7 benefici della mindfulness per il golf e lo sport

La meditazione mindfulness, grazie alle evidenze scientifiche emerse negli ultimi anni, si è dimostrata utile per chi fa sport. Come molti atleti hanno capito da tempo, il vero avversario – anche se può apparire un concetto un po’ mistico - è dentro noi stessi. Non si possono trascurare i benefici che questo genere di meditazione offre a chi pratica sport e che ci permette di venire a patti con il nostro rivale più forte: noi. La mindfulness è valida per qualsiasi tipo di disciplina atletica (dal fitness al golf, dal body building allo sci), anche se il volume degli studi e delle ricerche è ancora limitato, esistono già una serie di benefici che dimostrano come possa migliorare le performance sportive.

I 7 benefici della meditazione mindfulness

Quali sono i vantaggi di chi pratica la meditazione mindfulness? Vediamone alcuni dei principali che si ottengono nel praticarla:
1. Riduce lo stress
Chi pratica sport, non solo a livello agonistico ma anche amatoriale, sa che uno dei peggiori nemici è lo stress.  Non solo quello che si accumula durante l’attività fisica, ad esempio nel pre-gara o nei periodi più intensi di allenamento, ma anche tutto quello che ci investe durante l’arco della giornata. La mindfulness è un tipo di meditazione che permette la riduzione dello stress, è infatti stato dimostrato come competere o gareggiare sotto stress abbia un chiaro impatto negativo sulle performance atletiche.

A comprova uno studio pubblicato sul Journal of Health Psychology che mostra come negli atleti che pratichino la meditazione avvenga una diminuzione del cortisolo, l’ormone dello stress. Praticare costantemente la mindfulness permette al corpo di imparare a rilassarsi e gestire in modo più sano i momenti stressanti. In più, aiuta a creare un approccio mentale alle difficoltà e ai problemi più positivo e propositivo, anche questo utile per migliorare le performance sportive.

2. Incrementa la tollerabilità al dolore (anche per coloro che hanno subito un infortunio)
Uno studio dell’Università del Kent dimostra come la meditazione migliori la gestione del dolore: gli atleti infortunati aumentavano la soglia di tolleranza grazie alla pratica della Mindfulness. La ricerca è stata condotta su un campione di 20 atleti professionisti (14 maschi, 6 femmine), di età compresa tra i 21 e i 36 anni che avevano riportato infortuni gravi (con minimo 3 mesi di prognosi).

Sono stati divisi in due gruppi, entrambi seguivano il normale percorso fisioterapico, e uno di questi svolgeva delle sessioni di un’ora e mezza a settimana (per un totale di 2 mesi), di pratica mindfulness.

Sono stati utilizzati vari strumenti:

Questi strumenti di misurazione hanno dimostrato come la tolleranza al dolore fosse aumentata nei soggetti che facevano parte del gruppo che praticava la meditazione mindfulness.

3. Rafforza il sistema immunitario
Come detto lo stress è un vero nemico per ogni atleta che, in più, indebolisce il sistema immunitario e uno sportivo non può di certo permettersi di ammalarsi specialmente durante i periodi di allenamento più intenso o di gara.

Molti studi hanno dimostrato come la meditazione, oltre a diminuire lo stress, porti anche un miglioramento del sistema immunitario.

In modo particolare una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Perspectives on Psychological Science indica come la meditazione mindfulness:

  • rafforzi il sistema immunitario,
  • riduca la pressione sanguigna,
  • migliori la funzione cognitiva.

Anche se siamo solo all’inizio di un più ampio percorso di indagini e ricerche sulla mindfulness, appare chiaro quanto la meditazione offra vantaggi innegabili, ottenibili anche con un minutaggio limitato di pratica al giorno.

