La forza del team

di Paolo Bettini, per MyCycling

Lavorare in squadra, non è semplice né scontato. Soprattutto in discipline individuali, dove –solamente- all’apparenza il vincitore è il singolo individuo.
Da sempre anche nel ciclismo su strada la squadra assume una rilevanza primaria, non eiste vincitore senza il supporto di una squadra.
Le gare ciclistiche sono sempre più lunghe e sfidanti per il fisico di professionisti e amatori, le gare a tappe coinvolgono i ciclisti per più giorni consecutivi, sarebbe impossibile mantenere performance alte per così tanti giorni senza una strategia di squadra.
Paolo "il grillo" Bettini, toscano, cresciuto in una frazione in provincia di Livorno, lo sa bene. Ha sempre nutrito la passione per la bicicletta, ereditando questa grande passione dal padre Giuliano. A soli 23 anni diventa un professionista e ha preso parte alla squadra MG Maglificio-Technogym, e tre anni dopo ha vinto la sua prima gara alla Liege-Bastone-Liege.
Commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo su strada dal 2010 al 2013, si dedica oggi alla promozione del movimento ciclistico e collabora con Technogym alla realizzazione e al miglioramento continuo degli equipment per l’allenamento. Come MYCYCLING, il primo smart trainer per professionisti e appassionati.

Paolo Bettini partecipa insieme a Technogym alla Bike Academy, in una location del tutto suggestiva, quasi fuori dal tempo: Borgo Egnazia, nel cuore della Puglia.

Technogym Bike Academy a Borgo Egnazia: come è nata l'idea?

La mia vita è stata imperniata tutta sul lavorare di squadra. Lavorare in gruppo pertanto è l’obiettivo di questa Technogym Academy: trasferire quella che è stata l’esperienza fatta sul campo e stimolarli anche a comportarsi non da individualisti ma a mettere la propria individualità al servizio del gruppo.
Partire arrivare tutti insieme, qui non siamo a fare competizione pertanto lo spirito è quello di divertirsi di stare insieme ma sicuramente di acquisire nozioni per poi tornare a casa, metterle in pratica migliorare e crescere.

Quanto di te e della tua tecnica sei riuscito a trasmettere ai partecipanti? Su cosa ti sei concentrato?

Un ciclista pedala in due modi: a stantuffo o rotondo.
pedalling team
A stantuffo significa che applica la forza prima sul piede destro poi sul sinistro. Pedalare rotondo significa utilizzare contemporaneamente sia destro che sinistro, spingendo da una parte e tirando dall’altra in maniera continua. Tutto questo tipo di attività per migliorare la rotondità di pedalata, la simmetria, la stabilità in bici e quant’altro si ottimizzano molto lavorando indoor.

Credi che MYCYCLING sia la soluzione completa per questo tipo di allenamento indoor?

Nel pensare il MYCYCLING si è ragionato su tutti questi piccoli particolari che sembrano piccoli ma che poi sono fondamentali per economizzare e ottimizzare il gesto atletico.
Si lavora più velocemente, si lavora in maniera più scientifica e mirata. Se io decido indoor di fare quel tipo di allenamento io riesco a farlo perfetto. È un po’ come mettersi nelle mani di un personal trainer che in palestra ti guarda e ti corregge il gesto, se uno lo fa da solo magari lo sbaglia. Con le attrezzature indoor, guidati dal prodotto si riesce a lavorare in maniera precisa, scientifica senza disperdere energie e tempo.
Quello che fa il MYCYCLING che altri prodotti non fanno è dare un’indicazione immediata mentre uno pedala se va in appoggio più a destra o a sinistra, se uno è tutto storto da una parte glielo indica, e l’atleta che sta pedalando cerca di compensare tenendo questo famoso ago nel range ottimale: nell'arco verde.

È un allenamento immediato, intuitivo e uno si rende subito conto se pedala storto o no.

Com'è nata la tua collaborazione con Technogym?

La vita è strana, io passo professionista nel 1997 con quella che era l’MG Technogym. Pertanto involontariamente questo primo incontro con quest’azienda leader mondiale nel settore del wellness.
Anni dopo Technogym riguarda ancora al mondo del ciclismo, dopo una pausa di diversi anni, e mi contatta per trasferire quella che è stata nel frattempo la mia carriera, la mia esperienza al prodotto che avevano in mente.

E come consideri l'esperienza?

L’esperienza veramente bella è partire da un’idea, da un disegno, e vedere mesi dopo il prodotto finito. Testarlo e provarlo è stato sicuramente molto molto gratificante. Anche emozionante, sono sincero. È veramente un’esperienza che mi rimarrà dentro, perché quando vedo il prodotto in giro, lo sento molto mio.
La parte bella del lavoro, quella che veramente mi ha entusiasmato e quella che mi è piaciuta di più... siamo stati team.
Si parlava prima del team e non siamo stati da meno. Un’idea, metterla là, e vedere 20 giorni dopo che i ragazzi l’avevano realizzata, e mi chiedevano: “è così? È così che l’avevi pensata?
È Bello. Bello.
Quando il primo giorno è arrivato il mockup. Che era l’assemblaggio più o mento in plastica di quello che doveva uscire fuori. Guardandolo, ci siamo guardati tutti, e ho detto: “Beh questo funzionerà o non funzionerà, ma fa arredamento, in casa lo voglio.

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