Marcello Miani racconta il canottaggio dall'acqua allo SKILLROW

Tanta passione e tanta autostima: questo trasmettono le  parole del campione Marcello Miani mentre racconta come la sua lunga esperienza nel canottaggio abbia contribuito alla nascita di SKILLROW.

In questo articolo scopriremo perché Marcello ha fatto del canottaggio la sua ragione di vita fino ad ottenere un Palmares decisamente degno di nota. La  vogata basata sulla tecnica gambe-schiena-braccia risulterà più familiare, così come lo saranno le varie specialità del canottaggio. Approfondiremo le motivazioni della sua collaborazione con TECHNOGYM nella creazione del remoergometro SKILLROW.  Ma soprattutto  rimarremo affascinati dai valori del canottaggio e la sua metafora della vita.

Il canottaggio: un amore da sempre

Ravennate di San Pietro in Vincoli, 71 Kg, Marcello è un peso leggero specialista del due di coppia. Spiega che la media del peso in barca dei due atleti non deve superare i 70 Kg.

...e  credetemi,  mantenere questo peso per 1,83 mt di altezza, non è sempre stato così facile! Diete a parte, anche solo vedere altri atleti mangiare prima delle gare e doverti limitare una fetta biscottata con la marmellata perché sei al limite massimo consentito, magari rinunciando anche a bere della semplice acqua, è solo uno dei sacrifici a cui si è sottoposti quando si vuole remare. Non aver mai potuto fare delle vacanze estive di riposo o di viaggio con gli amici, ecco un’altra privazione per niente banale.

Per  questa eccellenza italiana, romagnola doc,  il canottaggio è una scuola, uno stile di vita, un amore.

Un amore nato all’età di 12 anni, quasi per caso.

Un giorno d’estate del 1996, suo padre lo porta alla Canottieri Ravenna, per procurargli  un  impegno sportivo alternativo alla pallacanestro. Quindi solo perché il nonno era uno dei soci dell'associazione di canottaggio, Marcello si ritrova a remare e ad innamorarsi per sempre di questa disciplina.

Il feeling con questo sport è immediato, vogare gli viene naturale. Da subito il tocco e la sensibilità gli sono amiche. Il canottaggio da semplice attività sportiva estiva al termine della stagione di basket, diventa una ragione di vita.

Il canottaggio di Miani: soddisfazioni, delusioni, rivincite

Una volta abbandonato definitivamente il basket ed iniziato a concentrarsi solamente sul canottaggio, Marcello raccoglie successi uno dopo l’altro. Dal 2001 si susseguono per lui diverse vittorie a livello italiano, europeo e mondiale. Nel 2004 è campione del mondo nel 4 di coppia.

Fa suo il titolo italiano ininterrottamente dal 2004 al 2007.

Nel 2010 vince il titolo mondiale nel Singolo Pesi Leggeri a Lake Karapiro (Nuova Zelanda).

L'anno dopo è la volta di un argento nel 4 senza, pesi leggeri nel Campionato del mondo a Bled in Slovenia. Mentre l'oro arriva di nuovo  nella stessa specialità ai Campionati europei.

Tante soddisfazioni in 10 anni. Eppure le “bastonate” arrivano anche per un campione dello spessore di Miani. Il 2012 sicuramente non se lo era immaginato così: quel podio mancato alle Olimpiadi di Londra brucia ancora oggi.

Dopo un anno sabbatico, Marcello ricomincia a gareggiare ed è secondo agli Europei, ma deve smettere di allenarsi per un mese e mezzo a causa di una brutta polmonite. Questa paradossalmente la sua “fortuna”. Nel 2014 infatti, più riposato e sempre più determinato, ottiene la sua rivincita: diventa campione del mondo stabilendo il nuovo record per la specialità del singolo pesi leggeri, ancora oggi imbattuto.

Cosa mi ha permesso di andare avanti e di continuare a vincere dopo una delusione così forte? Sono un romagnolo doc. Sono convinto delle mie capacità e vado avanti a testa bassa. Esattamente come quella volta, quando ho preteso di salire sul doppio, non accettando di gareggiare per il 4 senza a cui ero stato destinato ed ho vinto.

