Elia Viviani: flag

“Il mio talento l’ho scoperto anno dopo anno, non ho mai pensato di essere un fuoriclasse, nato fuoriclasse, credo di aver costruito sempre la mia carriera e i miei risultati. All’inizio ovviamente ho avuto tanti dubbi, come tutti del resto. Non sapevo se continuare con il calcio o dedicarmi del tutto alle due ruote, e a fare davvero la differenza, alla fine, è stata la consapevolezza che nel ciclismo tutto dipendesse da me. Risultati, premi, delusioni, tutto quanto era nelle mie mani. Anno dopo anno, sacrificio dopo sacrificio, passi dal livello locale a quello regionale, poi a quello nazionale e capisci che stai andando nella direzione giusta.”

La parabola di Elia Viviani, stella azzurra del ciclismo su strada e su pista, è iniziata tanti anni fa, quando le due ruote sono entrate con prepotenza nella sua vita, costringendolo a scegliere tra la bici e il calcio. Per fortuna nostra, e anche sua, a spuntarla è stato lo sport individuale, che al piccolo Elia dava una carica unica, capace di eleggerlo ad unico responsabile del proprio successo.

Un’ascesa fulminea, testimone del suo talento straordinario, che dalle gare regionali lo ha fatto crescere, passo dopo passo, fino ad accarezzare il sogno più luminoso, quello di Olimpia. Prima come semplice tifoso, poi come amante deluso ed infine come dioscuro moderno: “Il mio primo ricordo olimpico è quello di Bettini ad Atene 2004, perché quella in linea è sempre la prima gara del programma ed il suo fu un trionfo straordinario. Quando poi è stato il mio momento di brillare, soprattutto dopo la delusione dell’edizione di Londra 2012, sono arrivato alle Olimpiadi di Rio consapevole dell’importanza di quell’attimo.  Di quella gara, dell’oro in Brasile, conservo una gran memoria. Tutti i dettagli, anche i più piccoli, in maniera assolutamente limpida. È come riviverlo da capo ogni volta. Sono stati i giorni più belli della mia vita.”

La grandezza di Viviani si percepisce nella tranquillità della sua voce e nella capacità di raccontare le imprese più grandi con la serenità di sempre, quella che continua a farlo sentire un privilegiato, anche dalla cima del Mondo. Un adulto con la voglia di un bambino, che ha fatto della propria passione un mestiere bellissimo: “C’è una linea che passi, quando diventi professionista, e capisci che quella passione  diventa il tuo lavoro, e ti senti una persona privilegiata. Quella è la verità: fare ogni giorno quello che ti piace è un privilegio. Non sempre è facile rendersene conto, ma quando lo fai cambia la tua percezione. Penso al significato che ha avuto la mia medaglia di Rio, per i colleghi e per tutti i giovani: me ne prendo volentieri il giusto carico emotivo. Bisogna vivere il tutto con il giusto senso di responsabilità e rimanendo sempre fedeli a sé stessi.”

Ed è proprio esplorando le sue qualità morali uniche e altissime, che la scelta del nostro movimento Olimpico è ricaduta su Elia, investito della responsabilità di portabandiera ai prossimi Giochi di Tokyo. Un momento sognato e immaginato, ma tenuto nascosto, come qualcosa di troppo bello per essere vero: “La scoperta di esser stato ufficialmente scelto come portabandiera azzurro alle Olimpiadi è stata strana, perchè ero in bici, al Giro d’Italia e fino all’ultimo ho preferito non illudermi. Anche se sapevo che esisteva la possibilità, anche se sentivo i rumors giornalistici, fino a che non me l’hanno detto ho finto di non crederci. Perchè giunto a un mese dai Giochi, la delusione per averci creduto e poi aver perso l’occasione sarebbe stata terribile. Poi me l’hanno detto ed è stato semplicemente bellissimo. Inizio solo ora ad immaginare il momento, l’emozione che proverò. Ma solo viverla per davvero potrà mai farmi sapere di cosa sa per davvero.”
Elia Viviani, oro nell’omnium ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, dimostra tutta la sua tenacia quando sfreccia in sella alla sua bici.
Le sue medaglie, collezionate nel corso di una carriera in ascesa, sono il risultato di un duro lavoro e una preparazione atletica attentamente studiata e progettata.
La sveglia di Elia Viviani suona intorno alle 8, e alle 9.30/10 inizia il suo allenamento che varia, 3,4 o 5 ore, in base al tipo di preparazione prevista per quel periodo. La settimana tipo, invece, prevede blocchi di lavoro da 3 giorni seguiti da un giorno di riposo.
Per i suoi allenamenti, il ciclista sceglie Skillbike.

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Questa esclusiva bike Technogym è la perfetta soluzione per triatleti, appassionati o ciclisti professionisti come Elia Viviani che concentrano l’allenamento sullo sviluppo della potenza e della resistenza. Infatti, Skillbike mette a disposizione vere e proprie routine di allenamento basate sulla potenza, oltre ad allenamenti che prevedono la simulazione delle salite, per migliorare forza e resistenza in un modo nuovo, efficace e coinvolgente.
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