Champions Train With Technogym: Leonardo Fioravanti

Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita, da quando ne ho memoria. Non esiste un ricordo mio, personale, incui lo sport non abbia già un ruolo attivo e fondamentale per me. Se non fosse stato per mio fratello maggiore, Matteo, forse non avrei neppure iniziato a surfare. Lui è di sette anni più grande di me, e quand’ero piccolo era il mio eroe. Volevo sempre seguirlo e fare tutto ciò che facevano lui e i suoi amici. Ha avuto tanta pazienza nel portarmi sempre con sé. E mia mamma tanta fiducia nel lasciarmi andare. È così che ho iniziato a inseguire il mio sogno e a cavalcare le prime onde della mia vita.”

Leonardo Fioravanti, nato a Roma ma a pieno titolo cittadino del Mondo, è il perfetto rappresentante del proprio sport. È impossibile, ascoltandolo, non farsi trascinare dalle sue parole, dal suo racconto, che diventa la parabola a tutto tondo di un bambino diventato uomo cavalcando l’oceano, onda dopo onda.

“C’è una connessione speciale tra me e l’Oceano, un dialogo tra vecchi compagni, che si capiscono profondamente e senza bisogno di traduzioni. Passo più tempo in acqua che sulla terra ferma, e questo crea un rapporto con l’elemento. È un elemento che accoglie tutto di te, perché nel surf sono più le
volte che perdi di quelle in cui vinci e le onde lo sanno.” Il percorso di formazione è tutt’altro che lineare per chi nel cuore scopre di avere il surf. È uno sport che, come tutti gli altri, richiede sacrificio e fatica, e che, come nessun altro, ti obbliga ad una vita raminga, passando di continente in continente alla ricerca dello scorcio perfetto.

Il surf è un viaggio che inizia presto, prima ancora dell’adolescenza, e che conosce per forza di cose anche qualche battuta d’arresto, come è naturale che sia quando si sfidano gli elementi. Un banco di prova che per Leonardo è arrivato nel 2015, quando un infortunio alle vertebre lo ha costretto ai box per oltre sette mesi: “Il momento più brutto della mia carriera è stato quando mi sono fratturato le vertebre. È stato un incidente pauroso, dal quale ho avuto persino paura di non tornare più quello di prima. Ma alla fine del mio viaggio, quando mi guardo indietro, non vorrò avere rimorsi né rimpianti, e per questo ho lavorato più duramente che mai per riprendermi quello che la sorte, per un attimo, sembrava avermi tolto.”
Si è ripreso tutto Leonardo, e con gli interessi, vincendo il titolo mondiale under 18 proprio alla prima gara dopo l’infortunio. L’uomo delle prime volte, poi, è andato oltre, diventando il primo italiano di sempre a qualificarsi per la World Surf League, nel 2017, in un’ascesa che ha fatto di lui il simbolo dell’intero movimento tricolore. Nel futuro prossimo di Fioravanti ora ci sono i Giochi di Tokyo 2020, in Giappone, dove il surf farà il proprio esordio olimpico, e che per il campione romano sarà la chiusura di un cerchio: “Ho sempre guardato tutte le edizioni delle Olimpiadi, e di ogni edizione guardavo tutti gli sport, folgorato dalla loro bellezza. Vedere lo sguardo degli atleti che raggiungono il loro obiettivo dopo quattro anni di fatica e di lavoro è sempre stato un’enorme fonte di ispirazione per me. Se sommo quel tipo di fuoco e di passione all’amore per il mio sport, che ogni mattina mi fa svegliare e alzare con il sorriso, impaziente di andare nell’Oceano, ne esce un mix esplosivo, che definisce al meglio la mia vita di oggi.”
La stella del surf Leonardo Fioravanti ha raggiunto il successo cavalcando le onde, ma le vittorie ottenute nel corso degli anni sono il risultato di dedizione, allenamento e miglioramento continuo.
La preparazione atletica, infatti, gioca un ruolo fondamentale nelle perfomance in acqua, ed è per questo che il surfer dedica gran parte del suo tempo all’allenamento, scegliendo Skillmill.

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