Joggling, Combat Juggling e tessuti aerei: quando le arti circensi diventano sport

Lo sport è impegno e fatica, ma anche divertimento. “Innanzitutto divertimento!”, direbbero alcuni. E chissà cosa ne penserebbe chi ha scelto di trasformare il simbolo per eccellenza del divertimento, il gioco, in un gesto atletico, e in qualche caso in un vero e proprio sport.
Dall’arte di strada al circo, lo sport sembra ogni giorno allargare i suoi confini, diventando sempre più aperto e “accogliente” nei confronti di discipline che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe mai associato all’attività sportiva. La giocoleria, per esempio, può essere uno sport? C’è chi su questo non ha alcun dubbio: la risposta è sicuramente affermativa.

Jogging+Juggling=Joggling

Tra le arti circensi, il juggling, ovvero la giocoleria con i lanci, è la più nota e praticata. Vedere qualcuno per strada che lancia e manipola palline, cerchi o clave non è certo una rarità, nonostante l’abilità di chi sa destreggiarsi con questi strumenti con naturalezza non smetta mai di stupire. Che sia in un parco, a una semaforo o sotto il tendone di un circo, il juggling conquista immancabilmente l’attenzione di chi si trova ad assistere, rivelandosi uno spettacolo tanto essenziale quanto di sicuro fascino.
Ma quanto ha a che fare tutto questo con lo sport? Per Bill Giduz, il giocoliere che nel 1975 ha dato vita al joggling, molto. Com’è facilmente intuibile, il Joggling consiste in una combinazione di Jogging e giocoleria. L’idea di base è straordinariamente semplice, così come l’origine della disciplina: il movimento delle braccia di un corridore, aveva notato Bill Giduz, corrisponde quasi esattamente a quello necessario a lanciare a afferrare tre palline. E allora perché non correre e “giocolare” contemporaneamente? Di qui alla nascita del joggling il passo è stato brevissimo. Nel 1980 si è tenuta la prima competizione ufficiale, e oggi l’International Jugglers’ Association organizza ogni anno i campionati mondiali di joggling, che vedono atleti-giocolieri competere in diverse gare ispirate all’atletica: dai 100 metri corsi mantenendo in aria 3, 5 o 7 oggetti alle staffette nelle quali a fare da testimone è una palla da passarsi al volo.
A detta di chi ha scelto di praticarlo, il Joggling, oltre a essere molto divertente, è un allenamento completo capace di tenere attiva la mente mentre mantiene in forma tutto il corpo.

Combat Juggling: la giocoleria può essere competitiva?

Se correre lanciando e afferrando palline e clave ti sembra un’idea da bambini, il combat juggling potrebbe farti cambiare idea sulla relazione tra giocoleria e sport. Integrando elementi di competizione, tattica e strategia, il combat juggling ha infatti tutte le carte in regola per conquistare anche il più scettico degli appassionati di sport. Tra i pochi che sanno di cosa si tratta l’opinione è unanime: perlomeno dal punto di vista dello spettacolo, è uno sport eccezionale.
Prima di tutto, elemento affatto scontato per uno disciplina che ha origine nella giocoleria, il combat juggling è uno sport di squadra.
Due team formati da cinque giocatori si sfidano a tenere il più a lungo possibile in volo delle clave da giocoleria. Ma non si tratta di una semplice gara di resistenza: ogni giocatore inizia la sfida giocolando con tre oggetti, e il suo scopo è quello di riuscire a non farli cadere a terra interferendo contemporaneamente con l’esercizio degli avversari. Se un giocatore fa cadere le sue clave viene eliminato, e l’ultimo che rimane in gioco viene dichiarato vincitore, insieme alla sua squadra. Per questa ragione non è indispensabile essere giocolieri esperti per diventare buoni giocatori di combat juggling, una disciplina altamente strategica il cui presupposto principale è l’abilità di trovare il momento migliore per attaccare senza subire contraccolpi. Se per caso avessi ancora dei dubbi sulla giocoleria come sport, prova a farti una domanda: quello che hai appena letto non è forse il principio che accomuna quasi tutti gli sport di squadra?

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Tra arte e fitness, i tessuti aerei



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Sempre più diffusa come forma alternativa di allenamento, quella dei tessuti aerei è una disciplina acrobatica che dichiaratamente si ispira alle arti circensi. Sospesi a un’altezza compresa tra i 4 e i 10 metri, gli atleti eseguono movimenti anche molto complessi per realizzare figure spettacolari. A permettere tutto questo sono dei teli di tessuto elastico che, agganciati a un solido sostegno, si arrotolano intorno al corpo, sorreggendolo attraverso nodi in continua trasformazione.
Bellissime da vedere e molto impegnative da eseguire, le performance di tessuti aerei si collocano a metà strada tra l’arte e il fitness. Equilibrio e fluidità nei movimenti caratterizzano la pratica di questo sport, che stimola fortemente i muscoli delle gambe e delle braccia e gli addominali.
Una disciplina non per tutti che tuttavia garantisce i benefici fisici e mentali dell’espressione fisica mediata soltanto dal corpo.

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