ha illustrato come l'adozione di uno stile di vita wellness, basato su esercizio fisico, sana alimentazione e gestione dello stress abbia un effetto positivo sulla salute ed efficienza del sistema immunitario. Diversi studi hanno dimostrato che più si è snelli e in forma e ma più è forte il sistema immunitario, riducendo al contempo il rischio di diversi tipi di malattie respiratorie. Queste strategie di prevenzione primaria sono particolarmente importanti in società che tendono a invecchiare e che presentano un’alta prevalenza di soggetti obesi e con altre comorbilità che possono rendere molto seria l’infezione da COVID-19. Per mitigare gli effetti negativi di un'eventuale infezione quindi, essere in buona salute e avere un sistema immunitario forte è di estrema importanza.

Un virus che si diffonde velocemente

Le malattie respiratorie acute e croniche come l'influenza sono tra le più comuni malattie infettive con morbilità e mortalità diffuse, già da prima della pandemia di Covid 19. Tuttavia sono diventate un problema a livello mondiale per la velocità con cui il virus ha diffuso questo genere di patologie.

COVID-19 può causare sintomi gravi e si è diffuso in quasi tutti i paesi del mondo. In più  è altamente trasmissibile (principalmente attraverso gocce trasportate dall'aria quando si tossisce, si starnutisce o si parla), portando a un rapido aumento del numero di casi in tutto il mondo. Ciò è dovuto principalmente al periodo d'incubazione abbastanza lungo (in media 6 giorni, ma può essere lungo fino a 22 giorni) durante il quale la persona può trasmettere il virus: ogni persona diffonde l'infezione a una media di 2-3 persone. Dobbiamo proteggere noi stessi e i nostri cari al meglio che possiamo, per il bene della nostra salute e degli altri.

Un modo per farlo è quello di agire sulla prevenzione primaria, cercando di avere una popolazione magra e in forma. 

Epidemiologia del virus: chi è più a rischio d'infezione?

Con notevoli risorse dedicate allo sviluppo di un vaccino, si spera che presto ne venga sviluppato uno efficace. Tuttavia, questa cura sarà inizialmente destinata agli operatori sanitari e alle persone vulnerabili, quindi potrebbe passare del tempo prima che sia disponibile per la maggior parte della popolazione. Inoltre, non c'è garanzia che sia efficace e quindi dobbiamo cercare di ridurre il rischio d'infezione.

Sono due le strategie per ridurre il rischio di ammalarsi. La prima è la mitigazione, riducendo la diffusione e seguendo le linee guida del governo, come lavarsi regolarmente le mani ed evitare di toccare il viso. Il secondo è l'adozione di stili di vita coerenti con una buona salute immunitaria, in modo che se si contrae il virus, i suoi effetti non siano estremamente seri e che le possibilità di pieno ristabilimento  siano maggiori. Diversi studi hanno dimostrato come il sistema immunitario sia più forte se si è in forma e magri.

Ci sono evidenze solide a supporto del fatto che le persone a più alto rischio di ammalarsi gravemente sono i soggetti anziani, generalmente maschi. Le persone di tutte le età che soffrono di obesità o che presentano patologie pregresse come ipertensione, malattie cardiovascolari, malattie polmonari croniche e malattie metaboliche croniche come il diabete di tipo 2. Uno studio fatto nel marzo del 2020 in 19 stati degli Stati Uniti ha mostrato che l'88% di tutte le persone ricoverate in ospedale aveva una o più patologie sottostanti, le cui 3 più probabili erano ipertensione, obesità e malattie metaboliche croniche. Questo studio ha anche dimostrato come il rischio aumenti con l'età.

L'invecchiamento e l'obesità compromettono la difesa dal virus

In tutto il mondo occidentale c'è stato e continuerà a esserci uno spostamento demografico verso una popolazione anziana e obesa. Si stima che entro il 2030 il 60% della popolazione mondiale sarà in sovrappeso od obesa. L'obesità ha dimostrato di essere un fattore che aumenta il rischio di sviluppare ipertensione, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari, tre delle più importanti condizioni di base riscontrate nei casi gravi di COVID-19.

