Il grande rugby si allena con Technogym

Marco Barbini e Luca Morisi sono due ragazzi di 26 anni, entrambi giocatori di rugby nel Benetton Rugby di Treviso: 1 metro e 90 di forza, rigore, semplicità e sogni.

L’infanzia trascorsa tra libri e allenamenti e, seppur in città diverse, accomunata da una strana coincidenza: due famiglie e due generazioni di rugbisti che si tramandano la passione per questo sport di padre in figlio e figlia.

Difficile dire cosa ha inciso di più nella scelta della strada sportiva, se la tradizione familiare o il fascino di uno sport come quello del rugby fatto di fisicità, emozioni, rigore e condivisione. Ma entrambi ricordano come fase chiave della loro carriera sportiva il momento in cui dal mondo del rugby amatoriale hanno indossato la maglia del professionista: il giorno in cui si sono detti “ok, da oggi si fa sul serio”. Il momento in cui, a 17 anni, si inizia a tracciare il futuro: un disegno fatto di un semplice rettangolo, il campo di gioco del rugby in cui racchiudere giornate intere di sacrifici e speranze.

allenamento quotidiano di Marco e Luca e del loro team inizia alle 8 di mattina e prosegue fino alle 15, dal lunedì al venerdì: l’obiettivo principale è il rafforzamento della muscolatura dei giocatori con sedute di functional e SKILLATHLETIC training: attrezzi chiave nella palestra del Benetton Rugby di Treviso sono SKILLMILL KINESIS  di Technogym.

Il rigore dell’allenamento prosegue durante le partite, descritte da entrambi come un mix di fisicità e di emozioni, quelle della sfida in campo e quelle del tifo sugli spalti. Un carico di adrenalina che si scioglie nel Terzo Tempo in cui la sfida si trasforma in convivialità e condivisione, di speranze e di sogni. Per Luca e Marco lo stesso: la Coppa del Mondo di Rugby del 2019, in Giappone, indossando la maglia della Nazionale Italiana di Rugby.

Abbiamo chiesto di raccontarci la loro prima grande emozione sul campo: con un po’ di imbarazzo rispondono che l’emozione della vittoria di una medaglia nel torneo di quartiere è la stessa di una vittoria della European Rugby Champions Cup. Perché le emozioni, quando si hanno grandi obiettivi, sono le stesse a 6 anni, a 26 o 40 anni.

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