Champions Train With Technogym: Morgan Lake

Quando ero piccola ho sempre saputo che sarei diventata un’atleta. Non ho mai avuto un singolo dubbio. Può sembrare strano a dirsi, ma ancor prima che nascessi, i miei genitori fantasticavano tra di loro, dicendo: - oh si Morgan sarà di certo un’atleta quando diventerà grande!- Quindi penso che sia nel mio dna, e non a caso i miei primi ricordi in assoluto sono quelli in cui io e mio fratello giocavano sotto il sole. Li abbiamo provati tutti gli sport: netball, hockey, tennis, atletica. Tutti.”

L’accento del Berkshire arrotonda le parole di Morgan Lake, che escono dalle sue labbra con un misto unico di dolcezza e determinazione. Tutto, nel suo racconto, ha i contorni di una favola, iniziata persino prima che nascesse, e in cui lo sport ha un ruolo da primattore.

La saltatrice in alto, classe 1994, è uno degli astri nascenti dell’atletica d’Oltremanica e con poche, semplici frasi riesce sempre ad accompagnarti alla scoperta del suo strabiliante percorso di giovane donna e di atleta di punta: “Crescendo devi trovare il giusto equilibrio, e la relazione tra l’atleta e la persona che convivono in me è un qualcosa su cui ho iniziato a lavorare negli ultimi anni. Sto cercando di trovare il giusto mindset per farle cooperare e vivere al meglio. Se capita di avere una brutta performance, per esempio, non si può correre il rischio che questo abbia conseguenze anche sulla vita privata, ed è fondamentale capire che l’atleta che sei non deve avere sempre un riflesso anche fuori dalla pista.”

E quando si raggiunge l’eccellenza, lo sport inizia a chiedere sempre di più, perché il desiderio di arrivare in alto va sempre sostenuto con la forza delle intenzioni e con la fatica. Una verità antica e assoluta, che Morgan conosce fin nel più piccolo dettaglio: “Allenarsi ogni giorno è senza dubbio la parte più difficile dell’essere un’atleta. Ma allo stesso tempo racchiude in sé tutto il significato stesso dello sport, perché più duramente ti alleni e più saranno semplici e di successo le tue gare. È un rapporto diretto, lineare. Quando inizio un allenamento cardio, per esempio, so già in partenza che sarà una sessione dura, ma è proprio quello il momento in cui devi lasciare tutto quello che hai sull’attrezzo, fino all’ultima energia.”

Però, il traguardo, o l’asticella nel suo caso, è una motivazione sufficiente a mantenere costante il livello di impegno e dedizione, che possono a loro volta prendere linfa nuova dalle imprese più belle, quelle che sanno ispirare e che definiscono il nostro modo di guardare il Mondo: “La mia prima memoria olimpica è legata alle Olimpiadi di Atene 2004. Avevo sette anni e ho potuto ammirare la mia connazionale Kelly Holmes vincere due ori per la Gran Bretagna, negli 800 metri e nel mille e cinque, entrando nella storia. E mi ricordo del momento esatto in cui ha passato la linea del traguardo: la sua fatica mescolata alla sua felicità. È stato come riuscire a vedere fisicamente tutto il lavoro che c’era dietro, riassunto in una sola immagine.”

Mirando in alto, a volte, succede di tratteggiare per sé stessi una parabola inattesa e bellissima. E sull’esempio della Holmes, la giovane saltatrice britannica ha costruito un viaggio unico, che l’ha già portata sul palcoscenico dei Cinque Cerchi a Rio e che la vedrà sicura protagonista a Tokyo, più matura, più forte, più pronta: “Quelle di Rio 2016 sono state le mie prime Olimpiadi, e sono state semplicemente incredibili. Avevo 19 anni, ero piuttosto giovane e nessuno si aspettava che mi sarei qualificata così presto. Invece non solo ci sono arrivata, ma sono persino entrata in finale. Essere circondata da così tante fonti di ispirazione, sia legate al mio sport che non, è stata un’esperienza unica. Non vedo l’ora di rivivere queste sensazioni a Tokyo, e di mostrare a tutti quanti quanto duro è il lavoro che ho fatto per arrivare fino a lì.”
Morgan Lake, giovane campionessa europea di salto in alto, ha le idee chiare: è riuscita ad arrivare in cima grazie alla fatica e alla forza delle intenzioni.
Secondo l’atleta, l’allenamento è la parte più difficile ma anche più importante del suo lavoro, l’unico mezzo per poter ottenere la vittoria durante le gare e conquistare il successo.
Le sessioni di allenamento di Morgan Lake sono un mix vincente di fatica e di energia, realizzate tramite le attrezzature per il fitness Technogym, in particolare Skillrun.

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