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Hockey su ghiaccio: agilità e potenza sui pattini

L’hockey è velocità, leggerezza e violenza. Strano mix.[...]L’hockey è l’unico sport in cui marcatori da cento chili volteggiano su due lame da nulla e sembrano ballerini. Alessandro Baricco

L'hockey su ghiaccio richiede agli atleti un mix incredibile di qualità: i giocatori devono avere l'agilità e l'equilibrio di un ginnasta, la forza e la potenza di un giocatore di rugby, e la coordinazione occhio mano di un tiratore scelto.
Se consideriamo poi che la competizione più importante è la National Hockey League (NHL), che dura da ottobre ad aprile e conta ben 82 partite, capiamo tutta l'importanza che riveste la preparazione atletica. Conosciamo l'hockey più da vicino: la sua storia, il gioco e l'allenamento.

L'hockey su ghiaccio

Dall'erba al ghiaccio: storia dell'hockey

Il termine Hockey sembra derivare dal francese hoquet, il bastone ricurvo usato dai pastori bretoni per guidare le greggi. Probabilmente per ingannare il tempo trascorso sui pascoli i pastori si cimentavano in  giochi di abilità con il bastone e qualche altro oggetto: sassi, ciottoli, pigne e più tardi palle e dischi.

Così prendono vita le prime forme di questo sport giocate sull'erba e in seguito sul ghiaccio.
Le prime testimonianze di giochi su ghiaccio con mazze o bastoni provengono da alcuni pittori olandesi e fiamminghi del XVI e XVII secolo; tramite quei dipinti possiamo ipotizzare che esistessero, già a quei tempi, discipline simili al moderno hockey su ghiaccio.

Dipinto fiammingo con pattinatori sul ghiaccio

Gli antenati dell'hockey

Un gioco molto comune nei Paesi Bassi era il kolf (kolven), praticato sui campi ghiacciati; nel XVII secolo acquisì enorme popolarità non solo nei Paesi Bassi, ma anche in altre nazioni dell'Europa Settentrionale.
E' però nel Regno Unito e in Irlanda che troviamo i veri progenitori dell'hockey come lo shinty scozzese e lo hurling irlandese.

Shinty

Nello shinty scopo del gioco è infilare una piccola palla in una porta (o hail) che si trova al termine di un campo lungo fra le 120 e le 160 iarde. La palla viene giocata col caman, un bastone lungo circa un metro.

Una squadra è composta da dodici giocatori - un portiere, due difensori e nove attaccanti. La partita è divisa in due tempi da 45 minuti ciascuno. Ad eccezione del portiere, nessun giocatore può giocare la palla con la mano.

Hurling

L' hurling è uno degli sport nativi irlandesi.L'obiettivo di questo gioco è segnare più punti (o gol) dell'avversario. Ogni squadra è composta da 15 giocatori.La mazza, chiamata hurley o camán, è costruita tradizionalmente in frassino e misura 64-97 cm (25-38 pollici) di lunghezza con una faccia piatta opposta al manico chiamata bas. La palla, chiamata sliotar, è fatta di cuoio ed ha un diametro di 65 millimetri (2.55 pollici). Il portiere gioca con una mazza che ha un manico di dimensione doppia rispetto agli altri giocatori. Un buon colpo può raggiungere la velocità di 150 Km/h (93 mph) ed una distanza di 80 metri.
Somiglia ad altri giochi praticati nei paesi anglosassoni: lo shinty, il cammag sull'isola di Man ed il bandy inglese e gallese.

Bandy

Quest'ultimo viene giocato da due squadre di 11 uomini su di un campo simile a quello del calcio completamente ghiacciato.Scopo del gioco è segnare un punto, lanciando una piccola palla di materiale duro, per mezzo della speciale mazza, nella porta avversaria. A differenza dell'hockey su ghiaccio il portiere gioca senza mazza e blocca con le mani. Il bandy per alcuni storici è il vero progenitore dell'hockey moderno.

Le basi del gioco moderno si fondarono in America del Nord: gli immigrati europei portarono infatti con loro una moltitudine di giochi simili al moderno hockey, fra i quali lo shinty, l'hurling irlandese e l'hockey su prato diffuso soprattutto in Inghilterra. Tali giochi furono adattati per essere giocati anche sul ghiaccio, traendo spunto inoltre da un altro sport, il lacrosse, giocato dalla tribù nativa degli Irochesi.

