Fatbiking: la bicicletta dove meno te l’aspetti

Se sei abituato a frequentare strade poco battute ti sarà sicuramente capitato di vederne in giro, tanto più che non passano certo inosservate. Dalle fredde terre dell’America del nord ai deserti sabbiosi del south-west, le goffe biciclette dalle ruote imponenti e sproporzionate hanno conquistato anche l’Europa e l’Italia. Il fatbiking si è guadagnato una schiera di appassionati sempre più nutrita.
Che sia la soluzione definitiva all’annosa questione del furto dei veicoli a due ruote (e due pedali)? Beh, lo spessore delle gomme potrebbe effettivamente essere l’incentivo giusto per spingere i malintenzionati a cambiare obiettivo, anche se la fatbike non è propriamente stata pensata per ciclisti metropolitani.
fatbiking

Terra (e fango), sabbia, ma soprattutto neve: queste le superfici preferite dalle biciclette a gomma larga, che hanno dato vita e nome a una disciplina inedita: il fatbiking.

In bicicletta a tutti i costi

Tutto ha inizio nei primi anni del 2000, nelle terre nevose e in quelle desertiche d’America di cui si diceva. Per quanto distanti e abituati a stili di vita differenti, i ciclisti dell’uno e dell’altra provenienza condividevano la stessa frustrazione: quella di non poter praticare il loro sport preferito in determinate condizioni. I lunghi e glaciali inverni tipici dell’Alaska costringevano gli appassionati ad appendere la bicicletta al chiodo per molti mesi, mentre in Arizona e negli altri stadi sudoccidentali non c’era modo di esplorare i vasti territori desertici sul sellino.
Che fare? Una ristretta e molto determinata cerchia di entusiasti ha pensato che attrezzare le biciclette con degli pneumatici che fossero in grado di affrontare superfici difficili potesse essere la strada: nasce così un piccolo movimento di persone pronte a costruirsi autonomamente una bicicletta pur di non dover rinunciare al piacere di pedalare.
È il 2005 l’anno che cambia il destino del fatbiking, quando la compagnia Surly Bikes mette in commercio la prima fat bike di produzione industriale, l’ormai leggendario modello Pungsley. Per la prima volta, esiste un sentiero tracciato per le case produttrici, e la disciplina ha modo di raggiungere il grande pubblico.
Fatbiking-mountains

Da movimento di nicchia a fenomeno di tendenza

Negli ultimi anni il fatbiking sta vivendo un vero e proprio boom, anche in luoghi molto lontani da quelli che gli hanno dato origine. E non c’è da stupirsi: le ragioni per scegliere una bicicletta con le ruote spropositatamente grandi (e usarla per esplorare zone che in bicicletta sarebbe veramente meglio evitare) sembrano essere molte.
Gli animi più avventurosi lo sanno già: la combinazione bicicletta+posti sconsigliabili può dare esiti entusiasmanti. Il mountain biking, già da tempo popolare tra ciclisti e viaggiatori in cerca di emozioni forti, ne è l’esempio più calzante. Tuttavia, per quanto attraente, questo sport può spesso rivelarsi inaccessibile per le persone agli inizi, che non possiedono le abilità necessarie per affrontare i percorsi più tecnici (e più divertenti). E poi, lo abbiamo detto, andare in mountain bike sulla sabbia o sulla neve non dev’essere un’esperienza esattamente piacevole.
fat-bike on the beach
Punto forte del fatbiking è invece proprio l’accessibilità: le fat bike non solo permettono di percorrere strade che con la strada non hanno proprio niente in comune, ma sono anche divertenti da guidare e, soprattutto, indulgenti con chi non ne ha mai cavalcata una.
Fatichi a crederci? Ti capiamo: stiamo parlando di veicoli ingombranti e per niente agili. Eppure i dati ci danno ragione: la platea di appassionati di questa disciplina sembra essere molto più eterogenea rispetto a quella del mountain biking, e i meno giovani molto più numerosi.

Fatbiking, solo una scusa in più per viaggiare

Rendendo raggiungibili nuove mete in nuovi modi, il fatbiking ha aperto a esperienze di viaggio impensate. Oregon, Colorado, California: i territori che si stanno attrezzando per fornire tour ed escursioni in sella a questo tipo di biciclette sono sempre di più. E,  capaci di affrontare ogni superficie, le fat bike hanno valicato i confini degli USA: Mongolia e Sudafrica sono solo due esempi di destinazioni votate alla fat bike, cui quest’anno la città svedese di Gstaad ha dedicato il primo Snow Bike Festival d’Europa.
Fatbiking-snow
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