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Andrea Dovizioso: il fisico del motociclista

Sorridente, timido e spensierato. Sembra già concentrato, focalizzato sul lavoro che lo aspetta. Semplice e determinato. Sguardo attento a ogni dettaglio, lucido e presente.
Andrea Dovizioso, Pilota di MotoGP classe 1986, si presenta in palestra pronto per l’allenamento.
Andrea Dovizioso milita nel motomondiale dal 2001 e detiene il primato del maggior numero di Gran Premi disputati, duecentosettantacinque.
Abbiamo chiesto ad Andrea i suoi segreti, come si allena e quando ha iniziato, i cambi di preparazione: i suoi allenamenti in una chiacchierata.

Quanto è importante l’allenamento fisico in MotoGP?

Il motociclismo su asfalto, uno sport adrenalinico, non solo per lo spettatore. Richiede un impegno cardiovascolare neurogeno, ovvero lo stress a cui è sottoposto il pilota attiva il suo sistema nervoso con un conseguente aumento della frequenza cardiaca.
La componente emotiva del pilota è fondamentale soprattutto nelle competizioni, in quanto è proprio questa che determina gli aumenti della frequenza cardiaca.
L’abilità tecnica è da sempre considerata caratteristica primaria nel motociclismo, a discapito delle doti atletiche.
Lo stile di guida non si cambia - tiene a precisare Andrea, ma sappiamo tutti che la prestazione finale dipende tantissimo anche dall'allenamento dell’atleta, dall'alimentazione e dallo stile di vita.
Raccontaci come lavori il tuo fisico e della tua preparazione, quando hai iniziato?
Innanzitutto nella vita ci sono momenti e momenti: quando hai quindici o sedici anni cominci a correre sul serio e conosci il mondo della preparazione. Perché prima, giravi solo in moto. C'era solo il divertimento. Iniziando a correre nel Motomondiale c'è la necessità di evolversi, di lavorare. E bisogna averne voglia, di lavorare.
In carriera sono state tre le esperienze con i preparatori atletici, tutte molto interessanti, molto diverse ma molto interessanti. In certi momenti della vita sportiva serve una preparazione più serrata in altri invece, come a quindici, sedici o diciassette anni, serve invece più divertimento e libertà.
Poi ho avuto un altro preparatore atletico per 5 anni. Fino all'anno scorso.
Poi cos'è successo?
Poi ho iniziato ad allenarmi con il metodo Technogym. Sto facendo un'esperienza totalmente diversa da quello che ho fatto fino ad oggi. Ho 31 anni e ho già la mia base atletica.
il grosso impegno per me è stato ripensare l'allenamento con una metodologia completamente differente da quella ricevuta dai preparatori precedenti. Il lavoro è incentrato completamente su altri aspetti.
Il mio fisico è abbastanza contratto, chiuso, non sempre ho le aperture e le leve giuste e flessibili abbastanza. Non le uso nel migliore dei modi, essendo appunto piccolo, come la maggior parte dei piloti.
Quindi ci siamo concentrati molto sulla stabilità, la core stability. Non è stato fatto un lavoro massacrante. Non sono mai stato obbligato ad uscire in bici e allenarmi tante ore per fare fiato e resistenza.
Abbiamo lavorato maggiormente su aspetti che non avevo mai toccato prima. Ho scoperto tante cose ed è stato bello ottenere risultati importanti "facendo anche poca fatica".
Spesso si pensa alla preparazione come un periodo in cui più lavori meglio è. Ma non è assolutamente così.
In certi casi conoscere esattamente come lavora il fisico è molto difficile.
Devo ammettere che quest’anno ho scoperto un mondo diverso.
Anche quando mi aspetta un allenamento difficile mentalmente, non mi preoccupa affatto.
Allenamenti stancanti, una preparazione pesante, richiedono un lavoro preliminare anche a livello alimentare.
La tipologia di lavoro richiesta oggi è molto più specifica, niente esercizi e prestazioni massimali. Il tutto in meno tempo e con maggiore qualità, e questa stessa qualità mostra i suoi risultati in gara, sulla moto. Anche gli esercizi in palestra sembrano totalmente diversi e distaccati dal mondo delle moto.
Ho scoperto esercizi nuovi, e parti del mio corpo che non credevo fossero deboli. Lavorandoci hanno apportato un miglioramento anche alla prestazione in moto. E credo che si possa ancora migliorare.
Stabilità e leve, quanto incidono questi aspetti sullo stile di guida?
Leve e stabilità sono fondamentali nella moto. Lo stile di guida non si cambia più di tanto, dopo tanti anni in sella ognuno imposta la propria posizione. Aver lavorato in passato sulla forza ha avuto la sua importanza, perché senza stabilità diventa molto più complicato lavorare su altri dettagli. Si Lavoriamo tanto sulle leve, eseguiamo esercizi sempre con instabilità, per simulare meglio anche le situazioni che si incontrano sulla sulla moto, in curva, ad esempio.

