Festa della musica: le origini del movimento

Un grande evento internazionale che si ripete regolarmente da più di un quarto di secolo, avrà luogo anche quest’anno in molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia. Il 21 giugno infatti ci sarà la Festa della Musica, nota anche come World Music Day, una delle più importanti feste a valore culturale che sia mai stata istituita. Dov’è l’appuntamento? Ovunque. In pratica dove volete. È proprio questa la filosofia della primissima edizione, quando dal Ministero francese della cultura, Maurice Fleuret, compositore, giornalista, critico musicale, nonché uno degli iniziatori di questa festa, aprì le danze sentenziando: "La musica dappertutto, il concerto in nessun luogo."
In maniera organica, nelle piazze, nei luoghi comuni, nelle scuole, nei musei, nelle strade e perfino negli aeroporti, la musica sarà protagonista di un forte messaggio di accessibilità universale, di invito al viaggio, di comunione e comunicazione tra ogni popolo e cultura. Il tutto condito del fondamentale significato attribuito alla data, il Solstizio d’estate, il giorno letteralmente più lungo dell’anno, di cui spesso dimentichiamo l’intrinseca importanza ancorata nella storia, fin delle civiltà antiche. Allora, vi proponiamo qui di rivivere questo viaggio attraverso una storia densa di significati e di idee.

Le origini della Festa della Musica

La vera scintilla creatrice di questo evento, si manifesta nel 1976. È l’americano Joël Cohen, allora produttore per il canale radio France-Musique, a concepire l’idea con i suoi "Saturnali della Musica". Cohen propone un'apertura notturna della trasmissione radio, il 21 giugno e il 21 dicembre, rispettivamente il giorno del solstizio d’estate e d’inverno, invitando tutti i musicisti, professionisti e dilettanti, a scendere nelle strade e suonare spontaneamente. Il progetto è realizzato a Tolosa e a Parigi, il 21 giugno 1976: durante la notte più lunga dell’anno l’avvento dell’estate boreale, la radio diffonde una captazione di questi eventi live.

Nel 1982, una grande inchiesta sulle pratiche culturali dei francesi, condotta dal Ministero della Cultura, dimostra che 5 milioni di persone (di cui un giovane su due) suonano uno strumento musicale, ma solo una piccola parte di questi è coinvolta nella manifestazione musicale. Da queste deduzioni, Maurice Fleuret, critico musicale e neo Direttore della Musica e della Danza al Ministero della Cultura guidato da Jack Lang, invita il governo a tener conto della cultura musicale crescente nel Paese.

Riprendendo il concetto di Coen ed evocando una sorta di "democratizzazione sonora", Fleuret immagina una grande manifestazione popolare che permetta a tutto il paesaggio variegato, multietnico e multidisciplinare di essere conosciuto e messo in valore. La prima Fête de la Musique è proposta dalle 20.30 alle 21.00 del 21 giugno 1982, giorno simbolico che richiama riti pagani e l’antica tradizione delle Feste di San Giovanni.

La musica sarà dappertutto e il concerto in nessun luogo! La Festa sarà gratuita, aperta a tutti e senza gerarchie di generi e pratiche musicali.

L’invito è accolto a gran voce e la mezz'ora di musica prevista dal Ministero viene abbondantemente oltrepassata. Lo slogan francese è concepito nel 1983, "Faites de la musique!" che significa "Fate la musica!" da un'omofonia del titolo della festa stessa (le parole Fête e Faites in francese sono pronunciate allo stesso modo). Insomma, un doppio incoraggiamento, creare la musica e viverla, e da queste "semplici" istruzioni si producono degli importanti risultati.

Grazie all'organizzazione di numerosissimi concerti gratuiti un pubblico molto più vasto può finalmente accedere ad ogni sorta di genere  musicale (musiche classiche, jazz, rock, world music, rap, musiche tradizionali…). Inoltre emergono nuovi talenti e nuovi generi "popolari", che possono uscire dal loro "ghetto" abituale, come il rap, l'hip hop o ancora le musiche delle minorità africane e delle Antille, ma anche musiche regionali tradizionali rinnovate in un gioco di influenze e sperimentazioni.

Dal suo lancio, il successo non è mai stato smentito. Solo in Francia permette ogni anno l’organizzazione di 18 000 manifestazioni sonore, per circa 5 milioni di musicisti, riunendo più di 10 milioni di spettatori. I primi sviluppi in diversi paesi d’Europa si manifestano nel 1985 in occasione dell’Anno europeo della Musica, la festa comincia ad essere un vero fenomeno sociale. L’evento prende un respiro internazionale nel 1995, anno in cui viene istituita una vera e propria Carta Europea della Festa della Musica, al fine di testimoniare, attraverso dei principi comuni, la volontà di favorire una migliore conoscenza delle realtà artistiche nei vari Paesi aderenti e di rinforzare gli scambi multilaterali tra musicisti europei.

