Hotel: vieni a dormire sulla mia Gru

Tra i trend più in voga negli ultimi mesi, sempre più visibilità ha guadagnato la tendenza a riconvertire ad uso hotel edifici in precedenza destinati a tutt’altro utilizzo. Ecco quali sono i più interessanti e perché questo tipo di offerta può aiutare ad emergere nel mercato globale.
Casa Malca hotel tulum
Se siete stati quest’anno in un nuovo hotel a Londra, in Portogallo o a New York è piuttosto probabile che non abbiate soggiornato in un edificio nato e pensato in origine per essere un albergo. Molto probabilmente siete stati in una ex banca o in un ex grande magazzino, se non addirittura in un ex silos per granaglie.
La riconversione di edifici ad uso alberghiero è, infatti, uno dei trend più interessanti al momento, oltre che un banco di prova a cui gli architetti e i designer del settore sembra proprio non possano più sottrarsi, nel prossimo futuro.

the ned barber

Il riuso e la ristrutturazione del patrimonio architettonico esistente è, non a caso, uno degli argomenti da anni al centro del dibattito socio-culturale e, conseguentemente, della pratica professionale in ambito architettonico. Il motivo di questo interesse, almeno in principio, è da ricondurre a motivazioni di tipo etico, di protezione dell’ambiente e di conservazione delle città dalla storia più risalente. In questo senso, è di certo più facile trasformare un vecchio convento in un albergo senza snaturane le strutture, piuttosto che in un centro commerciale.

Forti ragioni socio-economiche hanno, inoltre, contribuito al dilagare di questa pratica: non poche volte interventi di conversione alberghiera hanno generato o sono stati al centro di importanti progetti di riconversione urbana, di riappropriazione di luoghi abbandonati o in disuso. Dal punto di vista dei committenti, infine, si è reso evidente come investire per il riuso si trasformi molto spesso in un buon affare, in grado di dare forma ad opportunità estremamente interessanti e le cui complessità rappresentano, al contempo, un esercizio particolarmente stimolante, per chi sia chiamato a progettare ed esplorare le potenzialità che gli spazi non convenzionali sono capaci di offrire.

Una delle esperienze più eccentriche, in questo senso, è quella offerta da

The Krane
Una sistemazione di lusso in una stanza per due ricavata dentro ad una gru, nel porto di Copenhagen.
Al suo interno trovano posto anche una lounge minimalista per riunioni di lavoro private, una meeting room completamente vetrata per 20 persone e naturalmente una spa. Tutto il servizio è ovviamente personalizzato (se non altro vista la difficoltà d’accesso), e di altissima gamma: auto privata all’aeroporto, sound system Bang&Olufsen, sauna e doppia vasca da bagno.

Se volete invece raccontare di aver dormito in un silos, l’indirizzo per voi è Cape Town

The Silo
L’hotel è stato costruito nella parte un tempo destinata agli elevatori, all'interno del complesso storico che un tempo costituiva un grande silos per la raccolta del grano.
La facciata del nuovo albergo è caratterizzata da vetrate che sporgono come bolle e offrono una vista mozzafiato sulla città. L’hotel mette a disposizione tutti i comfort della categoria luxury con, in più, l’inatteso abbinamento ad uno spazio museale di importanza internazionale.
La struttura alberghiera occupa, infatti, i sei piani che sovrastano lo Zeitz MOCAA - Museum of Contemporary Art Africa, la più grande collezione d'arte africana contemporanea in Africa.
Il riutilizzo di edifici direzionali ad uso alberghiero ha una tradizione più consolidata - risalgono, almeno, agli anni ’90 i primi grossi interventi di questo tipo, negli Stati Uniti.
Uno degli esempi di innovazione tra i più interessanti, dell’ultimo anno, riguarda, tuttavia, proprio una struttura appartenente a questa categoria.

