Peter Fill: l'importanza della preparazione

Margherita Granbassi

Sensazioni olimpiche per il mio esordio su questo portale: devo intervistare Peter Fill, – recentissimo vincitore della Coppa del Mondo di combinata (discesa libera e slalom), e con due Coppe del Mondo di libera già in bacheca – una vera leggenda dello sci. L'ho incontrato in partenza per Pyeongchang, la sua quarta Olimpiade.
Sono emozionata: tra poco incontrerò un grandissimo atleta che sta vivendo momenti a me familiari, forti e difficili da descrivere e che in questo momento mi sembra di ripercorrere.
Sono arrivata all’Alpe di Siusi, dove Peter è cresciuto, e sono rimasta subito incantata dalla bellezza del paesaggio. Durante l’incontro con la troupe per organizzare l’intervista arriva un messaggio. È Peter: “Non sto bene, purtroppo temo di non farcela a venire domani”.
Non lo conosco ma, pur avendo avuto un momento di gelo e ragionato sul “piano B”, non ho mai pensato che l’indomani non si sarebbe presentato all’appuntamento.
E infatti, il giorno dopo, arriva puntualissimo, sorridente e raffreddato, nella hall del magnifico hotel che ci ospita, accolto con entusiasmo dal personale e da piccoli tifosi cui si concede per foto e autografi.
Ci presentiamo e, come mi succede spesso quando stringo la mano per la prima volta a un atleta, la sensazione è quella di conoscersi già come se le emozioni ed esperienze provate con lo sport ci rendessero tutti parte di una grande famiglia. È preoccupato che qualche colpo di tosse possa disturbare le riprese, ci prendiamo un cappuccino e partiamo con le domande.

"Ho iniziato a sciare nel giardino di casa mia"

Gli chiedo di descrivermi le sue montagne e avverto immediatamente il trasporto di chi quei luoghi li ha vissuti intensamente tanto da conoscerne ogni angolo, ogni sasso, ogni albero. Si capisce subito che nutre un senso di gratitudine per i posti che lo hanno plasmato nel campione che è oggi. Qui ha indossato gli sci per la prima volta e mi diverte sentirlo mentre racconta di quando da bambino, finita scuola correva a casa, lanciava la cartella e via a macinare discese con gli amici prima, con gli allenatori poi.
Dalla carrozzeria dello zio alla divisa del Centro Sportivo Carabinieri, per coronare il sogno di diventare un campione.
Quello che mi colpisce è la sua serenità.
“Peter, ma domani parti per la tua quarta Olimpiade, hai l’influenza e ti stiamo ‘strapazzando’, come fai ad essere così sereno?” E con la luce negli occhi parte a raccontare della famiglia, il segreto del suo successo e soprattutto della sua felicità.
La moglie e i figli sono il suo “caricabatterie”, quando è a casa accumula l’energia che gli serve per scendere a 140 all’ora (la madre si copre gli occhi) sulle piste di tutto il mondo.
Una bellissima casa con vista e, per sottrarre meno tempo alla moglie Manuela e ai piccoli Leon e Noah, con palestra.

Il duro allenamento di Peter Fill

Sono curiosa di sapere come si allena fuori dalla pista, quali sono gli esercizi e le macchine che servono per migliorare la prestazione. Non si resta indifferenti davanti ai quadricipiti di uno sciatore, vi sono scolpiti sacrificio, forza, potenza, reattività. Voglio conoscere quella parte che lo spettatore si perde quando assiste alla gara. Peter svolge ore di allenamento sulla neve ma altrettante le passa in palestra con la fronte bagnata dal sudore a fare quello sforzo che costruisce muscoli e disegna sogni. Cable station, leg press e panca sono il teatro di movimenti eseguiti alla perfezione che allenano la forza, bike per migliorare la resistenza, wellness ball per trovare equilibrio e concentrazione.
In salotto ad attirare la mia attenzione le mensole con i suoi tanti e luccicanti trofei, coppe e medaglie disposte con ordine. Ne manca una. Ne manca sempre una sulla mensola di un atleta: la medaglia che non hai vinto. Quella che ti spinge a gareggiare ancora.

/related post

Elia Viviani: ciclista per lavoro e per passione

Continuano le visite al booth Technogym di Rimini Wellness. Si tratta di un ospite da oro olimpico, ...

Il sito utilizza cookie tecnici propri, cookie analitici di terze parti anonimizzati, e cookie di terze parti che potrebbero profilare: accedendo a qualunque elemento/area del sito al di fuori di questo banner, acconsenti a ricevere i cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie, clicca qui. OK