La voga: una vera e propria danza sull'acqua

Precisione, tecnica, ritmo, stile, forza: tutte le caratteristiche della vogata che richiamano quelle di un balletto. Ed infatti non a caso Giampiero Galeazzi, famoso telecronista sportivo nonché ex-canottiere, affermava che:

Nel canottaggio bisogna essere un po’ ballerine e un po’ boscaioli .

A volte l'acqua va assecondata, a volte tagliata, ma in entrambi i casi occorre sempre grande sensibilità ed una estrema determinazione.
Miani sottolinea quanto imparare il corretto gesto tecnico non sia semplice. I principianti devono impararlo un passo alla volta, anche con il rischio di non divertirsi troppo inizialmente, seguiti da un trainer esperto. Per i più evoluti, per i quali i movimenti siano ormai automatici, ci sono due ulteriori difficoltà: valutarli correttamente e saperli adattare alle diverse condizioni variabili: vento, onde, variazioni di ritmo, equipaggi diversi, compagni di voga diversi.

 

Si perché se remare da soli è complesso, farlo bene in due è il risultato soprattutto di una forte intesa. La vogata di coppia è quella tecnicamente più difficile: la perfetta sintonia non si avvale di scambi di gesti, parole, messaggi, ma solo di sensazioni comuni, del “sapere quello che si deve fare e come farlo”.

Con il compagno devi persino imparare a parlare e respirare in sincronia.

Non ci sono regole precise anche se questa capacità si può sviluppare attraverso delle tecniche. E’ una complicità quasi naturale, difficile da ridurre a schemi. E’ così e basta, conclude Miani.

 

Gambe, Schiena, Braccia

Gambe, Schiena e Braccia: più che una tecnica, quasi un mantra che Miani non smette di ripetere quando mostra la sua elegante remata su uno SKILLROW ad un pubblico interessato e partecipe.

 

 

Marcello spiega che gli equipaggi da battere, a parte quelli italiani, provengono della Nuova Zelanda,  Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Francia, Australia. Tuttavia col passare degli anni alcuni di questi equipaggi si sono avvicinati molto come stile a quello italiano, visti i suoi risultati nel corso degli anni.

 

WELLNESS & MORE

Le imbarcazioni a remi sono mosse da una forza propulsiva discontinua fornita dal movimento alternato dei remi (fase in acqua, passata e fase aerea e ripresa).  Ecco alcune caratteristiche che sono comuni sia nella voga di coppia che nella voga di punta:

  • Contenimento delle forze negative in attacco. Si ottiene effettuando una ripresa con movimento uniforme e concludendola con una entrata rapida ed una immediata presa d'acqua con la pala.
  • Posizione dei lombi durante le varie fasi del ciclo di voga. Una corretta esecuzione richiede di mantenere una posizione eretta del busto per mezzo di un'adeguata tensione muscolare della fascia lombare.
  • Utilizzo progressivo dei distretti muscolari durante la passata. Sono diversi i gruppi muscolari ingaggiati per permettere la corretta sequenza: entrata, spinta delle gambe, lo spostamento del busto e chiusura delle braccia, poi il movimento di uscita e la preparazione del busto verso poppa. Infine l'avanzamento del carrello ed entrata in acqua delle pale.
  • Posizione del corpo in finale, in cui le spalle e le braccia chiudono la palata, con il peso del corpo dietro il remo, per ottenere un effetto massimo nel finale della palata.
  • Ritmo e fluidità del ciclo di voga: le varie fasi di voga devono essere continue e collegate tra loro,  senza soluzione di continuità tra ripresa e passata. 

Tecnica canottaggio raccontata a Technogym

Come nasce la collaborazione con Technogym

Avevo il morale sotto i tacchi. Per soli 2 decimi avevo perso il podio. Non era facile affrontare questa grande delusione.