È  tutto un discorso di leve, ed è tutto un discorso di equilibrio.

In campionato mi sono sentito a mio agio molto spesso, e questo è un segnale del buon lavoro fatto in palestra. Un fisico sciolto, sicuro e pronto a tutto. Non sono praticamente mai arrivato oltre il mio limite, cosa che succede in quasi tutte le gare perché tutti spingono al 100%. Sono riuscito a gestirmi durante le gare, cosa che in passato mi veniva molto difficile. Sono tutti piccoli aspetti che poi possono fare una grande differenza quando devi tirare fuori il 100% dei 45 minuti di gara.

Parliamo dei periodi e dei tipi allenamento.
Ho scoperto che non esistono giorni di completo riposo. È fondamentale mantenere la preparazione, non facendo esercizi o allenamenti massacranti, è necessario non far passare troppi giorni da un allenamento all'altro. Il rischio è quello di vanificare tutto l'allenamento fatto.
Con un'intera stagione a disposizione si riesce a svolgere un lavoro più completo. L'intenzione è quella di aumentare le sedute di forza all'inizio, in modo da lavorare su dettagli mirati tra una gara e l'altra.
La forza deve essere sviluppata in preparazione all'allenamento in moto.
Non serve essere potenti in moto, ma è la base per costruire altri aspetti che sono più importanti.
Come ti alleni, con quali attrezzi.
Io normalmente inizio sempre dall'attivazione e dal riscaldamento, per poi andare a utilizzare gli attrezzi. Dipende dalla giornata e dal tipo di allenamento. Quando l'allenamento è incentrato sulla forza si va nell'aera Pure, per tre o quattro esercizi specifici, aumentando i pesi, e poi finisco l'allenamento sempre con gli addominali.
Quanto dura un allenamento? Quanto ti alleni?
Poco. Anche questa è un'altra novità per me.
In palestra, tra riscaldamento e allenamento, non passo mai più di un'ora e mezza. Davvero poco. Quando metti il tuo fisico in determinate condizioni di stress, il tempo per allenarsi si riduce e si concentra. Non vale la regola "più lavori meglio è".
Quindi sono contento.
Quando sei in giro per il Motomondiale come ti organizzi?
Io sono uno che torna a casa subito dalle gare, che cerca di passare più tempo possibile a casa.
L'Emilia-Romagna è la mia regione e mi trovo davvero molto bene, in secondo luogo, ma non meno importante qui c'è la mia famiglia e mia figlia. Essere il più presente possibile per loro mi fa stare bene.
Essere a casa, e avere una propria routine credo che sia davvero importante.
È bello viaggiare, è bello andare in tanti posti, però c'è bisogno di creare una propria routine di recupero.
Il recupero è una delle cose più importanti e prioritarie della vita del motociclista. In questo periodo di allenamento in Technogym ho avuto la prova della sua reale utilità. Ci si può allenare alla perfezione, arrivare a eseguire esercizi in modo impeccabile, ma senza i giusti recuperi, fisico e testa non rendono al massimo delle loro potenzialità.
Conta tantissimo valutare lo stato fisico e mentale durante la seduta di training, per decidere qual è l'intensità giusta con cui allenarsi.
La routine dopo ogni gara è tornare a casa il prima possibile, concedersi il lunedì di riposo, infine riprendere gli allenamenti in conseguenza allo stato fisico.
Sempre la stessa routine?
Dipende. Durante l'estate ad esempio, abbiamo inserito altri sport per completare la preparazione.
Quest'anno ho inserito il motocross che è sempre stato la mia passione, e mi dispiacerebbe farne a meno.
Gli allenamenti di motocross sono risultati ottimi anche per la stagione di gara. Sono rischiosi, è possibile cadere e farsi male e il team non è molto contento. Ma rimane un allenamento di qualità perché riproduce la stessa fatica e lo stesso impegno a livello cardio richiesto durante il Motomondiale.
Abbiamo inserito anche il kart e le moto d'acqua, l'importante comunque è organizzare queste attività esterne in base al "tempo libero" a disposizione gli allenamenti in palestra.
Il lavoro in palestra è fondamentale, ma è molto importante praticare tanti tipi di sport, essere versatili ed essere bravo un po' in tutto.
Occorre essere veloci e competitivi in MotoGP, ma non c'è mai la possibilità di testare la moto alla perfezione. I tempi sono molto stretti. La posizione e anomala, è scomoda, è tanto estrema. Per questi motivi praticare tanti sport è davvero di aiuto. Si impara a improvvisare e a mantenere una certa sicurezza nelle situazioni più incerte.

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