Lo sviluppo del gioco moderno si ebbe a Montréal, nel Québec. Il 3 marzo 1875 fu disputata la prima partita documentata presso la pista di ghiaccio Victoria di Montréal. Nel 1877 alcuni studenti dell'Università McGill  redassero le prime sette regole e istituirono la prima squadra, il McGill University Hockey Club, nel 1880. Il gioco divenne così popolare che presto si diffuse in patria e all'estero. Nel 1893 le squadre a Montréal erano circa un centinaio.
Nello stesso anno l'hockey su ghiaccio sbarcò negli Stati Uniti, con il primo match disputato fra le università di Yale e la Johns Hopkins. La lega americana dilettantistica nacque a New York nel 1896, mentre la prima lega interamente professionistica fu la International Professional Hockey League.
Alla fine dell'800 l'hockey sbarcò in Europa  ma fu solo nel 1910 che si tenne il primo campionato europeo: a vincerlo fu la squadra della Gran Bretagna.

Nel 1910 venne fondata la National Hockey Association (NHA) a Montréal. La NHA continuò ad affinare le regole del gioco, eliminando il settimo uomo in pista, il rover, dividendo la partita in tre tempi da venti minuti ciascuno e introducendo il concetto di penalità maggiore e minore. Dopo la riorganizzazione del campionato con la denominazione National Hockey League (NHL) nel 1917, la lega si espanse negli Stati Uniti nel 1924.

Una squadra di hockey dell'800

Il 1920 però segnò la vera svolta quando l'hockey fu inserito (anche se come disciplina dimostrativa) all'interno dei Giochi Estivi di Anversa. Quattro anni più tardi, Chamonix ospitò i primi Giochi Invernali della storia: nel programma figurava anche l'hockey su ghiaccio.

In Europa una delle prime nazioni ad avere un campionato nazionale fu la Svizzera ma attualmente sono molte le nazioni ad avere un proprio campionato. Tra le principali:  la Russia con la Kontinental Hockey League, la Czech Extraliga della Repubblica Ceca, la finlandese SM-liiga e la svedese Elitserien.

Nel corso degli anni la NHL aggiunse sempre più franchigie, dalle original six (ovvero le sei squadre fondatrici), nel 1967 si passò a 12, e così via fino alle trentuno squadre attuali. A livello internazionale invece spiccò il duello fra le due grandi potenze mondiali, il Canada e l'URSS. Nel 1993 invece i Canadiens de Montréal vinsero la loro 24a Stanley Cup, record assoluto del campionato, mentre si aspettò il 1998 per la prima partecipazione dei professionisti NHL ai Giochi olimpici invernali di Nagano, in Giappone.

Nell'ultima parte del secolo iniziò a crescere anche il movimento dell'hockey su ghiaccio femminile: nel 1990 si svolse il primo Campionato mondiale di hockey su ghiaccio femminile, mentre nel 1998 vi fu il debutto ai Giochi olimpici invernali di Nagano.

E così si arriva più vicino ai giorni nostri quando nel 2004, i Tampa Bay Lightning conquistarono la Stanley Cup, portando il trofeo per la prima volta in Florida, stato rinomato per le spiagge scaldate dal sole, piuttosto che per gli inverni rigidi.
Pochi mesi dopo la NHL sarebbe stato sconvolto da un evento incredibile: al termine della World Cup 2004, il contratto collettivo terminò la propria validità. Proprietari e giocatori non arrivarono ad un accordo, tanto che il commissioner Gary Bettman e gli owners furono costretti ad imporre un lock out. Nel mese di febbraio 2005, dopo l'ennesimo scontro tra le due parti, Bettman annunciò la definitiva cancellazione del campionato 2004-05. Mai nella storia dello sport professionistico nordamericano, una stagione era stata completamente cancellata a causa di problemi contrattuali.
L'accordo venne raggiunto solo l'anno dopo, permettendo il regolare avvio del campionato 2005-06.

Come si gioca a hockey su ghiaccio

Il campo

Schema di un campo da hockey

Il campo da gioco, detto più correttamente "pista", è una superficie ghiacciata rettangolare, con una lunghezza compresa fra 56 e 61 metri, ed una larghezza tra i 26 e i 30 m. Tutt'attorno alla pista c'è una balaustra sormontata da una protezione in plexiglas per proteggere gli spettatori; dietro le porte si trova una rete di protezione supplementare.

