L'arte e la velocità nel pattinaggio sul ghiaccio

Sul ghiaccio si danza, sul ghiaccio si corre veloci, sul ghiaccio si inseguono "dischi volanti", sul ghiaccio si...veleggia. Il pattinaggio sul ghiaccio si presenta sotto molte forme proprio come il ghiaccio stesso: nella lingua dei discendenti degli Inuit – l’antico popolo della Groenlandia – esistono ben settantadue modi diversi per indicare il concetto neve/ghiaccio.
Fin dall'antichità l'uomo si è trovato a domare questa materia mutevole per la propria sopravvivenza ma anche per diletto: quasi tutti gli sport invernali hanno infatti origini antiche e il pattinaggio sul ghiaccio non fa eccezione.
Si ritiene che il pattinaggio sul ghiaccio abbia avuto origine attorno al 3000 a.C. nei paesi scandinavi e nell'estremo nord-est europeo con pattini e lame di osso di bue o di una particolare razza di cavalli.
I pattini erano un mezzo di trasporto efficace sulle superfici ghiacciate di laghi e fiumi, ma paragonati con gli attrezzi odierni non erano molto efficienti tant'è che il pattinatore si aiutava con un bastone per darsi la spinta e mantenere l'equilibrio.

Dai paesi scandinavi, quella pratica sbarcò anche nell'Europa Centrale passando soprattutto dall’Olanda che ne fece un vero e proprio sport nazionale. Lo testimonia l'opera "Vita alme virginis Lijdwine" di Johannem Brugman, che narra la vita di santa Liduina di Schiedam paralizzata a causa di una caduta sui pattini e per questo eletta a patrona dei pattinatori.
Nel XVII secolo, fu il principe James, figlio del re inglese Carlo I che era in esilio proprio nei Paesi Bassi in seguito alla “caduta” del Padre, ad appassionarsi al pattinaggio e, quando suo fratello Carlo II riuscì a restaurare la monarchia rientrando in patria, importò i pattini anche nel Regno Unito. E da lì, ovviamente, in tutto il mondo, compresi la Russia, il Giappone, la Cina e la Corea.

Pattinaggio artistico

Definizioni

E' uno sport invernale nel quale gli atleti, dotati di pattini, eseguono sul ghiaccio degli esercizi composti da figure, passi, trottole e salti, su una base musicale. Fu il primo sport invernale incluso nelle Olimpiadi nel 1908.
Definito anche pattinaggio di figura, un'espressione che si è imposta  nella lingua italiana con le olimpiadi invernali di Torino del 2006, sostituendo la dizione "pattinaggio artistico", precedentemente utilizzata sia per il ghiaccio che per le rotelle. L'espressione deriva dall'inglese "figure skating". Difatti di origine inglese è lo sviluppo, a partire dall'inizio del 1800, dei passi base del pattinaggio la cui esecuzione lascia impressa sul ghiaccio una figura,appunto, tracciata della lama che vi scorre sopra.

La denominazione "pattinaggio artistico" è invece di origine francese (patinage artistique). Diffusasi in tutte le lingue di radice latina compreso l'italiano, indica anch'essa l'insieme delle specialità del pattinaggio e può riferirsi sia al pattinaggio su ghiaccio che a quello su rotelle. Pertanto nell'italiano — unica lingua latina che contempla due termini diversi — le due dizioni "pattinaggio artistico" e "pattinaggio di figura" coesistono, appaiono intercambiabili, e indicano entrambi l'insieme delle specialità su ghiaccio: libero, coppia e danza.
Le stesse specialità esistono nel pattinaggio artistico a rotelle. Per completezza andrebbero aggiunte — anche qui sia per il pattinaggio su ghiaccio che per quello a rotelle — le ulteriori specialità sviluppatesi nel corso degli ultimi decenni, ossia pattinaggio sincronizzato o precision, "solo dance" (danza individuale), gruppi show (pattinaggio spettacolo).

