Tutto quello che c'è da sapere sui Campionati Europei di Basket Femminile 2019

Di Egle Damini / LUZ
Era il 1938 quando le ragazze della nazionale italiana di pallacanestro vinsero a Roma il primo torneo europeo di basket femminile di sempre. Sono passati più di 80 anni e gli europei femminili di pallacanestro FIBA sono arrivati alla trentasettesima edizione, con le migliori campionesse della pallacanestro europea pronte a scendere in campo. Serbia e Lettonia ospitano le gare della competizione dove l’Italia è pronta a schierare le diciassette promesse del parquet nostrano convocate dall’allenatore Marco Crespi: le atlete vanno dalle più - relativamente - mature, classe 1984, alle più giovani classe 1997.

Le squadre partecipanti agli Europei Femminili di Basket

Un mix di freschezza ed esperienza su cui coach Crespi è deciso a scommettere. “Le ragazze a 16 anni e a 18 anni sognano. Dobbiamo proteggere il loro sogno” ha spiegato in un’intervista al blog Pick and Baskete dobbiamo pensare a come ci possano essere sempre più bimbe e ragazze che giochino a basket, comunicare che questo gioco è il piacere di tirare e la gioia di fare canestro”. Con questa impostazione ha selezionato e allenato le sue ragazze che già dalla giornata inaugurale di giovedì 27 giugno scenderanno in campo per dimostrare che non si è sbagliato.
Fase iniziale con le nazionali di basket femminile suddivise quattro gironi: nel girone A gli incontri si svolgono a Riga, in Lettonia, tra Ucraina, Gran Bretagna, Lettonia, Spagna. Anche il girone B gioca a Riga e vedrà sfidarsi Svezia, Francia, Repubblica Ceca, Montenegro. Per il girone C invece ci si sposta in Serbia a Niš, teatro dei match tra Ungheria, Turchia, Italia e Slovenia. Infine il girone D con le squadre di Bielorussia, Russia, Belgio, Serbia che si affrontano sul parquet di Zrenjanin, nel nord della Serbia.
Le prime due classificate dei quattro gironi accederanno poi ai quarti di finale e all’ultima fase del torneo che dal 4 luglio fino alla finale del 7 sarà ospitata a Belgrado. Posta in gioco alta, importantissimo andare avanti e arrivare almeno ai quarti: perché saranno solo le prime sei classificate a questi europei a qualificarsi per le prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.

La storia del basket femminile in Italia

Primo campionato disputato negli anni ’30, ancora poco più che un dopolavoro. Leggendo le squadre degli anni si vedono formazioni che prendono il nome dall’ILVA o dalla Standa. Dopo due titoli non assegnati negli anni della seconda guerra mondiale, il basket femminile cresce fino a diventare davvero grande e popolare a partire dagli anni ’70 in poi.
Arrivano anche le prime protagoniste note al di fuori del settore degli addetti ai lavori, una su tutte la cestista Mabel Bocchi, attiva dal 1968 al 1982. Bandiera del GEAS di Sesto San Giovanni e in seguito giornalista e commentatrice tv, è anche grazie a lei che il basket femminile conquista almeno un paio di generazioni di giocatrici.

Nata nel 1954 a Vicenza, playmaker, esordisce appena diciottenne in nazionale nel 1972, proprio ai campionati europei.

Le leggende dello sport servono anche a questo: ad aprire la strada alle leggende di domani, a far sognare generazioni di sportive e di sportivi. Come un’altra leggenda di quegli anni: Lidia Gorlin. Nata nel 1954 a Vicenza, playmaker, esordisce appena diciottenne in nazionale nel 1972, proprio ai campionati europei. Convocata anche a quelli di due anni dopo a Cagliari conquista insieme alle compagne la sua prima medaglia pesante, il bronzo. In Nazionale gioca fino 1989 collezionando 231 presenze in Nazionale e sei coppe di Eurolega vinte, oltre a una qualificazione olimpica, quella per le olimpiadi in URSS del 1980, entrata nella storia del basket femminile. Qualche numero, qualche statistica? “Capitana” per circa un decennio, con le Azzurre Lidia Gorlin ha totalizzato 1.492 punti.

Lidia Gorlin: quanto tutto partì agli Europei Femminili di basket

Notevoli anche le sue imprese da giocatrice di club: la Gorlin muove i primi passi da giovanissima sul campo da basket dell’A.S. Vicenza e arriva in serie A giusto in tempo per vincere lo scudetto nel 1969, il primo dei dieci totali che riuscirà a conquistare nell’arco della sua carriera. Dopo l’esperienza vicentina passa alla Standa Milano e poi all’inizio degli anni ’80 alla Fiat Torino dove rimane per due stagioni vincendo il titolo italiano.
Oggi passata alla dirigenza, Lidia è direttore sportivo del Basket Le Mura di Lucca, ma in realtà è molto di più: da coach e ora da general manager ha dato e dà il suo apporto a un club che ha contribuito a portare ai vertici la pallacanestro femminile. Dal 1994 a oggi infatti con Lidia il Basket Le Mura Lucca è risalito dalla B alla serie A1, fino ad arrivare nel 2017 alla vittoria del campionato italiano.

Dopo vent’anni sul campo e altrettanti fuori come allenatrice e manager nel 2011 è stata anche inserita nell’Italia Basket Hall of Fame.

Intervistata da Pink Basket a febbraio di quest’anno, Lidia Gorlin ha spiegato perché per una bambina sarebbe un’ottima idea scegliere il basket come sport. Certo, con tanti pro e tanti contro: “In Italia, le donne nello sport vengono considerate molto poco. Anche nella pallacanestro. È dagli anni in cui gioco che è così. È anche vero che noi siamo un movimento con pochi numeri, ma io resto dell’idea che avere pochi numeri è un problema di cambiamento e scelta da parte delle ragazze. Il nostro è uno sport molto più fisico, è chiaro che una mamma, magari amante della danza, porterà la figlia a fare quello sport. Ma, a mio avviso, uno sport con un po’ di agonismo e aggressività serve anche alle donne”.
Allenarsi come un vero atleta: questo è l'obiettivo di Skill Line di Technogym. SKillmill, Skillbike, Skillrun e Skillrow permettono di allenarsi su equipment progettato con l'aiuto di campioni di tutto il mondo: Skill Line ha la competizione scritta nel DNA.  Grazie a Skill Line è possibile allenare potenza, agilità, velocità e resistenza: il metodo SKILLATHLETIC TRAINING lavora sui fondamentali della prestazione sportiva come ad esempio il basket.

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