Da oggi il Wellness Blog vuole iniziare a dare spazio a coloro che rappresentano il “motore” dell’azienda, gli agenti, che con forza e passione si spostano in lungo e in largo per l’Italia alla ricerca costante di nuove occasioni e al mantenimento di quelle opportunità già trovate. Partiamo da Marco Cassigoli, che da ben 17 anni, come ci racconterà fa parte della grande famiglia di Technogym… Ora, leggiamo bene cosa ci racconta!
Di quale area geografica ti occupi e da quanto tempo lavori per Technogym?
Mi occupo della regione Toscana per la divisione H&H (Home and Hospitality). Lavoro per Technogym da quasi 17 anni (5 come distributore per la zona dell’Africa Orientale e 12 anni come agente per l’italia).
Qual è l’aspetto più bello del lavoro di agente? E quello invece più difficile?
Proponiamo uno stile di vita salutare ed offriamo le soluzioni per il benessere delle persone, esiste cosa più bella e motivante di questa in una professione? Tutto questo avviene nel mio caso, in un settore molto interessante e creativo, ovvero il design privato ed il mondo complesso ed affascinante dell’ospitalità, un ambiente che sento mio per averne avuto esperienza diretta all’estero.
Come predisposizine mentale preferisco pensare che non ci siano determinati aspetti obiettivamente difficili nel lavoro di agente, ma che tutto, anche la cosa più elementare, possa diventare facile o difficile se intrapresa nel modo giusto o sbagliato. Posso però dire per mia esperienza che essere agente Technogym significa automaticamente però anche essere imprenditori di se stessi, un’azienda dentro l’azienda, la sfida, talvolta difficile è essere bravi come agenti ma anche come imprenditori e saper convertire l’impegno e le energie necessari per il proprio lavoro in obiettivi pratici ed economici per la propria azienda personale.
Che caratteristiche caratteriali bisogna avere per diventare un buon agente Technogym?
Alcune caratteristiche “insite” in una persona che aiutano molto un buon agente Technogym sono:
Cosa significa per te essere agente Technogym?
Da quando ho cominciato, soprattutto a causa della grande distanza dalla “casa madre”, ho sempre pensato che essere agente Technogym – o a quell’epoca distributore – significasse “rappresentare” l’azienda (anche se ad essere sincero non amo molto il termine rappresentante, lo considero anacronistico). La tua faccia è lo specchio dell’azienda intera e le conseguenze, buone o cattive che siano, dipendono da come ti presenti, ti poni e crei tutta la relazione con l’end user e con il suo entourage (assistenti, professionisti, familiari ecc).
Dal punto di vista puramente personale e professionale, essere agente Technogym significa “essere Technogym” e avere allo stesso tempo una minina indipendenza imprenditoriale, con tutti i suoi vantaggi, ma anche i rischi d’impresa.
Raccontaci l’episodio più simpatico che ti è capitato in questi anni?
Ne potrei citare diversi, il primo che mi viene in mente perché recente di quest’anno… in affiancamento con il mio area manager alla ricerca di un’azienda agricola, ci siamo completamente persi in un dedalo di stradine sterrate di campagna, senza indicazioni, con il navigatore che non riconosceva e – ahime! – senza segnale sul cellulare, ci siamo infine ritrovati in un vicolo cieco con davanti quella che sembrava una casolare. Dopo un attimo di panico ( anche perché in ritardo all’appuntamento ) abbiamo suonato al portone per chiedere direzioni, abbiamo scoperto che in effetti si trattava di un piccolo resort sperduto di nome Strada.
Il titolare ci ha fatto chiamare il cliente dal telefono fisso per avvisarlo del ritardo, dato direzioni su come rientrare sulla strada principale e.. la cosa simpatica, quando ha saputo che eravamo di Technogym ci ha detto che erano settimane che intendeva contattare l’azienda per avere informazioni sull’allestimento di una piccola area wellness!! Gli abbiamo quindi fornito tutte le informazioni del caso e al rientro dal nostro appuntamento gli abbiamo preparato un’offerta per una saletta che sarà pronta l’anno prossimo.. sarà stato il caso ( preferisco pensare che fu il nostro “fiuto” o “l’attrazione del cliente” ) ma le chance di finire in quel posto sperduto erano veramente una su mille!
Tre consigli per chi vuole intraprendere questo mestiere.
Grazie Mille a Marco per la sua disponibilità e per le preziose informazioni che ci ha lasciato! Alla prossima intervista..
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