Le specialità

Il pattinaggio di figura comprende quattro diverse specialità olimpiche:

  • individuale maschile
  • individuale femminile
  • a coppie
  • danza su ghiaccio (solo a coppie)

a queste si aggiunge il pattinaggio sincronizzato che però non è ancora riconosciuto come disciplina olimpica.
Il primo campionato mondiale di pattinaggio di figura si svolse nel 1896, limitatamente all'individuale maschile. L'individuale femminile fu aggiunto nel 1906, l'artistico a coppie nel 1908. La danza su ghiaccio è una specialità più recente, che si disputò per la prima volta ai mondiali nel 1952.

Il pattinaggio di figura fu inserito nel programma olimpico ancora prima della nascita dei Giochi olimpici invernali: fu presente infatti ai Giochi olimpici estivi di Londra 1908 e di Anversa 1920. Le tre prove di artistico fanno parte del programma olimpico invernale sin dai  Giochi olimpici invernali del 1924 a Chamonix.
La danza su ghiaccio venne aggiunta ai Giochi di Innsbruck 1976. Il pattinaggio sincronizzato non è ancora stato inserito nel programma dei Giochi Olimpici Invernali, ma nel gennaio 2007 è stato ammesso per la prima volta alle Universiadi di Torino, primo passo per il futuro riconoscimento come specialità olimpica. L'attività agonistica internazionale è organizzata dalla International Skating Union (ISU).

La gara

La giuria esamina la performance in base a diversi parametri, tecnici e artistici. Il punteggio massimo in entrambi è 6.0. Inoltre gli atleti in gara devono rispettare un regolamento generale e uno specifico per ogni categoria.
La pista di pattinaggio sul ghiaccio deve avere determinati parametri quali dimensioni, misure di sicurezza, luci e impianto audio. Le dimensioni minime sono fissate a venti metri per quaranta e devono essere delimitate ai lati in modo da consentire agli atleti di gareggiare in sicurezza.
A ciascun atleta viene assegnata la categoria di appartenenza in base all'anno di nascita, a loro volta le categorie si suddividono in debuttanti e professionisti. Ogni competizione si suddivide in due fasi indicate come programma corto programma lungo o libero.
Programma corto
Il primo, come suggerisce il nome, è il programma più corto dei due che compongono le competizioni. Secondo le regole dell'International Skating Union la durata massima del programma corto è di due minuti e 50 secondi. In questo lasso di tempo l'atleta deve eseguire sette elementi obbligatori (otto in quello a coppie) e se la loro esecuzione non è corretta il pattinatore incorre in una penalità.
Alcune tra le "figure" obbligatorie: un doppio o triplo axel, un salto in combinazione (un doppio e un triplo, due tripli, oppure un quadruplo e un doppio o triplo), una trottola saltata. Per il pattinaggio in coppia: un sollevamento con una presa specifica, che cambia di anno in anno, un doppio o triplo twist, una spirale della morte (death spiral) con uno specifico angolo che varia di anno in anno.
I 24 atleti con il migliore punteggio nel programma corto proseguono con il programma lungo.
Programma lungo
Chiamato anche programma libero, è la seconda delle due fasi da cui sono composte le competizioni di pattinaggio di figura, sia per i singoli che per le coppie. Il programma libero è il più lungo delle due, in genere dura 4 minuti per le donne e 4 minuti e 30 secondi per gli uomini e le coppie, ma possono essere concessi 10 secondi in più o in meno dove necessario.
La durata dei programmi viene misurata calcolando che il programma inizi quando il pattinatore comincia a pattinare, e finisca quando si sarà fermato completamente, e non quando la musica inizia o finisce. Se un atleta non termina il programma entro i limiti di tempo consentiti, ciò gli costerà una deduzione nel punteggio.
Nel corso degli anni il programma libero è diventato sempre più codificato e costretto in regole ben precise. Il regolamento attuale fornisce infatti una lista degli elementi che è necessario inserire nel proprio programma per avere la possibilità di ottenere il maggior numero di punti. A ben vedere, il termine "programma libero, con il nuovo sistema di giudizio dell' ISU, non è più tanto libero: infatti, i pattinatori devono inserire nei propri programmi l'esatto numero di elementi consentiti.
Inoltre occorre tenere conto del fato che gli elementi eseguiti nella seconda metà del programma vengono valutati 10% in più rispetto al loro punteggio di base, in quanto è giudicata più difficile l'esecuzione di una figura verso la fine del programma piuttosto che all'inizio, quando l'atleta è meno affaticato. Tutti gli altri elementi, come ad esempio le sequenze di passi o le trottole, non ottengono alcun bonus.

