Meet me in the woods: il wellness è un bagno tra boschi e foreste

In Giappone è riconosciuto come una pratica di medicina preventiva da anni e oggi l’idea che fare lunghe passeggiate nei boschi abbia effetti positivi reali è pronta a farsi spazio anche in Occidente.
Qui la musica new age, le gambe incrociate in stile Yoga e i movimenti coordinati da disciplina meditativa non c’entrano niente. Qui si cammina, dentro a una foresta. Noi e la natura, gli alberi, i piccoli rumori del bosco, odore di terra, corteccia, erba, rugiada. Noi e i nostri passi dietro alla coda impaurita di una lucertola che scarta poco più in là, vibrazioni d’ali, lo scrocchio di legno e foglie che pare il respiro pesante di una fuga dal turbocapitalismo della città. Allucinazioni reali di una riconnessione con l’universo che in Giappone, da ormai 36 anni, chiamano Shinrin-Joku e che in tutto il mondo inizia a essere conosciuta come Forest Bathing. Un bagno nella foresta, un’immersione purificatrice per la popolazione di un Paese che per più del 90 per cento vive nelle metropoli.

Non un trend, ma una pratica di benessere preventiva

Era il 1982 quando la Japan Forest Agency coniò il termine di quella che oggi è considerata un’importante pratica di medicina preventiva a costo zero, con investimenti che superano i 10 milioni di dollari in ricerca negli ultimi dieci anni, studi accademici nelle università e design di offerte turistiche dedicate. Giusto per capire che in Giappone il Forest Bathing è molto di più di un trend wellness, con una mappatura di 62 boschi stilata dalla Forest Therapy Society. Hokkaido, Tohoku, Kanto, Horukiku-Koshinetsu, Tokai, Kansai, Chugoku, Shikoku, Kyusyu, Okinawa: sono le dieci prefetture che ospitano percorsi terapeutici fai da te o seguiti da istruttori qualificati.
Camminare, respirare, osservare, toccare, annusare, senza una fitness smartband al polso per registrare passi e calorie bruciate. Pensando soltanto al nostro corpo come parte della natura che è in grado di auto-rigenerarsi. In controtendenza con il tabellario farmaceutico che a qualsiasi sintomo fa corrispondere una sostanza chimica per la cura, con il Forest Bathing non c’è bisogno di una ricetta medica. Serve solo immergersi tra cedri, sequoie, bamboo, ciliegi millenari, le incredibili albicocche argentate dei ginkgo biloba, maestosi canfori i cui tronchi la leggenda vuole ospitassero gli dei e fonte d’ispirazione per il regista Hayao Miyazaki in tanti suoi film d’animazione.
E sì, gli effetti curativi sono scientificamente provati. Una ricerca dell’Università di Chiba ha rilevato un abbassamento del livello dell’ormone dello stress, della pressione sanguigna e della frequenza delle pulsazioni nelle passeggiate boschive di 300 studenti, rispetto alle camminate dentro a una città. L’ateneo di Kyoto, in uno studio simile, ha registrato indici più bassi legati all’ansia e alla depressione. E la Nippon Medical School ha messo nero su bianco che le cellule del sistema immunitario (tipicamente quelle che ci proteggono dall’insorgere di virus e malattie, dalla classica influenza ai tumori) ottengono un punteggio più alto, si rigenerano di giorno in giorno con la pratica Shinrin-Joku.

