Come la birra ti può aiutare nel recupero muscolare

Il mondiale è ormai finito e a trionfare è stata la Francia, contro una Croazia che, in totale, ha macinato ben 100 minuti di gioco complessivi in più dei rivali. Comunque, la squadra d’oltralpe ha affrontato sfide che possono essere considerate più impegnative, sia dal punto di vista del dispendio energetico sia da quello dei tempi di recupero. Ed è proprio di questo che ogni allenatore, insieme alla la sua equipe, si preoccupa prima di affrontare una competizione così serrata e piena di impegni come un Mondiale.
Partecipare a un Mondiale, per una squadra che punta alla finale, significa programmare allenamenti e definire un piano nutrizionale per affrontare 7 gare in un mese, il tutto al termine della stagione sportiva, con i fisici dei giocatori già esausti e spremuti fino all'osso dalle squadre di club.

Basti pensare a uno come Luka Modric, capitano croato premiato come miglior giocatore del mondiale dalla Fifa, che, ancora prima dell’inizio del mondiale, aveva giocato 49 gare per un totale di 3.878 minuti.

Come favorire il recupero dei giocatori in tempi brevi e in maniera sana?

Il rischio di incorrere in infortuni è in questi casi molto elevato. Per scongiurarlo, oltre ad affidarsi a specialisti della preparazione fisica e della match analisi, le squadre si rivolgono a nutrizionisti esperti.

La birra come non te l’aspetti

Nella mitologia greca si possono trovare  diversi riferimenti all'ambrosia, una bevanda che sarebbe stata in grado di conferire l’immortalità a chiunque ne avesse bevuto. Non ci sono molti indizi su cosa fosse realmente l’ambrosia, ma è certo che facesse ubriacare.
Qualche tempo fa, però, la scienza della nutrizione ha scoperto che esiste un’altra bevanda dorata che possiede delle qualità uniche: la birra. Sì, la stessa birra che bevete al bar, quella che fa ingrassare e fa male, se assunta con moderazione e coscienza può diventare un grande alleato per il recupero muscolare.

 Il ruolo dei fenoli

I benefici per la salute della birra più citati fanno riferimento ai composti derivati ​​dalle piante chiamati fenoli. David Nieman dell’Appalachian State University ha studiato gli effetti sulla salute di questi composti organici, scoprendo che le diete ricche di fenolo tendono a ridurre l'infiammazione e ridurre il rischio di contrarre malattie.

Nel 2011, Nieman e Johannes Scherr dell'Università di Monaco hanno studiato gli effetti della birra, che contiene circa 50 fenoli, sugli atleti - la cui intensa attività fisica può arrivare a compromettere anche l’attività immunitaria. Quando i maratoneti venivano istruiti a bere 1,5 litri di birra analcolica al giorno, il loro rischio di infezione delle vie respiratorie superiori si riduceva drasticamente. L'attività dei globuli bianchi, infatti, risultava ridursi anche del 20%, un chiaro segnale di un miglioramento dello stato di salute del sistema immunitario.

Scherr, autore dello studio, ha anche lavorato a stretto contatto con il comitato olimpico tedesco per diverse olimpiadi, affermando sempre che consumare birra analcolica è un vantaggio per la maggior parte degli atleti di resistenza ma che, a parità di trattamento, la cosa potrebbe essere meno utile, quasi dannosa, nelle gare di sprint o in quelle basate sulla forza, dove i problemi di infiammazione muscolare sono minori.

A dargli manforte è arrivato un team di ricercatori cileni che, nel 2016, ha pubblicato sulla rivista Nutrients una ricerca riguardante il rapporto tra il consumo di birra e il calcio. Il team di ricerca ha scoperto che la birra analcolica, bevuta prima di un allenamento, ha aiutato diversi calciatori “di resistenza” a rimanere idratati più a lungo rispetto a chi si era dissetato solo con l’acqua

 Birra sì, ma solo analcolica?

Ma perché si continua a parlare di birra analcolica? L’alcol può avere effetti negativi? A spiegarlo è una ricerca condotta presso il Dipartimento di Fisiologia Clinica, presso l'Istituto Karolinska in Svezia. I ricercatori hanno studiato l'effetto diretto che l'alcol aveva sui muscoli delle gambe di cinque volontari. Quello che hanno scoperto è che, dopo il trattamento con etanolo, l'assorbimento del glucosio nelle gambe è diminuito e il flusso di sangue si è ridotto in maniera significativa, probabilmente a causa di una costrizione dei vasi muscolari.

In teoria, questo significa che i giocatori che bevono una bevanda la sera prima di una partita importante potrebbero avere meno energia e meno ossigeno per i muscoli il giorno successivo, le cosiddette “gambe pesanti”, insomma. Da qui, il consiglio di non bere più di una birra media, o magari berne una analcolica, in modo da evitare gli effetti negativi che l’alcol ha sul corpo in termini di prestazioni sportive.

Luca Gatteschi, uno dei medici della Nazionale Italiana di calcio, ha spiegato in diverse occasioni come la birra, assunta lontana dallo sforzo fisico, possa avere effetti estremamente positivi. Grazie alla minore quantità di zuccheri, al maggior contributo di magnesio, fosforo, calcio e vitamina B, questa può essere considerata più valida di molti altri integratori energetici. Per questo motivo, anche ai giocatori della nazionale italiana è concesso bere birra, ovviamente con moderazione, durante i periodi di ritiro.

Se quindi, mentre guardavate una partita del mondiale sorseggiando una birra fresca, vi foste mai chiesti come facessero quei calciatori a giocare tanto spesso, recuperando in fretta, battendo caldo e fatica, forse la risposta era proprio sotto il vostro naso.

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