I salti nel pattinaggio artistico



Video
I salti sono uno degli elementi fondamentali di questo sport, quelli che lo rendono così spettacolare e che lo differenziano dalla danza su ghiaccio. I salti portano nomi strani per i non addetti ai lavori, nomi che evocano a volte famosi pattinatori del passato che a quelle figure danno il nome.
I principali salti sono sei: Rittberger, Axel, Salchow, Toe Loop, Flip e Lutz. Tutti questi salti si dividono in due categorie principali, i salti che partono dal filo destro o sinistro della lama (Rittberger, Axel e Salchow) e i salti puntati (Toe Loop, Flip e Lutz), nei quali invece la gamba che esegue il salto, punta il dente della lama nel ghiaccio per aiutarsi nello slancio.

Tutti i salti vengono eseguiti all'indietro rispetto alla direzione in cui si pattina e l‘atterraggio avviene anche nello stesso modo. L‘unica eccezione è rappresentata dal salto Axel che viene eseguito in avanti, anche se l‘atterraggio è comunque all'indietro.
Un aspetto di cui tener conto è il senso di rotazione: i pattinatori destri ruotano in senso antiorario, e atterreranno perciò sul piede destro, mentre gli atleti mancini in senso orario, concludendo il salto su un filo esterno sinistro indietro.
La posizione in aria, inoltre, è identica per tutti i salti: l'atleta tiene la gamba sinistra sopra la destra e le braccia raccolte all'altezza del costato (senso di rotazione antiorario). Questa è la posizione migliore per ottenere equilibrio e velocità di rotazione, anche se la posizione delle braccia può variare nelle diverse scuole.

Spesso, durante i commenti delle gare di pattinaggio, si sente dire “il salto non è pulito”. Ciò significa che la rotazione del salto non è stata compiuta in modo completo. Per capire meglio cosa significa immaginiamo di avere davanti a noi un orologio: idealmente l‘atterraggio di un salto è sulle ore 12 o al massimo 5 minuti dopo.
A seconda delle rotazioni i salti vengono definiti semplici, doppi o tripli. Qui di nuovo l‘Axel rappresenta un‘eccezione, perché siccome viene eseguito in avanti, si compone di una mezza rotazione in più. Così si parla di Axel semplice in caso di una rotazione e mezza, di doppio Axel in caso di due rotazioni e mezza e di triplo Axel in presenza di tre rotazioni e mezza. I salti di livello più alto sono ovviamente quelli composti da più rotazioni, nella fattispecie i tripli. Gli atleti maschi ai più alti livelli mondiali riescono addirittura ad eseguire uno o due salti quadrupli.

La danza sul ghiaccio

Dal 1952 l'International Skating Union ha inserito questa disciplina nel programma ufficiale dei Campionati mondiali di pattinaggio di figura e nel 1976 ai Giochi olimpici invernali di Innsbruck è divenuto sport olimpico.
La danza su ghiaccio deriva dalla danza sportiva praticata nelle sale da ballo. Componenti fondamentali della disciplina sono la coppia, composta da un uomo e una donna, la musica, il ritmo e lo spettacolo.
Anche nella danza su ghiaccio le competizioni si svolgono su due prove:lo short program e il free program. Nella prima prova i pattinatori devono eseguire una parte obbligatoria decisa dall'ISU prima dell'inizio della stagione. Anche nella seconda prova gli skaters devono seguire delle linee guida, per esempio l'esecuzione di sequenze di passi, twizzle e sollevamenti, ma viene messa maggiormente in risalto la coreografia e il piacere della danza. È la specialità meno acrobatica del pattinaggio artistico, in quanto non sono consentiti né sollevamenti nei quali si solleva la donna oltre la linea delle spalle dell'uomo, né salti.

