Le regine dell'home fitness

Al giorno d’oggi la pinguedine è un po' come l’ignoranza: pur essendo ancora estremamente diffusa, non è più giustificabile. Abbiamo a disposizione talmente tanti mezzi per arricchire il nostro bagaglio culturale e prenderci più cura del corpo, come ad esempio col fitness, che risultare brutti fuori e poveri dentro non può che essere un insulto allo spirito di iniziativa.

Per ogni grillo che ci salta in testa, su internet c’è una guida, un corso personalizzato, un ebook in download gratuito o un canale video tematico. Paradossalmente il principale limite al progresso individuale è l’individuo stesso, quello pigro e accomodante che fatica ad abbandonare, anche solo con il pensiero, la propria comfort zone.

Dalla nostra, fortunatamente, abbiamo ancora una scusa prodigiosa: la mancanza di tempo, considerato l’imprinting di un sistema socio-relazionale frenetico e vorace che non prevede pause di defaticamento. Eppure, ad essere onesti, il tempo, che è certamente una risorsa limitata ed esauribile, non è più un problema reale. E non lo è nemmeno lo spazio, perché, attraverso la rete, viviamo immersi nell’etere e anche i luoghi fisici che attraversiamo si stanno ridefinendo in un’ottica multi-funzionale e pluri-espressiva. Pensiamo alla sala fitness in ufficio, alla libreria con lo spazio yoga, alla palestra co-working, al salone estetico integrato con lo studio del nutrizionista.

L’ibridazione fluida è il nuovo paradigma esistenziale del contemporaneo, e questa apparente schizofrenia è un’opportunità talmente seducente e densa di potenzialità che sarebbe un peccato resisterle. Per non confondersi nel mare magnum degli input e andare dritti alla meta, basta sapersi organizzare. Oggi come oggi, calendario alla mano e con il supporto dell’adeguato materiale interattivo, si può imparare una nuova lingua durante il tragitto casa-lavoro e si può ambire ad avere un addominale six pack semplicemente puntando la sveglia con quindici minuti di anticipo sull’ordinaria tabella di marcia. Resilienza e tenacia però, purtroppo, non si scaricano dalla rete; e restano il presupposto indispensabile per ogni percorso di formazione efficace.

Essere Jane Fonda

Trasformarsi nel proprio super-eroe e diventare motivo di orgoglio per sé stessi, a quanto pare, non è un obiettivo irraggiungibile. Se dovessimo individuare un testimonial “pop” degno di tale affermazione, potremmo ingaggiare Jane Fonda che, a 80 anni passati, non manca un’apparizione pubblica e non buca una lezione di aerobica. Liberale, femminista, eclettica, infaticabile: questa è Jane, donna alfa ante litteram che ha condizionato i sogni erotici di una generazione di uomini e ha insegnato alle baby boomers come essere sexy.

Una madre che è ossessiona con la figlia per essere magra, fare diete ed esercizio fisico non sarà probabilmente una buona madre. Jane Fonda

La sua carriera nel cinema è un lunghissimo elenco di collaborazioni illustri, dove il personaggio televisivo di Barbarella rappresenta la principale pietra miliare e, allo stesso tempo, lo spartiacque di un percorso artistico che l’ha consacrata a icona del tubo catodico. Stanca di essere semplicemente un sex symbol, negli anni ’80, Jane Fonda inizia a dedicarsi a tempo pieno all’aerobica. Nel 1982 rilascia il suo primo VHS per l’allenamento in casa e, nei 13 anni successivi, arrivano altri 21 video, per un totale di oltre 17 milioni di copie vendute. Il suo concept originale - il surrogato virtuale del personal trainer tra le mura domestiche - negli ultimi 30 anni, è stato riproposto da tanti, confermando la portata rivoluzionaria di un’invenzione che ha segnato un’epoca.