L'obesità generalmente causa un'infiammazione sistemica che a sua volta può innescare la tempesta di citochine (sostanze infiammatorie) che è legata ai casi più gravi. Inoltre, le risposte ottenute in termini immunitari dagli obesi dopo aver ricevuto un vaccino sono minori rispetto a chi è magro e in forma, lasciandoli più vulnerabili all'infezione. C'è anche un aumento della gravità e della durata delle infezioni virali, e un potenziale per l'evoluzione delle varianti virali patogene nelle persone obese.

L'invecchiamento porta a cambiamenti negativi simili nella difesa virale, aumentando la suscettibilità alle malattie infettive e riducendo quello delle vaccinazioni. Si stima che entro il 2050 il 16,7% della popolazione mondiale avrà più di 65 anni rispetto all'8,5% del 2015.

Queste cifre dimostrano che se non facessimo nulla per contrastare gli effetti dell'invecchiamento e dell'obesità, questa pandemia potrebbe essere solo l'inizio di una serie di malattie infettive a carattere pandemico generate da nuovi agenti patogeni che continueranno ad aumentare morbilità e mortalità.

La relazione tra infezione da virus e intensità dell’allenamento

L'esercizio fisico ha dimostrato di poter aumentare le difese immunitarie dell’organismo. L'esercizio aerobico regolare, come 30-60 minuti di camminata veloce quasi tutti i giorni, migliora la difesa dell'organismo contro i virus. Questo riduce il rischio di malattie e abbassa l'infiammazione sistemica. Per questo motivo l'esercizio fisico regolare può essere considerato un coadiuvante del sistema immunitario ed è di particolare valore clinico per individui obesi con comorbidità e per gli anziani. Studi clinici epidemiologici randomizzati sostengono una riduzione del 40-45% dei giorni di malattia in seguito a infezioni respiratorie acute negli adulti di tutte le età che svolgono attività aerobica quasi quotidiana rispetto ai sedentari. Uno studio condotto sul rischio di mortalità per malattie infettive ha mostrato come l'attività fisica abbia più che dimezzato il rischio di mortalità per infezioni batteriche e virali.

L'attività fisica regolare e la prevenzione dell'obesità mantengono in salute del sistema immunitario, riducendo il rischio di diversi tipi di malattie respiratorie. Queste strategie di prevenzione primaria contro le malattie respiratorie sono particolarmente importanti nelle società che invecchiano con un'alta prevalenza di obesità e comorbidità correlate e sono coadiuvanti essenziali per le pratiche di mitigazione.

Tuttavia, all'altra estremità del continuum c'è il sovrallenamento. L'allenamento estremo può portare a un sovrallenamento che è stato collegato a una maggiore probabilità d'infezione. Uno studio condotto su maratoneti e ultra maratoneti ha rilevato che il rischio di ammalarsi dopo aver corso la maratona è 5,9 volte superiore, soprattutto se combinato con stress mentale, disturbi del sonno e viaggi. Questi dati portano al suggerimento che:

  • il sovrallenamento non è raccomandato nelle aree del mondo dove la trasmissione del virus è alta;
  • l'esercizio fisico intenso dovrebbe essere evitato quando si è colpiti da coronavirus o altri virus sistemici.

I membri più in forma e più snelli della società hanno dimostrato di avere una migliore difesa immunitaria e questo deve essere l'obiettivo per tutti.

Tuttavia, è importante notare che il sovrallenamento è molto raro e richiede un periodo prolungato con un allenamento estremamente esaustivo per raggiungere lo stato di sovrallenamento e quindi per la stragrande maggioranza della popolazione il sovrallenamento non è un problema di cui preoccuparsi. Il sovrallenamento si applica principalmente agli atleti di livello elitario che si allenano più volte al giorno con un'intensità molto elevata. In conclusione, questa pandemia è un alert per il mondo che le contromisure di prevenzione primaria si concentrino su migliori comportamenti di salute. Popolazioni più attive aiutano a potenziare il nostro sistema immunitario e la difesa virale.

Uno studio sugli anziani attivi ha dimostrato che hanno una funzione immunitaria simile a quella di coloro che hanno la metà dei loro anni.

Gli approcci di prevenzione secondaria e terziaria incentrati sul vaccino e sullo sviluppo terapeutico richiedono tempo e potrebbero non essere pienamente efficaci, rendendo ancora più urgente la prevenzione primaria.

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