Nel 2016  per soli 22 centesimi,  Marcello Miani ed il suo compagno nel 2 senza, pesi leggeri, Andrea Micheletti,  mancano l’accesso alla finale olimpica di Rio. E chiudono solo al quarto posto, preceduti da Sudafrica, Norvegia e Polonia.

In seguito a questa bruciante sconfitta Marcello ritrova una grande forza quando viene coinvolto in un nuovo importante progetto.

Technogym lo chiama a collaborare alla creazione e allo sviluppo del suo SKILLROW. Si sa, i veri campioni reagiscono alle sconfitte con nuove sfide e nuovi progetti.

Il canottaggio è uno sport tecnicamente esigente che richiede un miglioramento continuo delle proprie capacità di remata con l’obiettivo di realizzare un ciclo di voga armonico.

Questa particolare attenzione al dettaglio e continua ricerca al perfezionamento tecnologico sono i fattori che portano Marcello ad incontrarsi col mondo Technogym.

Così nasce SKILLROW

Grazie a questi valori comuni all'azienda romagnola, Marcello diventa contributore attivo nello sviluppo di SKILLROW.  Fin dall'inizio supporta Technogym “sporcandosi le mani” apportando continui perfezionamenti al prodotto. Grazie alla sua estrema sensibilità ed attenzione al dettaglio è possibile offrire ad un’esperienza di allenamento indoor con un remo-ergometro una sensazione unica di vogata in acqua (AQUAFEEL).

 

SKILLROW e l'AQUAFEEL

Skillrow è il primo vogatore indoor che ricrea una perfetta simulazione della vogata in acqua con l’Aquafeel. La resistenza è graduale per una maggiore fluidità lungo tutto l'arco di movimento e senza contraccolpi sulla parte inferiore della schiena.

Inoltre con la Multidrive Technology di Skillrow decidi tu cosa allenare: la potenza o la capacità aerobica. Basta regolare il livello di resistenza andando ad agire o meno su quella data naturalmente dall’aria.

SKillrow-Technogym

Grazie alla Skillrow App si accede ad un'esperienza digitale più motivante, con un timoniere virtuale sempre a disposizione. L'applicazione aiuta a monitorare e tenere traccia dei propri risultati, e ottenere in tempo reale feedback sulle metriche di allenamento, per migliorare le prestazioni e sfidare gli amici in vere e proprie challenge.  Skillrow infatti è anche sfide, coinvolgimento e connettività: all’interno di una Skillrow Class i partecipanti hanno l'opportunità di vogare tutti insieme in perfetta sincronia come un vero equipaggio, seguendo il ritmo impostato e monitorando i dati corporei. Mentre i membri continuano a perseguire i loro obiettivi individuali, la Skillrow Class li rende uniti nella competizione, dando continui stimoli ad ogni team.

Le specialità del canottaggio

Le imbarcazioni utilizzate nel canottaggio hanno una forma molto affusolata in modo da ridurre la resistenza dell’acqua; i vogatori prendono posto su seggiolini, detti carrelli, che possono essere mobili, scorrevoli o fissi orientati verso poppa (ricordiamo che la poppa è la parte posteriore di un’imbarcazione, mentre con il termine prua, o meno modernamente, prora, si indica l’estremità anteriore).

Disciplina olimpica (ha fatto la sua prima comparsa ai giochi olimpici svoltisi a Parigi nel 1900),  può essere disputato come singolo oppure può coinvolgere più elementi (2, 4 oppure 8); a seconda del numero dei soggetti che compongono l’equipaggio, vi sono, ovviamente, differenze fra le imbarcazioni utilizzate.

 

WELLNESS WALL

I campionati del mondo si disputano gare di canottaggio per i seguenti equipaggi (maschili e femminili):

  • singolo(1x) (maschile e femminile
  • due di coppia(2x) (maschile e femminile)
  • due senza(2-) (maschile e femminile)
  • due con (2+) (maschile)
  • quattro di coppia(4x) (maschile e femminile)
  • quattro senza(4-) (maschile e femminile)
  • quattro con(4+) (maschile)
  • otto(8+) (maschile e femminile).