Berlino, Budapest, Barcellona, Istanbul, Liverpool, Lussemburgo, Roma, Napoli, Praga, la comunità francese in Belgio, Santa Maria da Feria firmano la carta dei principi costitutivi, tra cui è citato il rispetto della gratuità della festa e la data: in tutti i Paesi aderenti, la Festa Europea della musica si svolge il 21 giugno.

Perché il 21 giugno?

L'astronomia fissa generalmente in questa data il Solstizio d’Estate. Dal punto di vista astronomico, il solstizio - dal latino Sol, Sole, e Sistere, fermarsi - è il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo cammino lungo l’eclittica (cioè il suo percorso apparente) il punto di declinazione massima o minima. In altre parole, nel nostro emisfero, il 21 giugno ci regala il massimo numero di ore di luce possibili nell'arco di una giornata, perché il Sole raggiunge il punto più alto dell’orizzonte. Il fenomeno deriva dall'inclinazione naturale della Terra in relazione al piano sul quale essa ruota attorno al Sole.
L’asse di rotazione della Terra e il piano dell’orbita non sono infatti perpendicolari, ma si incontrano con un angolo di circa 23,5 gradi, un’asimmetria che dalla Terra genera il moto apparente del Sole nei cieli durante il corso dell’anno. Il solstizio si ritarda di circa 6 ore ogni anno a causa della cosiddetta "precessione degli equinozi", ossia lo spostamento dell’asse attorno al quale la terra compie la sua rotazione giornaliera, ma torna al punto di partenza ogni 4 anni, nell'anno bisestile che risistema le cose (artificio inventato per evitare il progressivo scostamento tra il calendario gregoriano e quello astronomico). Senza questa asimmetria dunque, non conosceremo le stagioni. Dal 22 giugno, il picco del Sole inizierà nuovamente a spostarsi sempre più a Sud, e le giornate, che fino a oggi si erano progressivamente allungate, riprenderanno ad accorciarsi, segnando ufficialmente il periodo dell’anno che gli scienziati definiscono estate astronomica e che culminerà intorno al 21 dicembre con il solstizio d’inverno.

Il solstizio, le luci dell’estate e la magia del Sole

Per millenni il solstizio d’estate è stato considerato un giorno speciale e ha assunto numerosi significati simbolici generando una moltitudine di riti pagani e religiosi legati ai cicli dell’agricoltura e della natura. Metaforicamente in questo giorno il sole vince sulle tenebre, poiché l’intervallo di tempo che separa il tramonto e l’alba può superare le 16 ore. L’astrologia lo considera il  momento più propizio per rivolgersi alla dimensione più profonda di sé stessi e ritrovare il contatto con la natura. Durante l’antichità infatti il solstizio era celebrato come momento di connessione con il sole e con l’elemento divino. I nostri antenati non erano governati da convenzioni, ma dalle stagioni della mietitura e dalla necessità di stoccare il cibo per i mesi invernali futuri. La sopravvivenza dipendeva dalla loro attenzione agli eventi meteorologici, per i buoni o cattivi raccolti, dal rigonfiamento o abbassamento dell’oceano per le buone o cattive giornate di pesca. Il solstizio d'estate era il momento del primo raccolto e la sua celebrazione è stata portata avanti per centinaia di anni. Il giorno durava a lungo e la festa fino a notte fonda, con musica, danze, cibo, idromele, vino e allegria. Il sole, il Sol, portava la vita alle colture in crescita sul campo e scaldava le braccia degli operai che vi lavoravano.

Oggi alcuni siti sacri in tutto il mondo attirano grandi folle di persone, che si riuniscono per onorare il solstizio d'estate. Si ritiene per esempio che tra le ragioni che hanno portato alla costruzione del misterioso circolo di pietre di Stonehenge in Inghilterra, vi fosse proprio quella di rendere omaggio e studiare solstizi ed equinozi. Alcune teorie sostengono che i monoliti furono innalzati seguendo l’allineamento dei raggi del primo sole che spunta il giorno del solstizio d’estate, quest’ultimo infatti attraversa un trilite e illumina l'altare centrale del sito archeologico: un "segno" che permetteva agli antichi di individuare il passaggio delle stagioni. Ogni anno migliaia di persone, turisti, curiosi, veterani del culto pagano o amanti della bella stagione, si ritrovano sfidando la notte per attendere i primi raggi di sole. Balli e rievocazioni storiche che richiamano il medioevo animano per 2 giorni questo famoso sito archeologico.