I danzatori prima di ogni competizione, devono presentare un programma, a cui vengono associati dei livelli di difficoltà.Tale programma è composto da diversi balli: quelli obbligatori decisi dalla federazione internazionale nel programma tecnico stilato per ogni stagione sportiva, altri originali e liberi che, comunque, devono presentare alcuni elementi tecnici.

Dopo l'esecuzione i balli sono valutati dai giudici che assegnano un punteggio in base a tre differenti componenti: "Skating skills"Performance and executionTiming and interpretation of the music.

Lo Skating skills riguarda principalmente la qualità della pattinata, la scivolata, la velocità e il piegamento di ginocchia e caviglia; la Performance and execution concerne la qualità delle posizioni, la precisione di esecuzione dei movimenti, il portamento e la flessibilità; il Timing and interpretation of the music si riferisce invece al senso musicale dell'atleta, ossia alla sia capacità di muoversi in conformità col ritmo e il carattere della musica e l'interpretazione della pezzo musicale.

Pattinaggio di velocità su ghiaccio

I Clap skate (dall'olandese klapschaats) contrariamente ai pattini tradizionali, dove la lama è fissata allo scarponcino, hanno la lama attaccata solo tramite un cardine posto sulla parte anteriore della suola. Oggi tutti i pattinatori di alto livello li utilizzano.
Nel pattinaggio di velocità  gli atleti devono percorrere una determinata distanza sul ghiaccio nel minor tempo possibile. Il pattinaggio di velocità ha le sue origini nei Paesi Bassi e figura nel programma dei Giochi olimpici invernali. Lo sport è stato rivoluzionato negli anni 1990, con l'introduzione del clap skate, che può ridurre i tempi sul giro di secondi. L'International Skating Union organizza il campionato del mondo di pattinaggio di velocità dal 1893.

Le specialità della velocità

Le competizioni ufficiali si disputano sulle distanze di 500, 1000, 1500, 5000 e 10.000 m per gli uomini; per le donne le distanze sono sostanzialmente le stesse con l'eccezione dei 5000 che diventano 3000 mentre ila distanza dei 10.000 viene ridotta a 5000 m.
E’ previsto anche l'inseguimento a squadre, sia maschile sia femminile. In questo tipo di gara ciascuna squadra è composta da tre atleti che si sfidano in gare eliminatorie per giungere poi alla finale.Altre due modalità di gara sono l'all-around e lo sprint. Il primo raggruppa quattro prove in due giorni: 500, 1500, 5000 e 10.000 in campo maschile e 500, 1500, 3000 e 5000 in campo femminile. In ogni prova tutti i tempi vengono ricalcolati sui 500 m così ad es. sui 1500 m il tempo viene diviso per tre, nei 3000 per sei e così via. Vince l'atleta che realizza il tempo totale più basso.
Lo sprint contempla le due prove più veloci: 500 e 1000 m.
Nelle Olimpiadi appena trascorse ha fatto il suo debutto anche la specialità della mass start: la gara si sviluppa su 16 tornate ( 6400 m) con partenza di gruppo, tre sprint intermedi ( nel quarto, ottavo e dodicesimo giro) e volata finale. Vincitore è chi totalizza più punti nelle varie fasi.