Nel Due di coppia, l'imbarcazione è lunga 10,5 m e gli atleti impugnano due remi (come nel singolo e nel quattro di coppia).

Infine il due senza (abbreviato 2-) è un'imbarcazione del canottaggio di punta, cioè ogni vogatore dispone di un remo, e rappresenta una delle specialità più difficili del canottaggio e richiede grande possesso della tecnica di voga nonché una buona applicazione delle qualità fisiologiche nella palata.

Mentre il due con (abbreviato 2+)  è il nome che si dà a un tipo di imbarcazione utilizzata per praticare canottaggio su una barca su cui si voga in due atleti (detti rispettivamente capovoga e prodiere), con un timoniere. Scarsamente utilizzato e non è più riconosciuto dalla FISA come gara olimpica, mentre è ancora mantenuta i campionati del mondo.

Autostima e schiettezza, il canottaggio è soprattutto questo/h3>

Il più grande beneficio del canottaggio? Potrei rispondere:  il contatto con la natura, l’aria aperta, la sensazione di fluidità e di pace che offre lo scorrere della barca in acqua. Ma anche l'incremento della duttilità motoria, la capacità di coordinazione e il senso dell’equilibrio dinamico. Ecco a parte tutto questo, il canottaggio procura, a mio parere, una grande autostima. Noi canottieri andiamo avanti guardando indietro.

Andare avanti guardando indietro, senza dimenticare quello che è stato, lasciandosi alle spalle l’acqua passata per affrontare la nuova, senza neppure visualizzare la meta se non nella mente. Perseguire l'obiettivo avvalendosi dell’insegnamento che l’acqua passata ha appena regalato. Questo rafforza l'autostima.

Sin da ragazzino gli allenamenti sono quotidiani, duri e faticosi al punto che Marcello ne esce sempre più fortificato e sicuro di se. Non si spaventa davanti agli esami scolastici, a situazioni o persone difficili. Fin da piccolo riesce in tutte le cose in cui si cimenta.

La preparazione atletica richiede tanta disciplina e concentrazione.  Non è un caso che le associazioni Canottieri ottengano grandi risultati anche sui ragazzi più ingestibili. Spesso quelli più abituati alla vita di strada e destinati alla delinquenza, sono gli stessi che, dopo essersi dedicati al canottaggio, non torneranno più a delinquere.

Chi ha vogato con continuità difficilmente si "perde per strada", perché deve trovare un equilibrio con se stesso se vuole andare avanti.

Quando senti che la barca cade di lato, non la contrastare. Assecondala... Perché nella resa lasciamo che le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente. E’ in quel momento che il nostro colpo in acqua ci riporta in equilibrio...
Nel canottaggio quello che conta non è essere alti, ma all'altezza.
Giuseppe Lamanna

La metafora della voga, un modo di vivere

La metafora vale anche se l'applichiamo alla tecnica di voga in particolare.

La Passata, ossia la seconda delle 4 fasi che si ripetono nella remata, è la sua fase propulsiva.  Ha inizio quando la pala del remo è completamente immersa e rappresenta anche la fase conclusiva della ripresa.  L’applicazione controllata delle forze durante la passata ed una ripresa effettuata con leggerezza sul carrello, sono le premesse per un ciclo di voga fluido e per un corretto scorrimento dell’imbarcazione.

Un pò come la vita che esige un equilibrio perfetto tra forza e leggerezza, tra lo spingere ed il lasciare andare, tra propulsione in avanti e lo sguardo figlio dell'esperienza passata.

La remata quindi non è semplicemente una "passata in acqua", ma una vera spinta per far avanzare la barca.

Noi aggiungiamo che oltre al senso di sicurezza, ascoltare Miani che parla della sua esperienza nel canottaggio offre una sensazione di schiettezza, di trasparenza, di verità.

Forse perché in barca non ci si nasconde. La barca ti scopre se non sei schietto e vero.

E Marcello schietto e sicuro lo è.

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