Diete a digiuno intermittente: healthy o rischiose?

Dagli Stati Uniti alla vecchia Europa fino in Asia ormai c’è una sola voce che circola riguardo a come perdere peso in modo efficace, duraturo e salutare. Star di Hollywood, atleti, cantanti hanno scelto questa dieta senza rimanerne delusi e, per una volta, anche la comunità scientifica approva, comunque con riserva, i risultati ottenuti.

Di che dieta si tratta? Di quella a digiuno intermittente, che sembra dare ottimi risultati sia nel campo estetico che in quello della salute. Il digiuno “a fini estetici” è nato nella società contemporanea, ma il digiuno volontario è una pratica antica come l’uomo. Ogni cultura, in ogni parte del mondo, ha nelle sue fondamenta qualche riferimento al trascorrere periodi di tempo sotto privazione volontaria di cibo.

Era pratica comune tra Fenici, Egizi, Assiri, Persiani, Cinesi, Celti, Galli e civiltà precolombiane. Lo facevano per motivi religiosi, punitivi o espiativi ma anche, e questo potrebbe sorprendere, per scopi curativi.

È un precetto proprio di tutte le principali religioni che lo hanno sempre associato alla purificazione del corpo e dell’anima, consigliandolo e promuovendolo per diversi periodi dell’anno. La quaresima per i Cristiani, il mese di Ramadan per i Musulmani, il digiuno spirituale degli Induisti e dei Buddisti, sono tutte pratiche considerate salutari per corpo e mente. Insomma, al digiuno l’umanità ha sempre attribuito connotazioni benefiche e, grazie a svariati studi scientifici, si è arrivati a decodificarne un utilizzo salutare da tutti i punti di vista.

Il digiuno può avere anche dei benefici

I benefici di un digiuno prolungato sono molteplici e dimostrati. Sottoponendosi a una privazione prolungata di cibo, ma non di liquidi, il proprio corpo reagisce innalzando le difese immunitarie, depurandosi dalle tossine, diminuendo i livelli di stress e ovviamente, diminuendo la massa grassa e intaccando la massa magra solo in un secondo momento. In altre parole, inizialmente si brucia grasso e non muscoli.

Insomma, è come se il corpo capisse che è in arrivo un periodo difficile e si preparasse al meglio per affrontarlo, purificandosi e rafforzandosi. Alla fine, se l’uomo in natura fosse rimasto senza mangiare per un paio di giorni e si fosse subito indebolito, come avrebbe fatto a sopravvivere? Come avrebbe potuto superare l'inverno o un periodo di carestia o anche una semplice caccia fallimentare?

Studi recenti hanno però evidenziato che il digiuno può essere usato per combattere stati infiammatori persistenti e che, se praticato con coscienza e cognizione di causa, può portare un sostanziale incremento dell’aspettativa di vita.

Questo perché il corpo assimila più in fretta e più efficacemente i nutrienti degli alimenti una volta assunti e può arrivare a generare nuove cellule neuronali se il digiuno supera le 24 ore.

Attenzione però, tutto questo può funzionare solo se opportunamente controllato, con l’ausilio di professionisti: improvvisare non è mai una buona idea.

Come affrontare una dieta a digiuno intermittente

Il digiuno intermittente o la restrizione energetica intermittente è un approccio dietetico basato sull'alternanza del digiuno con giorni di alimentazione “convenzionale”.

Esistono diversi protocolli: ad esempio alcuni prevedono 5 giorni di digiuno al mese, altri 2 a settimana e altri ancora suggeriscono di alternare le giornate a basso contenuto calorico (ovvero quelle nelle quali si riduce il carico delle calorie del 70%) con quelle di introito calorico normale. Altre ancora suggeriscono un digiuno quotidiano di 18 ore con solo 6 ore in cui è consentito mangiare consumando un normale numero di calorie.

Parola all'esperto

Digiuno sì, ma controllato

Per fare chiarezza abbiamo interpellato la dottoressa Ornella D’Alessio, biologa nutrizionista che opera tra Milano e Roma, la quale ci ha spiegato che:

Diversi studi hanno dimostrato che una restrizione calorica favorisce un prolungamento della vita fino all’11%, incoraggia un invecchiamento sano, riduce l’incidenza di cancro e la demineralizzazione ossea. Inoltre rafforza il sistema immunitario, incrementa il numero delle cellule staminali e progenitrici in diversi organi. Di fatto incoraggia la sopravvivenza.

Dopo attenta analisi la dottoressa D’Alessio ha però anche sottolineato i rischi che possono derivare da una dieta in determinati soggetti o in chi non dovesse seguire i consigli di un medico:

"Tutti possono intraprendere il digiuno intermittente ad eccezione delle donne in gravidanza, in allattamento, bambini, soggetti con disturbi del comportamento alimentare e persone affette da patologie senza supervisione di un medico. Esempio: nei diabetici, il digiuno può aumentare i livelli di cortisolo. Uno degli effetti del cortisolo è che aumenta i livelli di zucchero nel sangue. Per cui, in alcune persone con problemi di regolazione nei livelli di zucchero nel sangue, il digiuno può peggiorare le cose. In più – continua la dottoressa - in caso di prolungamento del digiuno oltre ai giorni consigliati, il rischio è quello di favorire una perdita della massa muscolare, rischiare ipoglicemie ed ipotensione."

Insomma, la dieta a digiuno intermittente è un ottimo modo per tenersi in salute e per perdere peso ma, come visto, potrebbe anche essere utile per chi soffre di altri tipi di problemi, per chi si ammala spesso, o soffre di stress. Quindi, perché non provare? Ovviamente sempre sotto l’occhio vigile di un professionista.

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