4. Aiuta a concentrarsi
I grandi sportivi sono consapevoli dell’importanza che riveste la mente in tutti gli sport, in alcuni dove la condizione mentale focalizzata sull’obiettivo come il golf o il tennis ad esempio è più che fondamentale. Si deve restare sul pezzo maggiormente quando si sta per fare il punto della vittoria, oppure a pochi metri dal traguardo quando non ci si deve distrarre pensando agli avversari ma solo alla propria prestazione per dare il massimo.
Chi non ha mai sentito parlare della “paura di vincere” o “braccino del tennista”? Si tratta di un meccanismo che spinge lo sportivo ad autosabotarsi, la meditazione è in grado di disinnescarlo aiutando ad essere concentrati in ogni momento. Tutti possono migliorare proprio grazie alla Mindfulness che si focalizza sul momento presente, spingendo ogni sportivo a dare il massimo.
5. Migliora il sonno e i tempi di recupero
Dormire è una necessità per tutti, sportivi e non. Uno studio pubblicato sul Journal of Sleep ha svelato una serie di problemi che riscontrano gli atleti che non dormono a sufficienza:

  1. Disturbi nell’umore.
  2. Incapacità a concentrarsi.
  3. Aumentò dell’ansia.
  4. Riduzione del controllo motorio.
  5. Aumento del peso.

Al contrario si è visto come gli atleti che pratichino la meditazione con costanza, avessero un sonno di qualità superiore e una maggiore facilità ad addormentarsi. Si sono inoltre riscontrati una diminuzione dei tempi di recupero, il rafforzamento del sistema immunitario, la diminuzione dei sintomi del raffreddore e delle infezioni respiratorie acute, come illustrato in una ricerca effettuata dalla Scuola di Medicina e Salute dell'Università del Wisconsin.

6. Migliora la resistenza
Praticare la mindfulness ha inoltre importanti esiti sul corpo umano: gli atleti che visualizzano il raggiungimento di un obiettivo specifico attraverso la meditazione (tipicamente nella mindfulness si tratta  di esercizi di respirazione) possono allenare il corpo a lavorare più a lungo, migliorando quindi la resistenza alla fatica.

E allenarsi significa provare e fallire, più e più volte e spesso a peggiorare le cose sono i pensieri negativi che abbattono il morale e inculcano nella testa dell’atleta pensieri negativi, il classico non c’è la posso fare.

La meditazione mindfulness aiuta a distaccarsi dai pensieri distruttivi e malsani che non permettono all’atleta di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Ho fallito più e più e più e più volte nella mia vita. Ed è per questo che ho successo. Michael Jordan

Rende consapevoli di sé stessi e del proprio corpo
Con essa gli atleti possono individuare e conquistare quelle zone d’ombra che li mettono in difficoltà, stati mentali ed emotivi che sono latenti e incidono sull’esito delle varie sfide, facendole sembrare ancora più ardue di quanto in realtà siano.

Grazie alla meditazione mindfulness si hanno così una maggiore consapevolezza di se stessi, con limiti, punti di forza, paure e qualità che sono la base per costruire un' identità sana e reale: una buona autostima parte da questi elementi. In più la meditazione incrementa la consapevolezza di ogni muscolo e fibra muscolare permettendo di comprendere il proprio corpo, evitando quindi inutili infortuni ma anche aiutando ad allenarsi entro i giusti limiti.

Ogni individuo può sperimentare questi come molti altri, tutti positivi, che portano vantaggi non solo a livello sportivo ma anche personale innescando un circolo virtuoso.Può aiutare atleti che soffrono di stress, ansia, depressione o patologie mentali, aiutando l'equilibrio e la consapevolezza.

Meditare è identico a qualsiasi nuovo percorso che si vuole intraprendere, un viaggio che va affrontato a mente aperta e lo stesso spirito agonistico che si mette in campo durante l’attività sportiva.

Meditare è uno strumento potente, utile per il corpo e la mente. Numerose ricerche dimostrano come in ambito sportivo velocizzi la capacità di recupero dagli infortuni, migliori le capacità cognitive e di concentrazione, diminuisca stress e ansia.

Da circa 30 anni in particolare si studiano gli effetti benefici di una delle meditazioni più in voga degli ultimi anni, la  mindfulness, in quegli sport dove la concentrazione sembrerebbe più importante, come ad esempio il golf. Rispetto alle evidenze empiriche- che necessitano di periodi molto lunghi sono state le ricerche scientifiche  che hanno permesso di valutare  in modo corretto i  vantaggi della Mindfulness.