Attorno alla porta è segnata un'area di porta semicircolare mentre due linee blu  lo dividono in 3 zone di uguale grandezza: zona d'attacco, zona neutra e zona di difesa.
La zona neutrale è divisa a metà da una linea rossa: la linea di metà campo. Al centro di essa, cioè al centro della pista, si trova il punto di ingaggio, circondato dal cerchio di ingaggio. In totale ci sono cinque cerchi di ingaggio, tutti con un raggio di 4,5 m: uno al centro e due in ognuna delle zone difensive.

All'esterno della balaustra, all'altezza della zona neutra sul lato lungo del campo, si trovano le panchine delle due squadre, mentre di fronte vi sono i cronometristi e la "panca puniti". A differenza di molti altri sport, la pista prosegue anche dietro le porte ed è smussata, per permettere lo scorrimento del disco ad alta velocità.
Nella NHL la pista è leggermente più piccola, lunga 56 m e larga 26 m, ed ha una divisione delle zone leggermente diversa. In tal modo il gioco risulta normalmente più rapido e aggressivo.

L'attrezzatura

Vista la natura fisica e "rude" di questo sport è prescritto un equipaggiamento protettivo completo al fine di evitare infortuni. Oltre a particolari pattini da ghiaccio e il bastone, ne fanno parte un casco con visiera, guanti, protezioni per nuca, laringe e bocca, e il paradenti. Inoltre sono previste speciali protezioni per le spalle e la cassa toracica.

I portieri sono sottoposti a maggiori rischi perché spesso devono parare dischi a velocità altissime, per loro è previsto quindi un'equipaggiamento dedicato: utilizzano speciali "pattini da portiere" e un bastone leggermente più spesso, indossano un casco dotato non di una semplice visiera ma di una maschera a griglia, gambali, un guanto - quello della mano che regge il bastone - dotato di "scudo" ed un "guanto da presa".

La partita

Un incontro di hockey su ghiaccio dura normalmente 60 minuti (tre tempi - chiamati anche "terzi" - da 20 minuti). Poiché ogni interruzione di gioco comporta fermare il cronometro (si parla di minuti effettivi di gioco), una partita dura in realtà circa il doppio del tempo effettivo. Gli intervalli fra un tempo e l'altro durano 15 minuti.

Vince la squadra che segna il maggior numero di reti, a differenza di molti altri sport nell'hockey su ghiaccio non esiste il pareggio: se al termine di una partita il risultato è ancora di parità, viene giocato un tempo supplementare, di venti o cinque minuti, che termina immediatamente con il gol di una delle due squadre (col meccanismo della sudden death, pari al golden goal calcistico). Se al termine del tempo supplementare nessuna delle due squadre ha segnato, la partita viene decisa ai rigori oppure, a seconda del campionato, i tempi supplementari possono proseguire ad oltranza.
Di norma vengono assegnati 3 punti alla squadra vincitrice nel tempo regolamentare, 2 alla squadra vincitrice dopo il tempo supplementare o i rigori, 1 alla squadra sconfitta ai supplementari o ai rigori e nessun punto per chi perde nel tempo regolamentare.

Giocatori di hockey in azione

La squadra

Una squadra di hockey su ghiaccio è composta al massimo di 22 giocatori, 20 di movimento e 2 portieri. Durante una partita possono scendere sul ghiaccio al massimo 6 giocatori contemporaneamente. La regola prevede che ci siano 5 giocatori di movimento e un portiere, ma in situazioni particolari, il portiere può essere sostituito da un sesto giocatore di movimento. Nell'hockey su ghiaccio degli albori c'era anche un sesto giocatore di movimento nella posizione definita "rover", in grado di svolgere sia il compito di attaccante che di difensore.

In una squadra ci devono essere un capitano e due capitani alternativi. Come segno di riconoscimento portano sul petto rispettivamente una "C" o una "A" maiuscole. Il capitano è l'unico a poter chiedere spiegazioni sulle decisioni degli arbitri. I cambi dei giocatori di movimento sono possibili non soltanto durante le interruzioni di gioco, ma possono anche essere "volanti". Il cambio di tutti i giocatori di movimento è possibile ed è definito "cambio di linea".

