Run to work: di corsa, al lavoro!

Chi è passato da Londra negli ultimi anni e si è trovato a girare per i quartieri centrali nelle ore di punta, si sarà sicuramente accorto di come le strade siano invase di runner dall’abbigliamento estremamente tecnico e tutti provvisti di immancabile zainetto. Lo chiamano “Running to Work” e consiste molto semplicemente nello sfruttare il percorso da casa al lavoro per vivere la città in maniera più sana, facendo sport e risparmiando sui costi degli spostamenti. Sì, perché diversamente da quello che si possa pensare, chi intraprende questa pratica non lo fa solo per mantenersi allenato o per motivi di salute, ma per molte altre ragioni.
Quelli che la stampa americana chiama “run commuter”, ovvero pendolari della corsa, si stanno diffondendo in tutto il mondo, spopolando in particolare in metropoli come Amsterdam e Parigi, rispettivamente seconda e terza per numero di run commuter dopo Londra, ma anche New York, Sidney, San Francisco, Los Angeles, San Paolo, Barcellona e Melbourne. Il sito più consultato a Londra da chi fa questo tipo di attività è runningtowork.co.uk dove un run commuter esperto dispensa consigli di ogni tipo: si possono trovare istruzioni su come cominciare da zero, su come e quanto allenarsi prima di iniziare con la routine, sull’abbigliamento, la nutrizione, le strade da scegliere, fino ad arrivare ai consigli rivolti ai più esperti:  come migliorare i propri tempi, ad esempio, regolarizzare il respiro o dimagrire definendo i muscoli.

Quali sono i benefici dell’essere un run commuter?

Secondo i dati di Strava, un'app di tracking molto diffusa all’estero, il numero delle persone che hanno iniziato ad andare di corsa al lavoro nel solo 2017 è aumentato del 50% in tutta la Gran Bretagna. Un aumento che promette di non arrestarsi, visti i benefici che sempre più persone stanno riscontrando, la rapida perdita di peso prima di tutti.  Secondo i dati, infatti, se il passo medio tenuto da un run commuter (circa 12 minuti per chilometro per una distanza media di 7 chilometri) è decisamente rilassato rispetto a chi fa jogging con regolarità, il tasso di calorie bruciate è considerevole: una donna brucia in media 460 calorie, un uomo 542.

Un’attività, insomma, che non sembra richiedere un grande impegno di tempo o di energie e che  ha migliorato la qualità della vita di chi la pratica, non solo dal punto di vista della salute fisica.

Perché si diventa run commuter?

I motivi per cui si diventa pendolari della corsa sono svariati e, sebbene si possa credere che la maggior parte lo faccia per via della salute, non sempre è questo il motivo principale. Anzi, si potrebbe dire che non lo è quasi mai. Molti hanno iniziato perché stressati dal traffico, dalle code, dalla ricerca del parcheggio, scoprendo poi che nelle ore di punta andare a piedi può fare anche risparmiare tempo. Qualcuno per risparmiare sull’abbonamento dei mezzi o sui costi di carburante e parcheggio o, semplicemente, per evitare il sovraffollamento di treni ed autobus. E non sono in pochi quelli che, una volta trasferitisi in una città nuova, decidono di girarla a piedi, percorrendo ogni mattina una strada diversa muniti delle proprie scarpette da corsa.

Se alla fine qualcuno stesse pensando di lanciarsi, allora,  sappia che non c’è nulla da temere. Che male può fare una colazione sana, una doccia e una corsetta prima di affrontare una giornata di lavoro?

Come si diventa  un run commuter?

Diventare un run commuter è più semplice di quanto si possa pensare e non richiede equipaggiamenti particolari: bastano dei vestiti comodi,  scarpe da corsa ben ammortizzate e adatte a fare lunghi percorsi sull’asfalto, uno zaino e un po’ di buona volontà. Bisogna iniziare con calma, magari camminando in fretta, mantenendo i battiti in un range idoneo all’attività aerobica (quindi non troppo accellerato, ma sopra la soglia della normale camminata) e avvalendosi anche dell’aiuto di mezzi pubblici, qualora la distanza fosse considerata inizialmente proibitiva.  La pianificazione è tutto, bisogna capire i tempi di percorrenza e i propri limiti per non arrivare al lavoro in ritardo o troppo stanchi: moderazione  è la parola d’ordine.
A questo punto, l’unico ostacolo rimasto sembra essere quello dell’igiene. Ma anche a questo runningtowork.co.uk fornisce una soluzione. Il primo consiglio è quello di lavarsi prima di uscire per la corsa, esattamente come si farebbe se si volesse raggiungere l’ufficio in auto o con i mezzi. I cattivi odori, infatti , sono causati dalla macerazione dei batteri e delle impurità della pelle durante la fase di sudorazione: una pelle pulita non emette quindi cattivi odori a fine attività fisica.

Avere delle salviettine igienizzanti e profumate è comunque consigliabile, anche e soprattutto per via dell’inquinamento. Lavarsi le parti esposte, come viso, collo e mani, appena arrivati in ufficio, aiuta il corridore a liberarsi dalle tossine che rovinano la pelle, oltre a regalare una piacevole  sensazione di pulito. Infine,  un asciugamano: se è vero che i cattivi odori possono essere gestiti, il sudore va asciugato, sia per gli altri che per se stessi, così da non rischiare di ammalarsi.

Se alla fine qualcuno stesse pensando di lanciarsi, allora,  sappia che non c’è nulla da temere. Che male può fare una colazione sana, una doccia e una corsetta prima di affrontare una giornata di lavoro?

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