Tutto quello che c'è da sapere sulla Copa Libertadores 2019

di Gabriele Ferraresi / LUZ
Fine novembre del 2018: la finale di ritorno tra Boca Juniors e River Plate della Copa Libertadores 2019- l’equivalente della Champions League, ma dall’altra parte dell’oceano - finisce sulle prime pagine dei giornali anche in Europa, di solito poco attenti al calcio centro e sud americano. Ci finisce per i motivi sbagliati, gli scontri tra tifoserie e una serie di rinvii della partita per motivi di ordine pubblico.
Gabriel Omar Batistuta, argentino e già bandiera della Fiorentina, al tempo twitta: Otra oportunidad más perdida delante del mundo entero que nos observa, vergonzoso, lamentable. Non serve traduzione per capire che secondo l’ex capitano viola quella finale è stata un’opportunità persa davanti al mondo: persa in maniera vergognosa. Un vero peccato: perché “la Copa”, ha una storia leggendaria ed è una competizione affascinante e seguita quanto se non più della “nostra” Champions.

La storia della Copa Libertadores

Nata nel 1960 - al tempo si chiamava Copa de Campeones de América - inizialmente un po’ come per la Coppa Campioni prevedeva che vi partecipassero solo le squadre di club prime classificate nei campionati nazionali.

La partecipazione in seguito fu allargata anche alle squadre seconde classificate e così anche la coppa cambiò nome, diventando la Copa Libertadores da América, una denominazione che voleva celebrare gli eroi dell’indipendenza sudamericana sia a livello storico che calcistico.

“La Copa” poi era anche il biglietto di ingresso per una sfida ancora più appassionante: chi la vinceva infatti andava a disputare la Coppa Intercontinentale contro la squadra europea vincente nella Coppa Campioni. Oggi? Oggi le cose sono leggermente diverse e la Coppa Intercontinentale è diventata per vie traverse altro, trasformandosi nel Campionato del mondo per club FIFA: il principio della Copa Libertadores è quello di una competizione continentale per eleggere una squadra che va a sfidare la migliore di un altro continente rimane, ma non ci sono più solo le squadre della CONMEBOL, la Confederazione Sudamericana del Calcio e della UEFA, ma quelle di tutto il mondo, come stabilito dalla FIFA dal 2000 in poi.

Chi partecipa e come si svolge la Copa Libertadores?

La Copa Libertadores del 2019 ha visto iscritte un totale di 47 squadre provenienti da dieci federazioni nazionali: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Perù, Uruguay e Venezuela. Per scremare le formazioni iscritti sono previste inizialmente tre fasi a scontro diretto - andata e ritorno - prima di una fase a gironi. Più che tropicale, il regolamento della Copa Libertadores è bizantino, ricco di regole per determinare le squadre partecipanti piuttosto lontane da quelle cui siamo abituati in Europa: basti sapere che in questa primissima fase del torneo partecipano le squadre di fascia media della federazione sudamericana.

I tifosi coccolano la loro “obsesion”, come viene chiamata da quelle parti la Copa Libertadores.

I big arriveranno dopo, nella fase a gironi, cui partecipano 32 squadre divise in otto gruppi da quattro squadre ciascuno. Gli squadroni sono lì, insieme alle squadre emerse dalla fase precedente: le sfide, affascinanti, cominciano a riempire gli stadi. I tifosi coccolano la loro “obsesion”, come viene chiamata da quelle parti la Copa Libertadores.
Da questa fase a gironi infatti emergono poi le prime due squadre classificate di ciascun gruppo, destinate agli ottavi di finale in programma il 23, 24 e 25 luglio, l’andata, e il 30, 31 luglio e 1° agosto, il ritorno. Già qui, i club coinvolti e le partite si fanno molto interessanti anche per il pubblico europeo: gli argentini del River Plate sfidano i brasiliani del Cruzeiro, per dirne una, ma anche Boca Juniors contro Athletico Paranaense promette bene.
A dominare il tabellone negli ottavi di finale della Copa Libertadores di quest’anno sono le squadre brasiliane, ben sei su sedici: Palmeiras, Cruzeiro, Internacional, Flamengo, Grêmio e Athletico Paranaense. Anche l’Argentina è messa bene: quattro squadre approdano agli ottavi, Boca Juniors, River Plate, San Lorenzo e Godoy Cruz. Tre squadre per il Paraguay, che manda avanti Cerro Porteño, Libertad, e Olimpia di Asunción. Due per l’Ecuador, l’LDU di Quito e l’Emelec, una sola per l’Uruguay, il Nacional di Montevideo.

Dopo gli ottavi, i quarti sono in programma il 20, 21 e 22 agosto e il 27 28 e 29 dello stesso mese, le semifinali danno un po’ più di respiro, con i due match di andata previsti per il 1° e 2 ottobre e i ritorni il 22 e 23 ottobre.

Le squadre favorite per la vittoria finale della Copa Libertadores 2019

Tre squadre brasiliane dovrebbero andare avanti nel torneo e magari arrivare almeno in semifinale. Il Palmeiras, uscito nella scorsa edizione proprio in semifinale per mano del Boca vorrà prendersi una rivincita, così come il Grêmio di Porto Alegre, anche lui semifinalista nel 2018 ma eliminato dal River Plate. Quinta squadra da tenere d’occhio? Il Cruzeiro, che sfiderà già agli ottavi il River Plate in una partita attesissima.

I campioni da seguire alla Copa Libertadores 2019

La classifica dei marcatori per ora vede in cima appaiati Adrián Emmanuel Martínez, ventiseienne argentino del Libertad, e Marco Ruben, in forza all’Athletico Paranaense entrambi a quota sei reti. Per segnare ancora però serve andare avanti nel torneo, e agli ottavi sia Libertad che Athletico Paranaense hanno davanti sfide impegnative: i primi contro il Grêmio, i secondi contro il Boca Juniors. In chiave calciomercato da tenere d’occhio Dudu, brasiliano al momento del Palmeiras, così come Christian Pavón, ventitré anni, per ora del Boca Juniors. Altri nomi da seguire? Il centrocampista del River Plate Exequiel Palacios, dato ormai in partenza certa: destinazione Bundesliga o Premier League.

/related post

Tutto quello che c'è da sapere sui Campionati Europei di Basket Femminile 2019

Di Egle Damini / LUZ Era il 1938 quando le ragazze della nazionale italiana di...

Il sito utilizza cookie tecnici propri, cookie analitici di terze parti anonimizzati, e cookie di terze parti che potrebbero profilare: accedendo a qualunque elemento/area del sito al di fuori di questo banner, acconsenti a ricevere i cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso ai cookie, clicca qui. OK