Bath with a view: il nuovo trend negli alberghi di lusso

Se vi è capitato di soggiornare in un albergo di lusso nell’ultimo paio di anni, ci sono buone possibilità che vi siate imbattuti in uno dei trend recenti più discussi in fatto di design d’interni.
Sembra infatti che gli architetti di molte delle più note catene alberghiere abbiano pensato di inserire la zona notte e i servizi nel medesimo spazio, ad eccezione, ma non sempre, della toilette.
Lavandini e docce adesso in bella vista, tra il letto e la poltrona, schermati al massimo da pareti di vetro trasparente e, non di rado, visibili anche dalla strada, costituiscono una soluzione quanto meno azzardata, infrangendo senza remore forse l’ultimo baluardo di privacy effettiva: lavarsi nello stesso spazio in cui si dorme non è più la soluzione di comodo di solai riadattati ad abitazione o di alberghetti economici, ma al contrario una caratteristica distintiva degli hotel più esclusivi.
I bagni sono da sempre considerati indicatori importanti del livello di un hotel, una sorta di estensione della sua identità.

Speri che sia un po' ambizioso, che sia un po' meglio di quello che hai a casa. Un po' di divertimento!

Questo, ciò che ha detto al riguardo Drew Shepard, senior director di Consumer Insights per Marriott, che per lavoro intervista ogni anno migliaia ospiti della catena.
Secondo Zeev Sharon, fondatore di Hotelied, un sito di prenotazioni alberghiere che offre sconti agli utenti in base alla loro presenza sui social media, le ricerche di mercato degli ultimi anni mostrano anche che il bagno è sempre di più un criterio di valutazione dell’intera stanza. E si è detto convinto che vedremo i bagni diventare via via più grandi – a differenza della camera, che al contrario sarà più piccola e minimale, sebbene sempre più automatizzata.
«Molta attenzione è ultimamente dedicata a rendere il bagno il più possibile simile a una spa. Con le dovute proporzioni, succede anche per hotel a tre stelle.»

I nuovi requisiti della toilette di lusso

TrustYou, una società di gestione del rating che analizza centinaia di migliaia di recensioni da oltre 250 siti Web come TripAdvisor, Twitter e Yelp per poi condividere tali informazioni con alberghi e altre aziende di ospitalità, riporta come la maggior parte dei commenti online sui bagni degli hotel riguardi le dimensioni o la pulizia. E come una delle lamentele più frequenti negli anni sia stata rivolta all'illuminazione spesso insufficiente dei bagni.
D’altronde, pare che l’esigenza di una maggiore luminosità sia proprio una delle principali ragioni per cui senza troppi patemi sono state abbattute porte e pareti della zona che per antonomasia doveva essere fornita di chiavi e serrature. L’installazione di pareti di vetro e di docce con peekaboo permette alla luce naturale di diffondersi nello spazio, facendo sembrare l’ambiente più ampio e arioso e dando alla stanza un appeal da spa, ma va da sé che costringe a una confidenza con i propri compagni di viaggio che non si può certo dare per scontata.
Lontani i tempi in cui Joan Collins individuava la chiave per un matrimonio lungo e felice nell’avere bagni separati, e in cui in generale si pensava che un po’ di mistero rinsaldasse l’intimità, gli hotel Standard di New York, in particolare le location di High Line e East Village, sono adesso noti per le loro pareti completamente in vetro, che danno sulla strada.

Michael Attenborough, responsabile del design degli interni per gli hotel Radisson Edwardian, ha installato già nel 2009 le vasche da bagno freestanding di Philippe Starck nella sede Bloomsbury, e ha disposto bagni con pareti di vetro nell'hotel Leicester Square.

È andato talmente fiero dell’innovativa soluzione d’interni che l’ha riproposta nella propria casa privata: «Sì, mi è costata tre volte tanto quanto mi sarebbe costato un muro normale», ha detto a proposito della parete in vetro che divide la camera da letto dal bagno, dove una doccia clamorosamente grande e open plan fa da protagonista, «ma tutti gli amici che lo vedono dicono “Oh Dio, è fantastico!”, anche se poi non è un tipo di design che vada bene per chiunque».
In effetti, come molte altre tendenze un tempo limitate agli hotel, anche quella del bagno open plan si sta diffondendo nelle abitazioni, in totale spregio della norma convenzionale per cui le proprie abluzioni ma soprattutto le proprie funzioni fisiologiche siano da espletarsi nella più assoluta riservatezza, anche dal partner.

Trasparenza hi-tech

L’Ecclestone Square Hotel di Londra, che si fregia di essere il più hi-tech di tutta la capitale, è fornito di pareti di vetro che è possibile opacizzare al semplice tocco di un pulsante, ma non si tratta della norma: per lo più le pareti trasparenti dei bagni rimangono tali, senza l'opzione frost.
Situato in un ex carcere della seconda guerra mondiale, il Lloyd Hotel and Cultural Embassy di Amsterdam offre camere da uno a cinque stelle: già quelle a due stelle includono un bagno a pianta aperta progettato per massimizzare lo spazio e la luce, oppure di una sorta di bagno estraibile che funge da divisorio e si può richiudere quando non è utilizzato.
L’Hotel Particulier di Montmartre, inaugurato a Parigi nel 2007, ha tutta l’aria di un rifugio romantico, con una grande vasca dai piedi artigliati nel bel mezzo della suite all'ultimo piano, come fosse una scultura a sé stante.
«Penso ai bagni come a dei salotti», ha dichiarato Morgane Rousseau, designer e artista responsabile del progetto del Particulier. «Il bagno è un luogo privato a volte, ma va anche bene condividerlo».
Ed è proprio a una sorta di funzione multitasking della vasca che fanno riferimento molti degli appassionati sostenitori del bagno a vista.

L'odierna vasca da bagno di lusso è uno spazio in cui vivere.

Trisha Wilson, fondatrice e amministratore delegato della Wilson Associates, che riunisce studi di interior design, architettura e consulenza artistica e che negli ultimi anni ha progettato decine di bagni open plan in alberghi di tutto il mondo, dal Marocco alla Cina, specificando anche che ormai circa la metà della superficie della stanza viene appositamente dedicata al bagno.

Questione di lifestyle

«Se mi chiedono - Che cosa hai fatto domenica? - , adoro rispondere - Ho passato tutto il giorno nella vasca», ribadisce la Rousseau, per cui è un lusso vero guardare la televisione, chiacchierare con il proprio partner o semplicemente ammirare il panorama fuori dalla finestra mentre ci si rilassa facendo un bel bagno.

E sempre a Parigi, la designer ha proposto e progettato già diverse soluzioni open space per i bagni di appartamenti privati, pensandoli davvero alla stessa stregua di salotti, con caminetti, poltrone, tavolini e pouf per stendere i piedi e rilassarsi.

Questa tendenza non è quindi solo l’estensione naturale delle cucine a pianta aperta, o più in generale ad aprire gli spazi abitativi, ma riguarda, ancora più in generale, l’agio con cui siamo ormai soliti gestire la sovraesposizione e la costante erosione della privacy a cui più o meno tutti siamo sottoposti. Anzi: l’esibizione noncurante del proprio corpo e dei propri bisogni naturali viene sempre più spesso associata a un senso di lusso aggiunto.
Ai più riservati, non resta che assicurarsi già in sede di prenotazione che esista la possibilità di una porta da poter all'occorrenza chiudere a chiave.

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