Influencer marketing e hotellerie

Nella società contemporanea il marketing ha avuto l'esigenza di reinventarsi, scoprendo opportunità interessanti in nuove figure, utili alla diffusione e promozione del proprio brand ovvero le personalità influenti meglio conosciute come influencer. Ad esempio, chi non ha mai sentito parlare di Chiara Ferragni: lei è appunto un'influencer, ovvero una persona dalle opinioni che contano. La sua ascesa al gotha degli opinion leader del fashion and luxury lifestyle inizia da un sito internet, The Blonde Salad, che giorno dopo giorno si propaga attraverso la ragnatela del world wide web. Chiara, attraverso il suo blog, si propone come ambasciatrice di stile, collaborando con prestigiosi brand di moda, cui offre una strategia pubblicitaria alternativa: l’influencer marketing.
In altre parole, un influencer sponsorizza i brand che lo sponsorizzano: la sponsorizzazione reciproca si traduce in moneta sonante per entrambi ovvero l’influencer guadagna in servizi e popolarità e i brand guadagnano in visibilità, che si concretizza nell'aumento dei clienti interessati all'acquisto dei loro prodotti. In questo circolo vizioso si esaurisce la sostanza dell’influencer marketing, che consiste nell'asservire la propria immagine a una strategia commerciale, per dimostrare quanto e come un prodotto possa diventare parte integrante del nostro lifestyle. Tutto si basa sulla logica del passaparola: il verbo del brand si diffonde dall'influencer ai followers che, per proprietà transitiva, dall'influencer passano al brand. I seguaci dell'influencer infatti, ne condividono il punto di vista ed assumono che la loro opinione abbia lo stesso grado di affidabilità del consiglio di un buon amico. E, per questo motivo, sono una risorsa preziosa e insostituibile per il brand.

L’influencer “umanizza” il marketing

Sebbene il loro contributo alla revenue aziendale non sia quantificabile con esattezza e nonostante sia una professione sfuggente, strettamente legata al libero arbitrio e alla personalità dell’influencer, l’imprenditoria contemporanea sembra non poterne più fare a meno: nell'era del consumo esperenziale, il marketing è costretto ad umanizzarsi e ad assumere strategie di comunicazione alternativa. Secondo una delle ultime ricerche svolte da Nielsen, circa l’80% dei consumatori valuta l’acquisto di un prodotto in relazione alla sua presenza sul web, orientando la scelta su beni e servizi recensiti e raccomandati dalla propria rete di contatti social: una rete che comprende amici, conoscenti e appunto influencers. Ne consegue che l’opinione di persone sconosciute conta almeno quanto quella dei propri cari anzi, probabilmente ha una salienza maggiore.
Per quanto riguarda il mondo dell'hotellerie The Private Suite, una realtà che si colloca a metà strada tra un tour operator e un leader dell'hospitality VIP all'interno dell'aeroporto di Los Angeles, è un corridoio di accesso privilegiato ai terminal per espletare le procedure di imbarco e di scalo in totale riservatezza, senza code all'accesso e senza la minaccia dei paparazzi. "Ci vogliono almeno 2200 passi dal sedile della tua auto a quello dell’aereo. Per i partner di The Private Suite ne bastano 70", recita il pay-off della compagnia, che nel video promozionale scorre in sovrimpressione alle immagini di gente accalcata al check in.
The Private Suite, oltre a emancipare i suoi members dalle code di imbarco, ha costruito, in una parte dedicata del terminal a ridosso delle piste di volo e fuori dallo scalo commerciale, una "new town" di strutture ricettive che fungono da sala d’attesa. In moduli abitativi di minimo 40 metri quadrati, il viaggiatore gode degli stessi comfort di una mini suite di albergo con letto, cucina accessoriata, bagno privato, nursery, area gioco e vista sulla pista di decollo. All'arrivo ogni ospite ha a disposizione un team di almeno 8 persone, che si occupano dei bagagli, dei controlli privati e del transfert al velivolo. Alcuni hotel e resort di lusso, come il Four Seasons, il Ritz-Carlton, il Waldorf Astoria Beverly Hills e il Montage Beverly Hills, si stanno già muovendo per ottenere delle convenzioni e delle partnership con The Private Suite, per fornire alla propria clientela un’esperienza di soggiorno integrata nell'ottica del "minimo sforzo, massima resa".

Influencer marketing per l’industria del turismo

Secondo dati Google, Instagram ha più di 800 milioni di utenti attivi su base mensile. E, a quanto pare, almeno il 40% dei turisti sceglie nuove mete di viaggio in relazione alle foto e alle stories che i propri contatti condividono sui social. Larga parte delle prenotazioni online, secondo un'analisi dell'InterContinental Hotel Group, arriva direttamente da lì. Molti utenti inoltre, utilizzano i servizi di chat e messaggistica interna alla community per ottenere informazioni di soggiorno e rivolgere domande agli operatori. Va da sé quanto una presenza internet ragionata sia indispensabile per ogni azienda che ambisca ad essere concorrenziale.
È scientificamente provato che l’immagine innesca una risposta emotiva estremamente più efficace delle parole; il cervello umano, inoltre, processa i contenuti visivi con maggiore rapidità e, considerando la straordinaria quantità di informazioni accessibili, progettare una buona strategia di storytelling visuale è essenziale in ogni piano di digital marketing. Per questo motivo l’industria del turismo delega buona parte del proprio investimento pubblicitario all'operato di travel blogger e hotel influencers, ovvero professionisti della comunicazione che, in virtù della popolarità virtuale acquisita, sono considerati dei punti di riferimento nel loro settore.
Il loro lavoro consiste principalmente nel viaggiare da un capo all'altro del mondo scattando foto accattivanti che gli albergatori intendono come cartoline promozionali dei servizi offerti in struttura. Ogni scatto è accompagnato da qualche hashtag significativo, che permette di raccogliere in una sorta di cloud semantico tutte le foto categorizzate sotto la stessa voce, ed è spesso accompagnato da un tag o un link al sito dell’hotel, per accedere direttamente al sistema di booking godendo di sconti e offerte speciali riservate ai followers.

Poter contare su questa forma di pubblicità accessoria massimizza le occasioni di profitto e abbatte i costi di comunicazione, in quanto è dimostrato che la sponsorizzazione via social moltiplica le conversioni. Lo Starwood Resort, il Marriot, l’Hilton e il Ritz Carlton sono le realtà più attive nell'influencer marketing hotellerie, strategia che si sta rivelando particolarmente efficace per attirare fasce di pubblico più giovani: i Millennials smartphone-dipendenti, quelli che, in poche parole, faranno girare l’economia del domani.

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