L'importanza della meditazione mindfulness nel Golf

Meditare è uno strumento potente, utile per il corpo e la mente. Numerose ricerche dimostrano come in ambito sportivo velocizzi la capacità di recupero dagli infortuni, migliori le capacità cognitive e di concentrazione, diminuisca stress e ansia. Da circa 30 anni in particolare si studiano gli effetti benefici di una delle meditazioni più in voga degli ultimi anni, la  mindfulness, in quegli sport dove la concentrazione sembrerebbe più importante, come ad esempio il golf. Rispetto alle evidenze empiriche- che necessitano di periodi molto lunghi sono state le ricerche scientifiche  che hanno permesso di valutare  in modo corretto i  vantaggi della Mindfulness.
L’efficacia della mindfulness è stata dimostrata scientificamente soprattutto nel trattamento di specifiche condizioni di natura psicologica come stress, ansia, depressione e dolore cronico. Negli ultimi anni ci si è focalizzati sui benefici psicofisici e quindi anche su eventuali miglioramenti nelle performance atletiche.  Da moltissimi anni si tenta di capire quale effettiva correlazione ci sia tra performance sportive e chiarezza mentale: quanto la mente incida sui risultati e soprattutto, come li possa migliorare.
Sul tema, nel 2014 è stato pubblicata una ricerca scientifica intitolata Mindfulness and Golf Performance: A Case Study, che appunto studiava il rapporto tra la mindfulness e il golf ed eventualmente i benefici che poteva portare l’utilizzo di tale pratica per gli sportivi. Lo studio dell’Università di Redland è stato condotto su un giovane golfista professionista che ha seguito un percorso di rilassamento utilizzando le tecniche di Mindfulness, per valutarne l’incidenza sulla perfomance.

Mens sana in corpore sano

Mens sana in corpore sano: il concetto di Wellness proposto da Technogym è una combinazione equilibrata tra attività fisica, alimentazione bilanciata e approccio mentale positivo.  Questo equilibrio è stato sintetizzato nella Piramide del Wellness, uno schema semplice ed efficace che sintetizza il concetto di wellness lifestyle.
Il wellness lifestyle quindi si concretizza nella sinergia fra tre elementi complementari che determinano il nostro livello di energia: approccio mentale, alla base della Piramide, alimentazione e movimento sui cateti. Curare le relazioni socio-affettive, coltivare passioni e hobby costruttivi, essere positivi e motivati nell'affrontare le sfide quotidiane è il presupposto necessario al viver sano.  Infatti, l’esercizio  e più in generale qualsiasi tipo di attività fisica, se combinata con una dieta equilibrata e un approccio mentale positivo alla vita, sono le componenti chiave per uno stile di vita sano.
In particolare Wellness Foundation, la fondazione no profit di Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, promuove il progetto Wellness Valley per creare in Romagna il distretto del benessere e della qualità della vita al mondo. Wellness Valley ha coinvolto tutti gli stakeholders locali: le Amministrazioni Pubbliche, il mondo della scuola, dell’università, il sistema sanitario, le aziende e il settore turistico. A distanza di 15 anni, Wellness Valley è una realtà consolidata con oltre 70 progetti attivi (da attività per la promozione dell’esercizio fisico nelle scuole, a pacchetti turistici wellness sulla costa romagnola, a programmi con i medici di base per la prescrizione dell’esercizio fisico per determinate patologie, a programmi di attività fisica nei parchi per gli anziani, solo per citarne alcuni).

La competitività nello sport dipende sempre più da fattori psicologici

Il miglioramento costante del livello di prestazione in gran parte degli sport spinge gli atleti a livelli sempre più alti obbligandoli a performance sempre migliori con conseguente incremento della pressione di tipo non solo fisico, ma anche mentale. Di conseguenza è chiaro come le discipline psicologiche in ambito sportivo debbano migliorare e progredire per trovare nuovi metodi e strumenti per supportare gli atleti nel far fronte allo stress a cuisono sottoposti.
E’ da tempo che la psicologia dello sport ha modificato l’approccio performance oriented verso interventi che permettano un modo nuovo e più sano per affrontare pensieri negativi, paure e ostacoli mentali.

Metodi psicologici tradizionali per le performance degli atleti

I classici metodi per migliorare le prestazioni sportive si basano sull’assunto che, per incrementare le performance, basti diminuire i pensieri o gli stati mentali negativi. Di conseguenza si lascia spazio, invece, a quegli stati mentali positivi che danno maggiore sicurezza e autostima. La psicologia sportiva si è focalizzata al controllo di tali stati negativi utilizzando tecniche come:

Nel 1993 gli scienziati Gould, Eklund, e Jackson  hanno analizzato l’approccio alle gare di vari atleti alle Olimpiadi del 1988.