Biofilia

Ma la lista dei benefici è ancora più lunga, come si legge sulla pubblicazione dell’International Journal of Environmental Research and Public Health. Camminare nei boschi fa bene al sistema cardiovascolare prevenendo ipertensione e malattie coronariche. Tutela il sistema polmonare da allergie e malattie respiratorie. Aumenta la voglia di esprimere sentimenti come la gratitudine e l’altruismo, un effetto positivo sul sistema nervoso parasimpatico che porta a un recupero del deficit di attenzione e iperattività. Che poi, tradotto in termini meno scientifici, significa uno scollegamento programmato (anche poche ore a settimana) dalle frenetiche attività social in cui ogni giorno rimaniamo incastrati con smartphone e mobile device.
È quello che i medici del paper pubblicato definiscono biofilia, un’attrazione biologica, «la tendenza innata dell’uomo a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali» per dirla con le parole del padre della sociobiologia Harvard Edward O. Wilson. Un bisogno che mente-spirito-corpo nutrono verso la natura e che inconsapevolmente attuiamo anche nelle metropoli quando scegliamo un parco urbano per la pausa pranzo, accarezziamo piante e fiori senza accorgersene, preferiamo un materiale naturale come il legno nella scelta di un locale dove trascorrere una serata.
Gli studi giapponesi trovano conferme anche sul versante occidentale, alla Stanford University i report producono la stessa equazione: alberi, natura e passeggiate fanno bene. Tanto che si è aperto un mercato di nicchia legato al Forest Bathing con resort e spa che tra le le loro attività offrono percorsi in mezzo ai boschi: Blackberry Farm in Tennessee, Mohonk Mountain House nello stato di New York, Lodge at Woodlock in Pennsylvania, Primland in Virginia. Sono solo alcune delle più note strutture organizzate degli States, dove è anche possibile seguire corsi per diventare una guida certificata seguendo un programma di training di sei mesi al costo di 3.410 dollari.
In Europa, l’Inghilterra è la più attiva con website dedicati al turismo della wellness therapy. Forestholidays.co.uk propone vacanze a tema nella Blackwood Forest (Hampshire) e nella Thorpe Forest, contea di Norfolk. Canopyandstars.co.uk fa vivere l’esperienza di pernottamento direttamente dentro tende o case sugli alberi nel Lanarkshire e in Cornovaglia.
L’Austria ha addirittura denominato una zona geografica, la Federal forest bathing area nel distretto di Salzkammergut.

È possibile fare un bagno nelle foreste in Italia?

In Italia non mancano di certo le aree boschive in cui praticare in libertà le passeggiate nei boschi. C’è solo da scegliere tra decine di varietà di alberi. Faggi, querce e castagni dell’Appennino parmense. Gli alti pini silvestri che circondano il lago naturale di Flotscher Weiher in Valle Isarco (Bolzano). Pini mugo, larici e abeti rossi nel Parco Naturale di Fanes in Alto Adige. Pini, larici e aceri montani nella riserva I Giganti della Sila in Calabria.
In Piemonte c’è invece l’area più strutturata Oasi Zegna per chi ha intenzione di tuffarsi nel Bosco del Sorriso, che fa parte di un’area montana protetta di circa 100 chilometri quadrati tra Triviero e la Valle Cervo in Piemonte. Qui il Forest Bathing (ma anche wellness wood, come si legge sul sito) è consigliato da giugno a settembre quando pini, larici e faggi danno il meglio per i colori delle foglie: un percorso ad anello di 4,8 chilometri con aree di sosta dove è possibile leggere Le favole del bosco scritte su grandi libri di legno.
Ne sanno qualcosa Marco Nieri (bioricercatore esperto in salute dell’habitat) e Marco Mencagli (agronomo) che hanno monitorato l’attività elettromagnetica di 16 tra piante e alberi del luogo e i relativi effetti positivi sulla salute fisica e mentale dell’uomo, pubblicando il libro La terapia segreta degli alberi (Sperling & Kupfer).
Praticare Forest Bathing, ricercare gli alberi che interagiscono con noi a livello energetico è un passo in avanti per tornare a sentirci parte integrante della natura - spiega Nieri, autore anche di un altro testo in materia, Bioenergetic Landscape (Sistemi Editoriali) - il contatto con un ambiente naturale è stato di fatto la culla dell’evoluzione della specie. Ecco perché in un Paese come l’Italia, in cui circa l’80 per cento della popolazione vive in aree urbane e intermedie e solo il 20 in contesti rurali, è necessario anche andare oltre il luogo comune che “la natura fa bene”, cercando di comprendere e riconoscere che ci sono luoghi e situazioni in cui la natura fa davvero benissimo. Che ci sono specie arboree che emettono più monoterpeni di altre, le sostanze alla base dei risultati della forest therapy degli studi giapponesi. Che esistono percorsi che alle peculiarità benefiche degli alberi integrano architettura e scorci paesaggistici, spazi di interesse per la salute con effetti positivi su tre canali: fisiologico, energetico ed emozionale. Insomma, camminare ed esplorare un bosco che possiede particolari caratteristiche biologiche riduce più velocemente ed efficacemente stress e depressione, abbassando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Tre giorni possono offrire grandi benefici, bastano quattro ore quotidiane nel bosco, alternando passeggiate a soste lungo i sentieri per produrre effetti sulla salute che rimangono per lungo tempo. Se non si hanno a disposizione tre giorni, 5 chilometri percorsi nella faggeta in 4 ore attivano comunque una risposta sensibile

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