 L'arbitro

L'arbitro è uno degli ufficiali di gara. Esiste una distinzione fra "ufficiali di gara" ed "ufficiali off-ice". Gli ufficiali di gara sono l'arbitro o i due arbitri (Officials) e due guardalinee (Linesmen), in totale essi sono o tre o quattro. Indossano pantaloni neri ed una maglia a strisce verticali bianco-nera. Il primo arbitro porta come segno di riconoscimento una fascia rossa su entrambe le braccia. L'arbitro ha il controllo generale sul gioco, sui giocatori e sugli altri ufficiali.
I guardalinee hanno invece il controllo sui falli di linea (fuorigioco e liberazione vietata), sono incaricati degli ingaggi ed assistono l'arbitro.

Fra gli ufficiali off-ice si contano - a fianco dello speaker e del cronometrista, un giudice per il punteggio (eventualmente con degli assistenti), un giudice addetto al video-replay, che può essere chiamato in causa per mostrare le immagini delle azioni al capo-arbitro in caso di decisioni contestate, due assistenti alla panca punti e due giudici di porta, che siedono immediatamente dietro le porte e segnalano al pubblico il gol con l'accensione di una luce rossa in caso di segnatura, mentre accendono una luce verde nel caso la rete sia da annullare.

Le penalità

Le penalità sono decise dagli arbitri. Le più comuni sono: "ostruzione" (interference); "sgambetto" (tripping); "bastone alto" (high-sticking); "aggancio con bastone" (hooking); "ritardo del gioco" (delay of game); "colpo col bastone" (slashing); "carica irregolare" (charging); "carica da dietro" (checking from behind); "gomitata" (elbowing); "troppi giocatori sul ghiaccio" (too many men on ice); "condotta antisportiva" (misconduct); "eccessiva durezza" (roughing); "trattenuta" (holding) "cross check" (contrasto fisico con uso del bastone); "trattenuta del bastone avversario" (holding the stick).

Ogni penalità è indicata da un particolare gesto dell'arbitro. La durata della penalità è a discrezione dell'arbitro (ma all'interno di determinati limiti). Quando l'arbitro riscontra un'irregolarità da punire, alza un braccio. La durata della penalità minore è di 2 minuti, la penalità maggiore ne dura 5. La penalità disciplinare dura invece 10 minuti. Quest'ultima può essere anche della durata di un tempo, 20 minuti. La penalità massima è la penalità partita (di norma 5 minuti + 20 + espulsione definitiva). Tra le penalità si conta anche il rigore.

Le penalità da 2, 5 e 10 minuti, vengono scontate dal giocatore in panca puniti. La sua squadra gioca in 4 contro 5. Per le penalità maggiori, la questione è differente: il giocatore si accomoda in panchina, e la sua squadra gioca con l'uomo in meno per un massimo di 5 minuti. Per il resto del tempo di penalità (o per il resto del match, in caso di penalità partita), il giocatore non può scendere sul ghiaccio, ma il suo posto viene preso da un compagno, e le squadre tornano in parità numerica.

L'unico giocatore che non siede mai in panca puniti è il portiere. In caso di una penalità minore o della prima penalità disciplinare, egli resta in campo, e la penalità viene scontata da un suo compagno di squadra che si trovava sul ghiaccio al momento della penalità, scelto dal capitano. In caso di una penalità maggiore o di una seconda penalità disciplinare, il portiere è immediatamente espulso ed escluso per il resto della partita.

Due giocatori che lottano separati dall'arbitro

Risse in campo

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

Anche se la lotta è ufficialmente vietata dal regolamento, a livello professionale in Nord America i combattimenti sono ufficiosamente tollerati, sebbene prevedano una penalità da 5 minuti per ciascun giocatore, mentre a livello amatoriale (NCAA e alcune leghe giovanili) i giocatori ricevono una penalità di 10 minuti o una sospensione.

Più che di risse, però, gli scontri fisici tra i giocatori sono combattimenti semi-organizzati, regolati da un codice d’onore informale e con giocatori (gli enforcer) che hanno tra i loro ruoli quello di iniziarli e portarli avanti.

I giocatori che iniziano un combattimento devono gettare a terra i bastoni e togliersi i guanti, scambiandosi colpi rigorosamente a mani nude, di solito fino a che uno dei due (i combattimenti tra più di due giocatori non sono permessi) non cade a terra.