Gran parte dei lottatori ad esempio utilizzava strategie di controllo dei pensieri negativi, blocchi alle distrazioni o anche auto-discorsi positivi.

Circa 4 atleti su 10 applicavano tecniche di respirazione o rilassamento, per avere un maggior controllo sulle proprie emozioni e paure. Stessa percentuale utilizzava, invece, tecniche di visualizzazione.

La mindfulness si è diffusa rapidamente nella nostra società, dando notevoli benefici a chi la pratica, come molti studi scientifici dimostrano.

Durante lo stesso evento sportivo, gli studiosi hanno analizzato anche gli atleti del pattinaggio statunitense che usavano soprattutto la tecnica di Positive self-talk e di controllo dell’ansia e dello stress. I risultati di questi studi avvalorano la tesi che emozioni e pensieri negativi, ansia, rabbia, paura e stress abbiano un fortissimo impatto sulle performance atletiche in discipline diverse (es. pattinaggio su ghiaccio e lotta).
Devono essere quindi gestite nel modo opportuno attraverso strumenti psicologici sempre più affinati. Come la mindfulness può aiutare a superare le classiche tecniche psicologiche di alleggerimento dei pensieri?

Mindfulness e neuroplasticità

Al centro della pratica meditativa Mindfulness ci sono 3 differenti condizioni: l’assenza di giudizio, il qui e ora e la conoscenza diretta. Sono concetti distanti dalla cultura occidentale. La mindfulness si è diffusa rapidamente nella nostra società, dando notevoli benefici a chi la pratica, come molti studi scientifici dimostrano.

“Dopo anni di vagabondaggio, Buddha si stabilì sotto l'Albero del Risveglio per un'ultima meditazione e divenne illuminato sul dharma" (Coogan, 1998)

Ad esempio, uno studio di Kee e Wang del 2008 su un gruppo di 183 atleti universitari di 23 sport, ha mostrato che i gruppi di mindfulness avessero un miglioramento per quanto riguarda, l’equilibrio, la concentrazione, il controllo e la consapevolezza. È fondamentale introdurre il concetto di neuroplasticità, definita come la capacità del cervello di modificare la propria anatomia funzionale e fisica in risposta a richieste di attività ripetute. La ricerca ha dimostrato come la meditazione mindfulness possa indurre cambiamenti strutturali nel cervello e alterare l'attività delle regioni cerebrali (Marks, 2008).

Mindfulness e Golf

Sin qui abbiamo visto come sia necessario un progresso delle tecniche psicologiche in ambito sportivo per migliorare le performance. Nel 2014 Jeremy Gomberg (University of Redlands) ha eseguito uno studio su se stesso , per capire gli effettivi benefici che la meditazione Mindfulness avesse sul suo modo di giocare. Il punto di partenza era il suo bisogno di migliorare quando, invece, si sentiva come se lo swing fosse ormai al suo massimo potenziale (giudizio di valore) e la sua mente fosse sempre proiettata a come diventare un giocatore più bravo (incapacità di focalizzarsi sul qui e ora).
Chi è il soggetto della ricerca:

  • Maschio, 21 anni.
  • Golfista, ha partecipato a circa 30 tornei.
  • Classificato 10° nella terza divisione statunitense.
Nella procedura, il giovane golfista ha praticato le tecniche mindfulness ogni giorno. Ogni settimana ha giocato 3 round a 9 buche ed ha scritto un diario sull’esperienza di gioco: lì ha raccolto i dati statistici e punteggi delle 9 buche giocate. Ovviamente si tratta di una ricerca i cui dati sono stati raccolti e analizzati con strumenti scientifici e statistici che, però, è riferita a un singolo soggetto e quindi non generalizzabile. Il ricercatore/golfista ha dichiarato che inizialmente il suo scopo era di ridurre le paure e le preoccupazioni, meccanismi che sono contrari proprio a questa pratica meditativa.
Di certo, dice l’autore della ricerca, la mindfulness è di applicazione più rapida rispetto al classico training autogeno, anche durante la competizione. Si tratta di un approccio passivo e, in un ambiente come quello di un campo da golf dove ci sono molte variabili (distanza, vento, pioggia, pendenza ecc), utilizzare uno strumento che lavora su respiro e sensazioni si è dimostrato più gestibile.

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