Dai videoregistratori dei salotti della borghesia americana, alla ragnatela del web: l’iconica Jane Fonda tuttora continua a produrre video tutorial per gli appassionati di fitness che preferiscono allenarsi in casa piuttosto che sudare in palestra; e, in una certa misura, resta unica e inimitabile, con la sua fisicità morbida e asciutta e il sorriso smagliante, che sono praticamente il suo inconfondibile marchio di fabbrica.

“Stay with me”, ripete ancora oggi, a intervalli regolari, tra una sgambata e uno slancio di braccia: restate con me, che sono l’influencer zero e conosco il fatto mio - sembra dirci. Come darle torto: Jane Fonda può sfidare chiunque nell’arte di invecchiare con stile, eleganza e grande prestanza fisica.

Fitness influencer

“Il successo è la copia” diceva Coco Chanel; e chi non ha la memoria corta non può che pensare a lei, Jane Fonda, nel lanciare sullo smartphone l’app per il circuito di allenamento quotidiano. I dati relativi ai download parlano chiaro: un numero sempre più ampio di persone cura la propria forma fisica in maniera del tutto indipendente, correndo rischi spesso sottovalutati. Come crampi persistenti, contratture muscolari, stiramenti e danni alle articolazioni, dal lato fisico; o carenze alimentari, qualora non si presti la dovuta attenzione alla dieta e all’indispensabile balance tra workout e tempi di recupero.

Informatici e sviluppatori sono sempre più consapevoli di avere in mano un pericoloso super potere: quello di trasformare l’utente base in un mostro scriteriato, vittima degli stessi strumenti che in teoria avrebbero dovuto migliorargli l’esistenza. Per questo le app più ricercate del momento sono quelle che offrono servizi integrati - come l’analisi dei parametri biometrici (peso, pressione, frequenza cardiaca) e circadiani (rapporto sonno-veglia) - e che elargiscono, contestualmente, preziosi suggerimenti sul regime alimentare più adeguato al programma di training cui si è iscritti.

Kayla Itsines, la millennials australiana regina del fitness, insegna: per farsi un fisico bestiale, proteine e super food sono fondamentali. Il suo account Instagram, seguito da 10 milioni di followers, è un tripudio di acai bowl con yogurt greco, frutti di bosco, e granola di mandorle, spaghetti di zucchina conditi con pomodorini, grana ed olio extravergine, mega frullati variopinti dai nomi esotici, tacos di mais con legumi, veggie cup, avocado toast, sushi, uova e panini integrali con burro di arachidi.

La sua app, nonostante i costi esorbitanti (20 euro per l’abbonamento mensile, e 120 per quello annuale) è il must-have di tutte le donne stanche del proprio corpo che si ispirano alla temperanza della fitness blogger, per sopravvivere al massacrante programma di allenamento BBG - Bikini Body Guide, basato su circuiti di resistance training e sessioni di attività aerobica leggera (LISS) e pesante (HIIT). Tre giorni a settimana di squat, addominali, flessioni e stretching performante per mezz’ora, intervallati con camminate a passo svelto, bicicletta e corsa con scatti. Bastano 12 settimane per constatarne l’efficacia: lo dimostrano le foto del prima e dopo condivise, tramite app, dalla community degli utenti registrati al programma.

Kayla è un modello positivo di body confidence che rende onore alla vocazione più onesta del fitness: il benessere.

Kayla Itsines è un modello positivo di body confidence che rende onore alla vocazione più onesta del fitness: il benessere. Tanto da proporsi in collaborazione con Sjana Elise Earp, che insegna come migliorare forza, flessibilità e postura con lo yoga; e Kelsey Wells che si occupa del recupero della forma fisica delle neo mamme. Fino a qui, tutto bene. Sudare con Kayla e le sue colleghe, sembra essere un’attività sana e senza controindicazioni. Quello che le donne non dicono però, è che sarebbe bene non cedere a soverchie illusioni. Per essere toniche e asciutte, longilinee e definite, tre mesi potrebbero non essere abbastanza. La motivazione fa tanto ma la genetica non è un’opinione. Tempo al tempo e i risultati arriveranno.

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