La gara

Il pattinaggio di velocità si pratica attualmente su ovali all'aperto o al coperto, spesso con ghiaccio artificiale. Per i Giochi Olimpici le regole richiedono un ovale al coperto.Una pista regolamentare deve essere lunga 400 m con i due rettilinei che misurano 111,98 m. di lunghezza. Le curve hanno un raggio di 25–26 m sulla corsia interna, e ogni corsia è larga 4–5 m. Il traguardo è posto sempre nella stessa posizione, mentre varia la posizione della linea di partenza in funzione della distanza su cui si svolge la competizione.
Piste con altre lunghezze, come 200 o 250 m, vengono utilizzate come piste da allenamento o per competizioni locali.
Nelle gare individuali si affrontano due concorrenti in due corsie. I pattinatori indossano una fascia sul braccio per identificare in quale corsia sono partiti. I colori sono il bianco per la corsia interna e il rosso per la corsia esterna. Sul rettilineo opposto al traguardo i pattinatori si scambiano la corsia in modo da coprire la stessa distanza ad ogni giro.Chi pattina all'esterno ha la precedenza.
Gli atleti utilizzano i clap skate la cui lamina è lunga tra i 42 e i 46 cm ed ha uno spessore di 1 mm. Indossano inoltre speciali tute intere, comprensive di cappuccio, al fine di ridurre la resistenza all'aria.
Le velocità che gli atleti raggiungono nelle gare delle Olimpiadi invernali sono molto più alte di quelle delle gare di atletica o di ciclismo delle Olimpiadi estive e rappresentano le velocità massime che si possano raggiungere in uno sport senza ricorrere a una propulsione a motore. Pensiamo allo slittino o allo skeleton.
Anche i pattinatori su ghiaccio, però, non scherzano: nel loro caso la potenza è data dalla sola spinta dei muscoli. Il record? Lo statunitense Shani Davis nel 2009 a Salt Lake City stabilì il primato del mondo nella gara dei 1000 metri pattinando a 54,2 km/h di media. Una velocità notevole, se si pensa che la pista costringe a rallentare in curva. Usain Bolt nei 100 metri ha raggiunto la media di 37,57 km/h.

Short Track

In questa specialità basata sulla velocità i pattinatori (solitamente da 3 a 9 a seconda della gara) pattinano contemporaneamente su una breve pista al coperto lunga 111,12 m. Lo short track è uno degli sport del programma dei Giochi olimpici invernali dal 1992 e le distanze ufficiali che si corrono durante tutto l'arco di una gara sono: 500 m, 1000 m, 1500 m individuali sia per le donne che per gli uomini; le staffette vengono corse su distanze di 3000 m per le gare femminili e di 5000 m per quelle maschili.

Lo Short Track nasce dalle gare di pattinaggio di velocità con partenza in massa. Questa forma di pattinaggio era praticata soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, e si contrapponeva alla forma internazionale, dove i pattinatori gareggiano a coppie. Nel 1967 l'International Skating Union (ISU) adottò lo short track, anche se si dovette aspettare fino al 1976 per i primi eventi internazionali. I campionati del mondo di questo sport si disputano dal 1980 a Milano (anche se già competizioni precedenti ricevettero tale titolo). Nel 1992 lo short track divenne sport olimpico  a tutti gli effetti.
Il Canada è stato a lungo il paese dominante in questo sport, che però attualmente è molto popolare in molte nazioni asiatiche, soprattutto Corea del Sud, Repubblica Popolare Cinese e Giappone.
Grazie al suo carattere spettacolare, lo short track ha acquisito più popolarità rispetto al pattinaggio di velocità su pista lunga.

