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Sport & Performance Congress: la scienza nella corsa

La scienza della corsa, dalla prevenzione all'allenamento, di questo parlerà lo "Sport & Performance Congress: la scienza nella corsa", che si terrà presso il Technogym Village, il 27 gennaio 2018.

Correre è tra i gesti più naturali delle persone, e, nell'atletica leggera è rappresentato dalle specialità che vanno dai cento metri piani alla maratona. Al tempo stesso, la corsa costituisce il fondamento di molti sport di squadra basati sullo spostamento degli atleti entro spazi definiti. Per ottenere il massimo dalla corsa, bisogna essere economici nelle lunghe distanze, potenti negli scatti e rapidi negli spostamenti brevi.
In occasione dello Sport & Performance Congress, un panel di relatori di alto livello coglie l'occasione per spiegare ai professionisti del settore come la corsa possa essere migliorata e gli infortuni prevenuti, grazie a specifiche strategie di allenamento e alle nuove tecnologie.
È nell'interesse di trainers, fisioterapisti, preparatori atletici e proprietari di palestre intervenire e contribuire a comprendere quanto gli enormi passi avanti della scienza apportino miglioramenti e benefici nelle tecniche di corsa e nel mantenimento di una condizione fisica ottimale, anche sotto sforzo.

Lo Sport & Performance Congress toccherà, sotto vari punti di vista, tre aspetti fondamentali nella corsa: la prevenzione, la corsa veloce e l'endurance, grazie al contributo di relatori di fama internazionale come, Stefano Baldini, Gaspare Pavei, Kyle Meadows, Francesco Cuzzolin, Nicola Taddio e Andrea Molina.

Prevenzione

Nicola Taddio

Fisioterapista

Dopo anni di corsa  e migliaia di km i problemi da sovraccarico non possono che arrivare?
Paradossalmente la letteratura scientifica ci dice che più anni di corsa,​ più chilometri percorsi senza infortuni corrispondono a un minor rischio di infortuni; ​il cut-off si colloca a circa 64 km alla settimana, e i primi 3 anni sono quelli più a rischio. sembra ci sia una sorta di selezione naturale che porta i runner più dotati geneticamente​a durare più a lungo e a macinare più chilometri senza infortunarsi.
Scarpe minimal o protettive?
Rispondendo sempre con gli studi che ci sono in​ letteratura il new trend è scarpa migliore significa scarpa comoda, in ogni caso sembrerebbe​ più ​utile per prevenire gli infortuni ​utilizzare più scarpe a rotazione,​in ogni caso meglio scarpe minimaliste e se possibile, mai abituarsi a una scarpa sola.
Pensa ai tuoi pazienti podisti: quali sono in genere i consigli che non vogliono mettere in pratica?
La peggiore cosa che puoi dire ad​ un runner è che deve ridurre gli allenamenti oppure che non è consigliabile che partecipi a quella gara, ovviamente la nostra bravura poi sta nel riuscire a risolvere il problema senza dover ricorrere a queste drastiche restrizioni, qualche volta necessarie. E, ovviamente, c'è anche molta differenza tra l'agonista e l'amatore.
Perché hai scelto di fare il fisioterapista?
Perché è il mestiere più bello del mondo: ​mi permette di mettere ​insieme le mani e il cervello.

Andrea Molina

Osteopata

Sì allo Stretching, ma di che tipo?
Esistono molte tecniche per migliorare la mobilità articolare. Ognuna di esse ha caratteristiche precise che vanno contestualizzate.
Con il termine stretching si intende quella tecnica di allungamento  passivo che agisce soprattutto sull'abbassamento del tono muscolare. Quindi è un’ottima tecnica da utilizzare nel defaticamento.
Lo stretching dinamico invece è ottimo da inserire nell’attivazione. Se si vuole invece migliorare la mobilità in tempi brevi le tecniche ad Energia Muscolare come la PNF sono le più indicate.
La forza serve davvero per prevenire gli infortuni?
La forza è una componente importante per prevenire gli infortuni.
L’evidenza scientifica da molto risalto alle capacità preventive del lavoro di forza eccentrica. Ma l’aspetto più importante dal punto di vista della prevenzione sono gli squilibri di forza perché creano asimmetrie o schemi motori alterati che amplificano la probabilità di infortunio. Quindi il primo compito del preparatore deve essere quello di evitare o riequilibrare gli squilibri muscolari.
Ma l’osteopata, chi è?
L’osteopata focalizza il suo intervento sull'integrità strutturale e funzionale dell'organismo e la sua tendenza intrinseca all'autoregolazione. Quindi l’osteopata delinea un approccio peculiare focalizzato sulla salutogenesi.
Per far questo gli osteopati si avvalgono di un'ampia serie di tecniche manuali finalizzate al miglioramento della funzionalità fisiologica. Queste tecniche tecniche manuali (chiamate OMT - Trattamento Manipolativo Osteopatico) si possono combinare con altri trattamenti o consigli relativi allo stile di vita.
N.B: dallo scorso dicembre grazie al DDL Lorenzin l’osteopata è stato riconosciuto come figura sanitaria.
Allenamento propriocettivo specifico: si o no?
L’allenamento propriocettivo deve essere specifico perché per definizione è la valutazione coscia e inconscia della posizione di una singola articolazione.
Se vengono coinvolte più articolazioni allora parleremo di stabilizzazione dinamica, controllo neuromuscolare ed di equilibrio posturale.