Gli episodi di combattimenti tra i giocatori sono aumentati nell'arco dei decenni: nella stagione NHL 1960-61, erano uno ogni cinque partite, mentre nella stagione 1987-88 ogni incontro aveva una media di 1,3 combattimenti. In seguito la percentuale è scesa leggermente, e oggi la media è di un combattimento ogni due partite.

Adam Gopnik, autore del New Yorker, ha proposto una spiegazione storica, che coinvolge le divisioni etniche e sociali nella Montreal del tardo XIX secolo che vedevano coinvolti  scozzesi, inglesi, irlandesi e i francesi.

Glossario dell'Hockey

POWER PLAY: è la situazione nella quale una squadra gioca in vantaggio numerico, perché la squadra avversaria sta scontando una penalità.

SHORT HANDED: situazione opposta alla precedente, una squadra gioca in inferiorità numerica, poiché sta scontando una penalità.

FACE-OFF: ingaggio, ovvero quando viene fischiato l'inizio del gioco al principio di un tempo o dopo un'interruzione di gioco. Due giocatori avversari stanno uno di fronte all'altro all'interno di un cerchio dell'ingaggio ed il puck viene fatto cadere da un guardalinee. I due giocatori cercano di entrare in possesso del puck.

PUCK:  il disco di gomma utilizzato nell'hockey su ghiaccio. L'Oxford English Dictionary indica che il nome sia collegato al verbo "to puck" (termine imparentato con "poke", letteralmente "colpetto"), utilizzato nel gioco dell'hurling per indicare il contatto o la spinta della palla, proveniente dal gaelico scozzese "puc" o da quello irlandese "poc", termini che indicano l'assestare di un colpo.

DRITTEL: ciascuno dei tre tempi di 20′ nei quali è suddivisa una partita di hockey.

SUDDEN DEATH: tempo supplementare (5′)

SHOOT-OUT:è il rigore che viene usato in gruppi di 5 per squadra al termine dei tempi supplementari, per sbloccare il punteggio.

SIN BIN (ma anche penalty box): è la panca puniti, o meglio il box dotato di panca, che accoglie i giocatori momentaneamente espulsi perché hanno commesso un fallo.

CENTRE PLAYER (forward): ruolo di attacco centrale.

WINGER PLAYER: ruolo di attacco a destra o sinistra del centro a seconda dell’abilità del giocatore (mancino o destrimano).

DEFENSEMAN: ruolo di difesa alle spalle del centro e delle ali, hanno il compito di bloccare gli avversari.

GOALTENDER: portiere

EXTRA SKATER: ruolo di attacco inserito in campo al posto del portiere, quando una squadra in svantaggio tenta, nei minuti finali, il tutto per tutto.

HAT TRICK: significa tripletta. L’origine del nome è incerta tuttavia sta di fatto che, alla realizzazione di una tripletta, fa seguito il lancio dei cappelli in campo da parte dei tifosi.

RINK: pista da pattinaggio. Nel XIV secolo in Inghilterra veniva usato per indicare uno spazio chiuso, o recinto, all'interno del quale due cavalieri potessero affrontarsi per un torneo o per una gara, ma spesso indicava anche la gara stessa, o torneo.un turno all'interno della gara o torneo. E’ anche probabile che RINK derivi dalla radice Germanica, che ha prodotto l’attuale termine RING (anello, cerchio), oggi usato per definire lo spazio nel quale si affrontano i pugili.

FREEZING THE PUCK: il portiere "congela" il disco ogni volta che blocca il puck con il suo guantone, bloccando così il gioco, che riprende con un ingaggio in area difensiva.

ON THE FLY: la sostituzione dei giocatori nell'hockey avviene al volo, senza interruzioni di gioco.

L'allenamento nell'hockey su ghiaccio

L’Hockey è considerato lo sport di squadra più veloce del mondo: è stato calcolato che i giocatori professionisti riescono a pattinare fino alla velocità di 48 km/h.  La coordinazione occhio-mano ha quasi del miracoloso.

Un buon giocatore di hockey gioca dove si trova il disco: un grande giocatore di hockey gioca dove sarà il disco.Wayne Gretzky (The Great One)

La reattività è una delle caratteristiche fondamentali per un giocatore di hockey. A queste si uniscono abilità come accelerazionesprintcambio di direzione e arresto rapido.