A differenza del pattinaggio su pista lunga (oltre alla pista più corta che prevede curve più strette) non esistono le corsie, cosa che permette contatti tra gli atleti. La tipologia di gara, simile a quella delle distanze corte dell'atletica, prevede una divisione degli atleti in batterie. Gli atleti di ogni batteria corrono la relativa distanza e i primi a tagliare la linea del traguardo (i primi 2 nei 500 m e nei 1000 m oppure i primi 3 nei 1500 m) passano al turno successivo fino ad arrivare alla finale. I frequenti  contatti portano molto spesso a cadute e squalifiche, che possono quindi alterare i piazzamenti ottenuti.
Perfetta illustrazione di questa caratterista fu la vicenda dell'australiano Steven Bradbury: dopo aver vinto la sua batteria, ai quarti di finale giunge terzo dietro i favoriti Apolo Ohno e Marc Gagnon, ma la squalifica del secondo gli apre le porte della semifinale. In quella competizione le varie cadute e la squalifica di un altro avversario consegnano a Bradbury un inaspettato lasciapassare per la finale A che assegna le medaglie. Fino all'ultimo giro Bradbury si ritrova in netto ritardo rispetto agli altri quattro pattinatori ma all'ultima curva l'atleta cinese cade nel tentativo di sorpassare lo statunitense il quale perde l'equilibrio e trascina con sé anche il canadese e il coreano. Bradbury così conquista l'oro con il tempo di 1'29"109, il primo titolo olimpico invernale per un atleta dell'emisfero australe.

L'allenamento

Il pattinaggio su ghiaccio è uno sport aerobico, se praticato a basso impegno, senza grande sforzo fisico. Diventa anaerobico nella sua componente agonistica. Nel pattinaggio di velocità conta di più la potenza muscolare rapportata al peso corporeo dell’atleta. Nel pattinaggio artistico è richiesta una buona tecnica di base che si raggiunge dopo molti anni di sacrificio e scrupolosa applicazione.
Per la velocità, la preparazione ricalca quella delle discipline di velocità nell'atletica. E’ fondamentale migliorare la potenza muscolare, la resistenza respiratoria, l’elasticità nello scatto per far fronte allo sforzo, breve ma intenso, di tipo anaerobico. In quello artistico è fondamentale invece l’allenamento tecnico, in quanto l’atleta deve sviluppare una coordinazione neuromuscolare che gli consenta la perfetta esecuzione delle figure. Sono ovviamente importanti le doti artistiche ed espressive.In entrambe le discipline comunque allenare i muscoli delle gambe è essenziale.
I benefici
Si riscontrano soprattutto sugli apparati cardiocircolatorio, respiratorio e muscolare. Vediamo quali sono in dettaglio.
Fa bene ai muscoli. Pattinare per un paio d’ore al giorno ha effetti benefici sul tono muscolare delle gambe e delle braccia. Ciò è dovuto al movimento continuo esercitato dalle gambe per spostarsi sulla pista. Nella fase di avanzamento e spinta, in particolare, tonifica la muscolatura dei glutei. Lavorano anche i muscoli delle braccia, impegnati nel mantenere un corretto equilibrio del corpo rispetto alla pista.
Fa bene al cuore. Praticato a lungo, il pattinaggio è in grado di abbassare la frequenza cardiaca, cioè il numero dei battiti del cuore, aumentando – nel contempo – la quantità di sangue inviata in circolo ad ogni contrazione del muscolo cardiaco. A bassa intensità di sforzo, stimola la capacità del cuore di pompare sangue nei vasi e in circolo, irrorando i tessuti.
Stimola la circolazione venosa. Accompagnato al lavoro di contrazione muscolare alternato di braccia e gambe, anche il cuore si contrae funzionando da pompa sulla circolazione periferica: stimola così il ritorno del sangue venoso, evitando la formazione delle fastidiose varici.
Previene la cellulite. Il miglioramento della circolazione sanguigna si ripercuote anche sui vasi capillari e su quelli linfatici, evitando la formazione della cellulite o migliorando il ristagno di liquidi nei tessuti nelle donne predisposte.
Migliora la respirazione. Sia quella complessiva sia quella dei singoli atti respiratori, abituando l’organismo a ridurre ed annullare i respiri corti ed affannosi. Migliora inoltre il ritmo respiratorio.
Fa dimagrire. La quantità di lavoro svolta in questo sport aiuta a bruciare grassi, a patto di seguire già da prima un’alimentazione corretta e senza eccessi.

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