Endurance

Gaspare Pavei

Biomeccanico

Quali tipi di energie sono in gioco nella corsa?
Nella corsa ci sono in gioco pressoché tutte le energie. Se ci focalizziamo solo quelle meccaniche troviamo l'energia cinetica che dipende dalla velocità; l'energia potenziale che dipende dallo spostamento verticale che avviene ad ogni passo; e l'energia elastica che può essere immagazzinata e restituita dagli elementi elastici del nostro corpo.
Perché i tendini sono così importanti nella corsa?
I tendini sono in grado di immagazzinare e restituire energia elastica in modo passivo, in questo modo coadiuvano e alleggeriscono il lavoro dei muscoli nel far avanzare il corridore.
La tua vera passione scientifica qual è?
Mi occupo di locomozione umana: cerco di capire i determinanti meccanici e metabolici delle nostre andature, che pur sembrandoci così semplici e naturali hanno ancora molti aspetti inspiegati.
Cosa sono i watt?
L'unità di misura della Potenza che sia metabolica o meccanica

Sprinting

Kyle Meadows

Stregth and Conditioning Coach

Per allenare la forza nello sprinter, pesi liberi o macchine forza?
I pesi liberi rispetto all'allenamento della macchina offrono una versatilità e una funzionalità senza pari. Quando si tratta di movimenti di sprint specifici per lo sport e il miglioramento dell'abilità della corsa veloce,il nostro corpo richiede la collaborazione del sistema neuromuscolare che è meglio stimolato dall'allenamento a peso libero.
Cosa si intende per allenamento contro resistenza quando si parla di corsa?
Allenamento contro resistenza implica l’utilizzo di una qualche forma di carico che determini un aumento dell’attivazione muscolare rispetto al movimento eseguito a corpo libero. Slitta, paracadute, bande elastiche, pneumatici etc.
Qual è la migliore pista di slittino su cui hai corso?
La mia pista preferita è sicuramente Koenigsegg Germania. Principalmente per la bellezza del lago di Koenigsegg e di tutta la regione bavarese che ospita la pista.
Quali sono le metriche fondamentali da tenere monitorate durante l'allenamento dei velocisti?
Tempo di reazione, lunghezza del passo, frequenza del passo, metri al secondo, intertempi comparativi di 10 metri.

Francesco Cuzzolin

Director of Innovation at Technogym

L’allenamento moderno più scienza o pratica?
Allenare per me è sempre stato la ricerca del giusto compromesso tra scienza e pratica.
Quello che la scienza riesce a dare in termini di valutazione oggettiva delle metodologie e tecnologie è impagabile, ma ritengo che anche l’esperienza dei trainers, abbia un considerevole valore.
La tecnica di molti sport nasce spesso per prove ad errori, da una ricerca maniacale della massima efficienza nel dettaglio, forse più simile, in altri ambiti, alla maestria, all’arte. Da sempre, la mia visione di allenamento riconosce dello spazio di interesse ed approfondimento ad entrambi le componenti.
Quali informazioni sono rilevanti per il runner?
Semplificando ci sono due grosse famiglie, una più legata ai parametri di natura metabolica come la V02 o la soglia anaerobica ed una che cerca maggiormente di qualificare il gesto da un punto di vista dell’efficienza, della biomeccanica, offrendo informazioni ad esempio sulla cadenza, la lunghezza della falcata, il tempo di contatto e molti altri indicatori. Ultimamente c’è molta attenzione nell'utilizzo della Running Power per quantificare in maniera oggettiva il carico esterno.  Noi siamo stati i primi a studiare ed a proporre questa lettura su di un nostro attrezzo, il più innovativo dei treadmill sul mercato, lo SKILLRUN.
I runners si allenano più outdoor o indoor?
L’allenamento indoor una volta veniva sostanzialmente utilizzato come alternativa, per ragioni legate soprattutto a fattori metereologici. Oggi, le tecnologie di ultima generazione, permettono ai runner di allenarsi indoor potendo utilizzare la quantità di informazioni sulla tecnica e di biofeedback durante l’allenamento, cosa che in outdoor è impossibile.  In sintesi l’allenamento indoor è diventato, grazie alla tecnologia, il completamento qualitativo e di preparazione alle sessioni outdoor.
Quali sono i nuovi trend per l’allenamento del runner?
Diciamo che una volta si macinavano kilometri con volumi considerevoli, pensando che l’efficienza ed il miglioramento del costo energetico arrivassero di conseguenza, praticamente più correvi, meglio correvi.
Ecco questo approccio, che spesso portava a grandi sovraccarichi articolari e muscolo-tendinei è stato revisionato. Metodologie che alternano in maniera logica allenamenti qualitativi e quantitativi, anche nella corsa di endurance, hanno guadagnato un considerevole spazio a tutti i livelli.
Hai allenato, oltre che nella pallacanestro, in molti altri sport, quali atleti esprimevano la miglior qualità ed efficienza nella corsa?
 Ogni sport propone una tipologia di corsa specifica.  Il cestista ad esempio, che accelera e decelera in continuità, corre con il baricentro molto basso, seduto.  Lo sprinter, esaspera l’estensione dell’anca per trovare la miglior efficienza tra frequenza ed ampiezza. Il maratoneta e comunque i long distance runners cercano una corsa di grande equilibrio ed armonia. L’uomo corre da 2 milioni di anni, ma l’evoluzione e il miglioramento della performance non si sono ancora fermati.

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