Il periodo tra il 21 e il 25 giugno è celebrato ancora nei rituali di mezza estate in moltissime nazioni come la Svezia, la Romania, la Polonia, l’Ucraina, Il Regno Unito, la Spagna, il Portogallo, la Francia e la Grecia. Quando si avvicina la notte, i fuochi bruciano in onore del sole. Un momento per rafforzare il legame tra l’uomo, il Sole, la terra e le sue creature. In molti Paesi, una festa popolare derivante dai riti del solstizio, è conosciuta sotto il nome di Festa di San Giovanni. L’importanza che il Sole rivestiva per le civiltà pagane ha motivato la fede Cristiana a scegliere la data del 24 giugno come giorno di nascita di San Giovanni Battista, il predicatore che battezzò Gesù. La fusione delle tradizioni pagane e religiose ha foggiato le più svariate forme di rituali collegate al tema della rinascita e del nuovo inizio.

Tra le tradizioni regionali italiane non mancano i falò attorno a cui riunirsi per lasciarsi alle spalle le preoccupazioni della prima parte dell’anno, per favorire il futuro raccolto e per trascorrere una serata a ritmo di musica. Il periodo è favorevole anche per la raccolta di erbe spontanee e piante officinali, poiché l’energia del sole vi apporta vigore e potenza, ad esempio la melissa e l’iperico o erba di San Giovanni.

La Festa della Musica nel mondo

Con la Festa della Musica si aggiungono dei moti artistici a queste feste popolari, derivanti dall'evoluzione dei riti e le tradizioni, dall'importanza dell'estate, dall'internazionalizzazione dell’arte e la musica come sinonimo di espressione e ritmo del nostro quotidiano. Nel 2017 la Festa della Musica, è diffusa in oltre 120 paesi sparsi sui cinque continenti. Non ha perso la sua vocazione popolare e la sua dimensione fortemente locale, rimanendo sempre in grado di adattarsi alle specificità del luogo che la ospita. Negli Stati Uniti, nella città di New York è stata iniziata da Aaron Friedman e celebrata per la prima volta nel 2007 sotto il nome di "Make Music New York”. In Svezia, prende il nome di "Make Music STHLM". La prima edizione si svolge nel 2010 con 35 gruppi rappresentati nelle vie di Stoccolma. In molte città la festa dura alcuni giorni, come a Ginevra dove si svolge durante tutto il weekend del 21 giugno.

In Francia, le edizioni hanno un tema differente ogni anno, per citarne alcuni: "La musica senza frontiere" (2000), la "Francofonia" (2006), "La Gioventù" (2007), "La celebrazione del centenario della musica da film" (2008), la "Musica al femminile" (2010). Vista l'ampiezza della partecipazione, la diversità delle esibizioni, l'internazionalizzazione della festa, è stato creato un coordinamento, l’ADCEP (Association pour le Développement de la Création, Etudes et Projets) che oltre alla Festa della musica in Francia, si occupa del coordinamento europeo in stretto contatto con Bruxelles. In Italia, l’edizione 2018 propone il titolo “Inno Alla Gioia”, chiaro riferimento alla sinfonia di Beethoven divenuta l’inno europeo, che esprime con il linguaggio universale della musica, gli ideali di libertà, pace e solidarietà fra gli uomini.

Insomma, come avrete capito, la Festa della musica è strettamente legata al festeggiamento del solstizio d'estate. Una festa ricca di simboli, un momento di catarsi, di sospensione. Un invito ad allontanare le preoccupazioni e vivere un po' di poesia. La musica è uno dei mezzi, il linguaggio universale, per partecipare allo slancio positivo dell’incontro tra diverse culture e contesti sociali. Fate in modo che questo giorno sia il vostro, caricatevi di energia positiva. Il 21 giugno è un momento a parte, che ci ricorda che la vita viene dal Sole, che siamo tutti dipendenti da questa magnifica palla di gas, e per un giorno possiamo festeggiarlo, come vogliamo, dove vogliamo, testimoniando l'inizio del "tempo del sogno", della rinascita e del nuovo inizio.

Andare alla scoperta delle piante officinali e aromatiche della stagione o cominciare il proprio orto sul balcone, preparare una cena a base di prodotti della natura, organizzare un incontro tra amici, partecipare a un falò, guardare le stelle, esprimere un desiderio. O ancora, dato che l’occasione coincide con la Giornata mondiale dello Yoga, provare a praticare il Saluto al Sole come momento di benessere e come simbolo benaugurante per un giorno dell’anno così particolare. Alle volte, basta poco per cominciare bene l’estate. Se non potete recarvi a Stonehenge, basterà cercare il rito che più vi si addice, il luogo che sentite più vostro, fatevi stimolare dalla musica e perché no, inventate il vostro rito! O la vostra musica. Vi auguriamo quindi di avere sogni meravigliosi, dei raccolti fruttuosi, e trovare il benessere che cercate durante questo Solstizio d'Estate.

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