Perché dovresti considerare un periodo di detox digitale

Il grado di dipendenza da tecnologia si sta pericolosamente avvicinando a livelli di diffusione e intensità mai raggiunti. Le conseguenze sono molte e molto serie: qualcuno ha parlato persino di demenza da digitale, o “digital dementia”. Se la formula è indubbiamente eccessiva, questo non deve distogliere l’attenzione dalla gravità del problema. Cosa si può fare per invertire la rotta?

Secondo una ricerca condotta da Dscout, un utente medio di smartphone tocca il suo device 2617 volte al giorno. Questo dato, insieme al picco di 5400 touch giornalieri per gli “utilizzatori estremi”, è sufficiente a dare la misura del livello di pervasività nelle nostre vite dello strumento di accesso al mondo digitale per eccellenza.

Com'è stato possibile arrivare a tanto?

Senza cedere a tentazioni assolutorie, bisogna innanzitutto considerare che gli smartphone e le relative applicazioni sono progettati per generare dipendenza. Questo, se mai lo è stato, oggi non è certo un segreto. Eppure, nonostante la sempre maggiore consapevolezza su questi temi, gli effetti non accennano ad attenuarsi.

Esattamente come per le slot machine, alla base di tutto va collocato il meccanismo di feedback rapido degli smartphone: ogni volta che clicchiamo sullo schermo, riceviamo immediatamente uno stimolo in risposta. È il più semplice, ed anche il più efficace, dei sistemi di gratificazione, cui nel tempo si sono aggiunte le funzioni di notifica. Sentire il suono prodotto dallo smartphone per segnalare una notifica fa rilasciare al cervello dopamina, perché quel suono è stato col tempo associato a una sorta di ricompensa. Sul lungo periodo, il suono delle notifiche può diventare anche più gratificante del riscontro effettivo, indicando la possibilità dello sviluppo di una forma di dipendenza.

Oltre ai sistemi di riscontro rapido, non si può poi non citare il ruolo dei social network. Ad aver contribuito in maniera significativa alla trasformazione degli smartphone in una possibile fonte di dipendenza è stata l’opportunità di quantificare, attraverso i like, dimensioni prima difficilmente quantificabili, come la propria popolarità e il grado di apprezzamento da parte delle altre persone. Ed il resto lo conosciamo tutti: i social network hanno permesso di fruire di contenuti in maniera libera e illimitata, potenzialmente all'infinito, fornendo una valida giustificazione per non staccare mai gli occhi dallo schermo.

Segnali di allarme

Dalla perdita della memoria a breve termine, alla riduzione delle abilità di attenzione, fino alla depressione, specialmente nei teenager, le conseguenze della dipendenza da digitale, o digital addiction, si stanno rivelando sempre più numerose e preoccupanti. Essere in grado di riconoscere i segnali di allarme, quindi, è ora più che mai indispensabile.

In linea generale, gli studiosi indicano due sintomi che dovrebbero mettere in guardia: il non essere più in grado di quantificare il tempo trascorso nel mondo digitale ed il rendersi conto che la tecnologia sta intaccando la propria routine quotidiana, peggiorandola. Più nello specifico, è opportuno preoccuparsi quando ci si accorge che il proprio rapporto con la tecnologia sta interferendo con la regolarità del sonno, sta minando la propria capacità di portare a termine il lavoro, sta riducendo il tempo che si dedica a famiglia e amici e si sta dimostrando causa di atteggiamenti e comportamenti sgradevoli nei confronti di altre persone. Ti è mai capitato di estrarre dalla tasca il telefono, senza nessuna ragione particolare, e metterti a scorrere il feed di Instagram nel bel mezzo di una conversazione? Ecco, non esattamente una prova d’eleganza.

Disintossicarsi dal digitale

Non a caso, negli ultimi anni si è iniziato a sentire parlare spesso di digital detox, disintossicazione dal digitale. Serate e vacanze organizzate specificamente allo scopo di lasciarsi alle spalle, per almeno un po’ di tempo, il mondo digitale, hanno smesso di essere una stravaganza da nostalgici e stanno riscuotendo crescente successo.

In ogni caso, spesso è sufficiente modificare anche di poco le proprie abitudini quotidiane per scongiurare gli effetti peggiori della tecnologia. Prima di tutto, è molto utile stabilire delle regole: evitare di controllare il telefono come prima attività dopo il risveglio è un ottimo inizio, ma si può per esempio stabilire anche il divieto di utilizzare lo smartphone quando si passa del tempo con la propria famiglia o i propri amici, oppure pianificare periodicamente delle giornate tech-free. Programmare abbastanza dettagliatamente le attività della giornata è un’altra ottima abitudine che permette di avere una visione chiara di ciò che si sta sacrificando quando ci si rivolge alla tecnologia senza averne davvero bisogno.

Talvolta, quella nel mondo digitale può essere una vera e propria fuga da pensieri o situazioni sgradevoli o che generano ansia. In questi casi, è fondamentale risalire all'origine del problema per poterlo affrontare, invece di perseverare nel tentativo di evitarlo.

Per chi sentisse di non essere abbastanza determinato o di non possedere la forza necessaria  per riuscire a cambiare le cose autonomamente, esistono workshop e programmi che aiutano a portare a termine la digital detox . Si tratta di attività che, attraverso un approccio di auto-aiuto e tramite esercizi di riflessione e rilassamento, portano le persone a riconsiderare il loro rapporto con il digitale, al fine di far loro raggiungere un equilibrio più sano.

Lungi dal demonizzare l’utilizzo della tecnologia di per sé, chi promuove queste iniziative è mosso dal desiderio di far riscoprire alle persone il valore della riflessione e la sua capacità di ridurre lo stress e migliorare la qualità delle relazioni. Quelle, spesso più autentiche, del “mondo reale”.

/related post

Una vacanza in barca con stile

Per tutti quelli che cercano un periodo di totale relax, un viaggio in barca è l'ideale, ma cosa me...

Il sito utilizza cookie tecnici propri, cookie analitici di terze parti anonimizzati, e cookie di terze parti che potrebbero profilare: accedendo a qualunque elemento/area del sito al di fuori di questo banner, acconsenti a ricevere i cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie, clicca qui. OK