Velocità e agilità vanno di pari passo con la potenza. Centrale infatti per l’ottima performance in questo sport è il potenziamento degli arti inferiori.

Alla luce di queste caratteristiche, l’allenamento ideale dovrebbe combinare allenamento di forza e attività di sprint.

La preparazione a questo sport deve essere completa e sviluppare tutte le abilità citate sopra. In questo modo la performance sarà ottimale e diminuirà anche il rischio di infortuni.

Stamina e resistenza

Allenare resistenza

Due termini che spesso vengono confusi o utilizzati come sinonimi. In realtà corrispondono a due caratteristiche distinte. Nell'hockey su ghiaccio occorre allenarle entrambe.

Stamina è la capacità di sostenere sforzi prolungati molto stressanti, nel senso fisiologico del termine, ottimizzando l’utilizzo della forza disponibile. In pratica eseguire un esercizio al massimo delle proprie possibilità fino alla fine. Maggiore è il ritmo di intensità che si riesce a mantenere e maggiore è il livello di Stamina coinvolto.

Diversa è la resistenza:
 

Resistenza è sostanzialmente la resistenza cardiovascolare e cioè l’abilità di compiere un determinato sforzo o esercizio, per un certo periodo di tempo ottimizzando l’impiego dell’ossigeno e quindi di cuore e vasi sanguigni deputati entrambi al trasporto del prezioso gas vitale. 

Correre o vogare per 5 km richiede resistenza. Ma farlo al massimo della propria velocità per tutto il tempo o comunque per buona parte di esso, dipende dalla stamina.

E' facile capire come la resistenza cardiovascolare sia essenziale in uno sport come l'hockey su ghiaccio nel quale le partite a volte durano più di due ore. La potenza e la velocità richieste, però, devono essere costanti quindi ecco che il giocatore deve fare ricorso alla stamina.
Un esempio di esercizio utile eseguito su SKILLMILL: eseguire sprint della durata di 30 secondi, applicando un' elevata resistenza seguiti da una fase di riposo di 2 minuti. Ripetere dieci volte per ottenere il massimo dei risultati.

Accelerazione, sprint, cambi di direzione

Abbiamo più volte accennato alla velocità e alla rapidità che caratterizzano le azioni dell'hockey su ghiaccio. Su SKILLMILL è possibile variare la resistenza "on the fly", semplicemente con una leva: in questo modo l'atleta passa rapidamente da un ritmo di camminata a una corsa lenta fino a uno sprint, senza dover regolare l'attrezzo.
Con SKILLMILL è possibile poi allenare l'agilità richiesta da uno sport come l'hockey su ghiaccio, pensiamo ai veloci cambi di direzione che si eseguono: esempi di esercizi consigliati su questo attrezzo sono la corsa laterale con incrocio delle gambe, la corsa a ginocchia alte e la corsa calciata.

Potenza

Nell'hockey su ghiaccio la velocità è nulla senza potenza esplosiva che si deve soprattutto concentrare sulle gambe. SKILLMILL permette di aumentare la potenza degli arti inferiori tramite un movimento di spinta all'indietro sulla pedana. Gli esercizi consigliati comprendono spinte e trazioni inferiori, superiori e laterali.
La fisicità di questa disciplina presuppone ovviamente anche il rafforzamento della parte superiore del corpo. Non fosse altro che per affrontare i numerosi scontri "corpo a corpo" che i giocatori sperimentano durante le fasi di gioco.

Allenare la mente

La metà del gioco è mentale. L’altra metà è mentale. Jim McKenny

Anche l’allenamento mentale è considerato molto utile per migliorare la performance nell'hockey su ghiaccio.Nei giocatori l'agilità deve essere una prerogativa anche psicologica non solo fisica. La leggenda dell'hockey, Wayne Gretzky, sottolinea infatti che i grandi di questo sport sono quelli che sanno dove sarà il disco. I giocatori che prevedono il gioco, sapendolo leggere rapidamente.
Una delle migliori tecniche di preparazione mentale è la “Visualizzazione” che consiste nell'immaginare se stessi in ogni possibile situazione di gioco.

L'hockey non è uno sport, è un'ossimoro nel quale agilità e potenza si incontrano.

L’hockey è pattinaggio artistico in una zona di guerra.

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