Il suo nome è

The Ned
I suoi spazi sono stati ricavati all’interno della ex sede della Midland Bank, un edificio storico nel centro della City di Londra. Completato nel 1939 su progetto di Edwin “Ned” Luytens, è stato di recente riconvertito in Hotel e club privato dalla joint venture di Sydell Group (vedi alla voce Ace Hotel, New York) e Soho House &Co.
L’albergo offre stanze, suites e appartamenti di varie dimensioni; ovviamente ci sono una spa e una palestra, ma anche un barbiere, un parrucchiere e un nailbar. Tutti gli spazi sono arredati con splendido gusto vintage coerente con lo stile architettonico dell’edificio. Anche le camere relativamente più modeste riescono ugualmente a fornire il massimo del comfort. Al loro interno, il solo censimento dei prodotti da bagno può prendere una buona mezz’ora e decidere cosa non prendere dal minibar è un vero dilemma.
Un problema rapidamente scavalcato in complessità dalla difficoltà di scegliere tra uno degli 8 ristoranti ricavati nella gigantesca sala colonnata della hall, il roof bar con piscina o il club nel caveau della banca. Ed è senza dubbio questo il vero atout di un hotel che, collocato in una zona tanto vivace di giorno quanto tombale di sera, riesce ad offrire ai suoi clienti la possibilità di un’esperienza genuinamente londinese senza che sia necessario neppure mettere il naso fuori dall’albergo.

Qualcosa di simile è offerto dal

Beekman Hotel di New York
Noto per lo slogan "want for nothing”, dato che, al suo interno, i clienti non potranno sentire la mancanza di nulla - essendo presente ogni tipo di servizio che qualcuno possa desiderare. L’hotel occupa, anche in questo caso, un edificio per uffici costruito nel 1883.
Si tratta di uno dei primi grattacieli della città, dotato di una fortissima caratterizzazione architettonica basata soprattutto sull’atrio di 9 piani decorato in stile vittoriano. L’anima del Beekman è devota all’arte contemporanea: sia le camere che gli spazi comuni sono, infatti, decorati con opere d’arte selezionate dalla curatrice Katherine Gass, in una collezione evocativa caratterizzata da numerose opere site specific legate alla storia del quartiere e dell’edificio.

L’arte ritorna spesso come tema caratterizzante dei nuovi boutique hotel, come nel caso del

Casa Malca
Un resort da 42 tra camere e suites, sulla costa messicana di Tulum. Il cambio di destinazione potrebbe non sembrare in questo caso così straordinario, visto che l’edificio era originariamente una villa privata, ma potremmo trovarci di fronte ad un’esperienza davvero inconsueta visto che l’enorme villa era stata costruita negli anni ’80 dal famigerato narcotrafficante Pablo Escobar. Il sito dell’hotel non ne fa menzione, ma la stampa di settore non ha perso l’occasione di citare la cosa, mettendo forse in ombra il grande valore della collezione d’arte raccolta da proprietario Lio Malca ed esposta nelle camere.
Non è un semplice albergo ma viene descritto come un resort urbano, o un quartiere-resort e si sviluppa su ben 17 ettari, nel centro di Buffalo (NY). L’edificio, oggi vincolato, fu progettato nel 1880 da Richardson Olmsted.
Le 88 camere e suites dell’hotel sono ricavate in quelle che erano le camere della casa di cura per malattie psichiatriche, ma il complesso si estende in altri edifici limitrofi, comprendendo una sala conferenza, numerose meeting rooms e spazi per eventi sociali.

Un altro intervento che si può definire a scala urbana è quello di

São Lourenço do Barrocal, Hotel & Monte Alentejano
Una grande fattoria che, nel XIX secolo, raggiungeva le dimensioni di un vero villaggio rurale, composto da edifici agricoli e residenziali disposti lungo una piccola strada e una piazza circondata da edifici collettivi, come la scuola, la cappella e un’arena per i combattimenti coi tori. Oggi, dopo un profondo e accurato restauro dell’architetto Eduardo Souto de Moura, la tenuta rinasce come albergo di lusso dallo stile pacato e solo apparentemente dimesso che, senza dimenticare il passato, reinveste nelle produzioni agricole rivitalizzando il villaggio un tempo fiorente.
Insomma, se è vero che, ormai, il potenziale cliente è sempre più informato e in grado di decidere rapidamente dove soggiornare, confrontando on-line le strutture e i servizi, è altrettanto vero che una delle soluzioni su cui i più attenti imprenditori del settore alberghiero sembrano investire le proprie energie, per distinguere la rispettiva offerta, è quella di mettere a disposizione dei propri clienti strutture e servizi sempre più fortemente caratterizzati. Con la velocità d’azione e l’occhio per le opportunità immobiliari che in fondo lo contraddistingue, il mondo dell’ospitalità si sta adattando all'interesse dei viaggiatori per spazi fortemente connotati e con una storia da raccontare, qualcosa che sappia rappresentare una bandiera da sventolare per richiamare l’attenzione dei clienti, nel mare infinito delle proposte turistiche su internet.
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